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Basket LBA, il crollo della Virtus apre a un futuro pieno di dubbi. Milano-Venezia finale inedita, ma accattivante

L'epilogo della stagione di LBA è decisamente inatteso: saranno Milano e Venezia a giocarsi lo scudetto dopo che Bologna è implosa, chiudendo nel peggiore dei modi un'annata assai travagliata

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

È venuta fuori la finale meno attesa: Olimpia e Reyer in pochi l’avevano pronosticata, anzi quasi nessuno, e senza nulla togliere nulla tanto a Milano quanto a Venezia, che le loro run play-off se le sono sudate e meritate per quanto fatto vedere. Un epilogo inatteso quando tutti aspettavano che l’ultimo atto della stagione vedesse di nuovo di fronte Olimpia e Virtus Bologna, come già capitato per 4 stagioni consecutive dal 2021 al 2024. E se un anno fa la “stecca” era arrivata proprio da Milano, quest’anno c’ha pensato Bologna a finire dietro la lavagna. Portandosi dietro polemiche e interrogativi che riguardano anche l’avvenire.

Bologna si lecca (già) le ferite: un futuro tutto da scrivere

La stagione delle Vu nere è stata complessa e complicata oltre misura, vissuta sempre sull’equivoco di chi fosse il problema. Alla fine per tutti a metà stagione (o più in là) ha pagato Dusko Ivanovic, ma la scelta di poggiare i propositi di conferma sul trono tricolore sulle spalle di Carsen Edwards si è rivelata sbagliata. Edwards che peraltro ha già la valigia in mano, come gran parte del roster: Pajola, peraltro infortunato nelle ultime settimane, ha rifiutato il rinnovo e andrà a giocare all’estero, mentre Smailagic, Vildoza, Akele e Yoga hanno la valigia pronta da tempo, con Morgan e Niang (che potrebbe andare in America prima del previsto) in forte dubbio.

Una situazione impensabile solo un anno fa, quando si festeggiava uno scudetto sul quale in pochi avrebbero scommesso sino a poco tempo prima. Il crollo è stato verticale: la proprietà è incerta sul da farsi, se ridimensionare o rilanciare, anche se molto si capirà anche dalla scelta dell’allenatore, che non sarà certamente Jakovljevic: Velimir Perasovic o Dusan Alimpijevic i primi nomi spendibili, con sullo sfondo Petteri Koponen (sfumate le piste Galbiati e Obradovic).

Olimpia-Reyer, uno scudetto per due: Venezia sogna lo scalpo

La Virtus sarà spettatrice di una finale scudetto inedita, con la Reyer di Spahija che sogna di regalarsi un altro scalpo eccellente. Per farlo dovrà andare a vincere almeno una partita all’Unipol Forum di Assago, dove giovedì sera scatterà una serie che promette di rivelarsi estremamente incerta e tutt’altro che scontata.

Chiaro che Milano qualcosina in più dovrà averlo: è arrivata in finale perdendo una sola partita in tutta la post season (3-0 a Reggio Emilia, 3-1 a Brescia) e dopo aver ritrovato un’intensità e una continuità che in stagione non aveva mai mostrato, per varie ragioni. Peppe Poeta ha trovato strada facendo la formula giusta: Bolmaro è l’uomo in missione, ma LeDay, Nebo e Brooks sono gli uomini giusti al posto giusto (ah, ci sarebbero anche Ricci e Shields, che quando la palla scotta sanno sempre cosa farne…).

Venezia però non ha nulla da perdere: una squadra che trova sempre modi differenti per vincere, con Tessitori che ha dominato contro la Virtus (22 punti sia in gara 3 che gara 4) e RJ Cole formidabile realizzatore. Una squadra da prendere con le pinze, che sebbene abbia perso entrambi i match disputati in stagione contro l’Olimpia sembra essersi trasformata appena in tempo per provare a rovesciare la storia.

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