La farsa è finalmente giunta a conclusione: la Trapani Shark è stata esclusa dal campionato di basket di Serie A, e pertanto non ci saranno più nuove partite della durata di pochi minuti con infortuni finti e falli “tattici” per abbreviare l’agonia. L’ha deciso il Giudice Sportivo dopo aver preso visione dei referti delle ultime gare del girone d’andata, sulla base del rapporto del sostituto procuratore. Si chiude così nel modo più ovvio e scontato una delle pagine più tristi della storia del basket italiano, che pure getta nuove ombre su un sistema che dimostra una volta di più di non riuscire a prevenire eventuali anomalie e tantomeno di darsi regole certe e tempistiche di intervento tempestive.
- Fine anticipata di 7 giorni: in A2 quest'anno solo una retrocessa
- Trento, che beffa: dopo la partita farsa è pure fuori dalla Coppa
- La ricostruzione: da maggio in poi una fine segnata
- Le ingiunzioni, la diaspora, l'atto finale. E la FIP "complice"...
Fine anticipata di 7 giorni: in A2 quest’anno solo una retrocessa
Il Giudice Sportivo ha ritenuto valida la tesi che la partita capestro mandata a referto con Trento (appena 7 tesserati in lista, di cui 4 giovanissimi) possa essere considerata alla stregua di una partita non disputata, che arrivava peraltro dopo quella non giocata per rinuncia a Bologna contro la Virtus (alla seconda rinuncia sarebbe scattata automatica l’esclusione).
Di fatto la Shark non sarebbe mai e poi mai andata a giocare a Trieste sabato prossimo, e pertanto il verdetto del Giudice Sportivo ha anticipato una fine già scritta. Trapani era invece andata a giocare in Bulgaria la sfida di BCL contro l’Hapoel Holon solo per evitare di dover pagare la multa di 600mila euro prevista in caso di rinuncia (la LBA ha invece fatto sapere che le multe di 50mila euro a partita irrogate nelle ultime settimane per mancanza del 6+6 in lista non sarebbero comunque state riscosse).
L’esclusione della Shark libera tutti i tesserati da ogni vincolo con la società, consentendo loro di potersi accasare altrove sia in Italia che all’estero. A trarne beneficio però sono anche le squadre in lotta per la salvezza, dal momento che nella stagione in corso si passa dalle due retrocessioni in A2 previste a una sola retrocessione, con conseguente ripescaggio di una squadra nella prossima stagione 2026-27 di A2 (probabilmente la “migliore” delle retrocesse).
Trento, che beffa: dopo la partita farsa è pure fuori dalla Coppa
L’esclusione della Shark produce effetti importanti a livello di classifica: tutte le squadre che hanno battuto Trapani vedono loro malgrado sottratti i due punti ottenuti, mentre non cambia nulla per le formazioni che erano state battute dalla formazione siciliana. Chi ci rimette di più è la Dolomiti Energia Trento, suo malgrado proprio la squadra che ha dovuto sobbarcarsi un viaggio in aereo da Nord a Sud per restare sul parquet per soli 4 minuti senza ottenere nulla in cambio: la squadra di Cancellieri scende infatti a 12 punti e in virtù della classifica avulsa viene esclusa dalla final eight di Coppa Italia, dove l’ultimo posto se lo è guadagnato Napoli, che se stasera dovesse battere Milano salirebbe al settimo posto facendo scivolare all’ottavo Udine.
Questa la classifica aggiornata dopo l’esclusione della Shark: Virtus Bologna e Brescia 24 punti, Olimpia Milano e Venezia 20, Trieste 14, Udine, Napoli, Cremona e Trento 12, Varese e Sassari 10, Reggio Emilia 8, Treviso e Cantù 6 (Napoli e Milano hanno una partita in meno).
La ricostruzione: da maggio in poi una fine segnata
La parabola di Valerio Antonini si chiude in modo inglorioso, dopo che per due anni Trapani ha letteralmente sognato ad occhi aperti. Il discusso imprenditore del settore alimentare aveva preso la Shark spostando il titolo della Stella Azzurra da Roma alla Sicilia, e dopo averla portata al primo colpo in LBA è arrivato anche in semifinale play-off, battuto da una versione sublime di Brescia, ma qualificandosi per la BCL.
I guai sono cominciati a inizio estate con il deferimento per il mancato pagamento di Irpef e Inps legata al bimestre gennaio-febbraio 2025 (Antonini si difese spiegando di essere stato truffato dalla medesima società che aveva collaborato con il Brescia di Cellino), che ha prodotto il primo -4 nella stagione corrente. Il mancato rispetto dei pagamenti concordati con l’Agenzia delle Entrate per sanare il debito di inizio anno ha prodotto un altro punto di penalizzazione a novembre, con polemiche infinite da parte di Antonini che invece ha sempre sostenuto di aver pagato il ravvedimento oneroso nei tempi (e che il debito con l’Erario fosse per l’IVA, non per Irpef e Inps).
La FIP però s’è sempre basata sulle comunicazioni dell’Agenzia delle Entrate, e così facendo ha erogato altri tre punti di penalizzazione, due anni di inibizione ad Antonini e ulteriori due punti per dichiarazioni false presentate all’atto dell’iscrizione al campionato.
Le ingiunzioni, la diaspora, l’atto finale. E la FIP “complice”…
A far crollare il castello hanno contribuito le ingiunzioni di pagamento arrivate da alcuni tesserati: ciò ha prodotto il blocco dei tesseramenti e il progressivo smantellamento del roster, oltre alle dimissioni di coach Repesa a fine novembre.
Con 5 giocatori che si sono liberati, esercitando clausole presenti nei loro contratti (Alibegovic, Allen, Ford, Hurt ed Eboua), Trapani ha cominciato a imbarcare acqua: 50mila euro di multa ad ogni partita per non disporre del numero minimo di contratti professionisti (cioè 12), con conseguente countdown verso la fine. Che il Giudice Sportivo ha semplicemente redatto in carta bollata, facendo calare il sipario su una storia decisamente dimenticabile (e con la FIP non così del tutto esente da responsabilità).
