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Basket, Abodi con Trieste sul trasloco a Roma: "L'aspetto sociale viene prima di quello economico"

Presente a Trieste a un incontro promosso dal Governatore Fedriga, il Ministro Abodi ha ribadito che qualcosa va fatto per evitare che certe piazze perdano i loro club.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Sta assumendo i contorni di un vero e proprio intrigo la vicenda legata al possibile trasloco del titolo sportivo di Trieste a Roma, con il patron Paul Matiasic che sembra aver accelerato le operazioni per trasferire armi e bagagli nella Capitale. Perché Roma diventerebbe nelle intenzioni del magnate americano la chiave di volta per entrare nel mondo di NBA Europe, che in Italia sbarcherà con due squadre, una nella Capitale e l’altra a Milano (non è detto che sia l’Olimpia: Milan e Inter stanno ragionando se espandersi anche nella pallacanestro, e da settimane i contatti vanno avanti senza sosta).

La preoccupazione del Ministro e chi dovrà esprimersi

La questione romana però sta particolarmente a cuore alla FIP perché rischia di privare Trieste, una delle piazze storiche del basket nazionale, della sua squadra di riferimento. E lo stesso potrebbe accadere a Cremona, con una cordata guidata da Donnie Nelson pronta a rilevare il titolo sportivo della Vanoli e trasferirlo sempre nella Capitale.

Pratica lecita nel mondo della pallacanestro italiana (nel calcio ad esempio non si potrebbe fare), ma che a detta del Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, andrebbe forse rivista. “Ho avuto il piacere di ascoltare la proposta di Matiasic, ha spiegato Abodi, in vista a Trieste per parlare del progetto “Sport in Regione”, voluto dal Governatore del Friuli, Massimiliano Fedriga.

“Ho ascoltato anche la proposta fatta da Nelson a Cremona, e devo dire che tutta questa corsa a portare il titolo sportivo a Roma mi lascia un po’ perplesso, perché la mia preoccupazione resta quella di preservare le radici storiche e la tradizione del basket in città come Trieste e Cremona. Chiaro che la decisione finale spetterà agli organi competenti (quindi FIP e Lega), ma ritengo che l’elemento della tradizione cestistica di certe piazze debba essere tenuta in grande considerazione nella scelta”.

L’invito al CONI: “Rivedere le regole sulla mobilità dei titoli”

A Trieste da qualche giorno si rincorrono le voci di un probabile addio della società alabardata, che verrebbe “barattata” per portare Roma nel nuovo campionato europeo targato NBA. Abodi però è sembrato voler correre in aiuto alla piazza giuliana: “È necessario uniformarsi maggiormente ai sentimenti della comunità, perché oltre all’aspetto economico esiste un aspetto sociale che deve essere prevalente. Per quanto mi riguarda, mi farò custode di questo principio”.

Abodi ha poi spiegato anche che qualcosa dovrà essere fatto in merito al trasferimento di titoli sportivi da una sede a un’altra: “Bisogna interrogarsi se sia ancora una cosa giusta. Al di là della responsabilità tecnica, il rispetto che le istituzioni sportivi devono nutrire nei confronti delle “radici” non è un fatto secondario. Non credo che serva una legge del Governo per stabilire certe regole: mi aspetto maggiore sensibilità e che il CONI riveda l’attuale mobilità dei titoli”.

Parole pronunciate davanti a Luciano Buonfiglio, presente in sala e (in qualche modo) sollecitato dalle parole del Ministro. Matiasic però sembrerebbe aver già preso la sua decisione: chieste informazioni per l’affitto del PalaEur e contattato come nuovo coach nientemeno che Luca Banchi, attualmente CT della nazionale.

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