L’esclusione di Trapani non sarà certo retroattiva, ma Valerio Antonini promette battaglia. “Anche a costo di arrivare alla Corte Europea”, ha spiegato in un’intervista esclusiva rilasciato a “Domani”, nella quale ha provato per l’ennesima volta a esporre il suo punto di vista su una vicenda che in un modo o nell’altro è destinata a fare la storia (in negativo) del basket italiano, oltre che trapanese. “La battaglia per quanto mi riguarda è soltanto all’inizio. L’obiettivo? Distruggere la giustizia sportiva, quella che ha deciso arbitrariamente che dovevamo essere fatti fuori”.
- Il "piano ordito" contro la Shark: "La FIP l'ha studiato bene..."
- La volontà del patron: "Pronto a ricorrere alla Corte Europea"
- L'affondo contro la città di Trapani: "Non tornerei mai più"
Il “piano ordito” contro la Shark: “La FIP l’ha studiato bene…”
Antonini è una furia, e in fondo questo fa parte di un modo di fare che lo contraddistingue da sempre, nel bene e nel male. La ratifica dell’esclusione della Shark dal campionato di Serie A, formalizzata lunedì dal Giudice Sportivo, non l’ha colto di sorpresa, ma in qualche modo gli consentirà ora di poter giocare “a mani libere” su più tavoli.
“Molti mi hanno chiesto perché non ho ritirato la squadra, viste le condizioni ormai al limite nelle quali ci siamo ritrovati. Ma perché avrei dovuto fare un favore alla FIP? I regolamenti ci consentivano di continuare a giocare e abbiamo fatto il possibile per andare avanti, anche per dimostrare che noi non volevamo affatto piegarci a decisioni che non dovevano essere prese. Oggi che la FIP di fatto ci ha buttato fuori dalle competizioni, sappiamo che possiamo anche ambire a risarcimenti multimilionari, ed è il motivo per cui abbiamo tenuto botta il più a lungo possibile”.
Antonini spiega inoltre di non essere stato sorpreso dal “piano” ordito da federazione e lega nei confronti di Trapani. “Se vedete, i giocatori che se ne sono andati l’hanno fatto rispettando le clausole previste nei loro contratti, e il blocco del mercato è stato determinato da una situazione studiata a tavolino, con deferimenti che non c’entravano, perché il piano era stato prestabilito da tempo”.
La volontà del patron: “Pronto a ricorrere alla Corte Europea”
Il patron della Shark s’è detto sicuro che la giustizia ordinaria saprà fare il proprio corso nell’interesse della società di cui è proprietario. “Auspico il ripristino della verità dei fatti. Vincere nei tribunali ordinari ci darebbe la dignità che FIP e LBA hanno voluto calpestare. E rivoglio indietro entrambi i titoli sportivi nei campionati di appartenenza, sia nel calcio che nel basket, perché la prossima estate voglio ripartire esattamente da dove mi hanno voluto buttare fuori.
Andrò fino in fondo, non arretrerò di un centimetro. Il piano è presto detto: vinciamo nei tribunali ordinari e ci facciamo restituire quello che c’hanno tolto, ma con gli interessi. E qualora non dovessero essere accolte le nostre istante, allora sarà la Corte Europea a esprimersi sulla vicenda. Il precedente di Andrea Agnelli con la Juventus sarà la nostra stella polare (e quel ricorso fu vincente). È una battaglia con la quale voglio distruggere la giustizia sportiva per far cambiare tutte le cose”.
L’affondo contro la città di Trapani: “Non tornerei mai più”
Antonini ha aggiunto un passaggio particolarmente polemico rivolto alla città di Trapani, che nell’estate del 2023 l’accolse facendo ponti d’oro, ma che nel tempo l’ha ricusato senza fronzoli. “Una città che mi ha voltato completamente le spalle, abbandonandomi alla prima curva.
Non tornerei mai e poi mai a fare business da quelle parti, neppure sotto tortura: sono stato pugnalato, addirittura mi hanno invitato ad andarmene con striscioni apposti davanti alla scuola dove andavano i miei figli. Chi l’ha fatto è una merda, e questo è bene che si sappia in giro. Come è bene far sapere che abbiamo fatto una causa di risarcimento danni contro il Comune per la vicenda del PalaShark e contro il Libero Consorzio per lo stadio”.
Insomma, se la stagione 2025-26 ha avuto il suo epilogo per ciò che riguarda il campo (almeno nel basket, mentre nel calcio sono in arrivo nuove penalizzazione), il futuro è ancora un libro aperto. E Antonini non vuol darsi per vinto. Vedere per credere.
