Dalla Juventus alla Bosnia: in un mese e mezzo la carriera di Alessandro Bastoni ha subito un crollo rovinoso. La maledizione del derby d’Italia sembra averlo inseguito fino a Zenica, dove, nella finale playoff con in palio il pass Mondiale, ha compromesso la gara della Nazionale con quel rosso sciagurato. Travolto da un’ondata di critiche, il difensore dell’Inter è stato costretto, insieme alla moglie, a blindare i social per arginare gli insulti diventati ormai incontrollabili. E, ora, il suo futuro è sempre più lontano dall’Italia. Prende quota l’idea di lasciare la Serie A per cancellare errori e veleni, ma c’è un problema non da poco: alla luce del flop in quella che sarebbe dovuta essere la partita della vita, i tifosi del Barcellona non lo vogliono più.
- Il crollo di Bastoni dalla simulazione al rosso
- Inter, l’addio di Bastoni sembra l’unica soluzione
- I tifosi del Barcellona non lo vogliono più
Il crollo di Bastoni dalla simulazione al rosso
La parabola discendente di Bastoni è iniziata il 14 febbraio, quando le telecamere hanno catturato la sua esultanza per il secondo giallo estratto dall’arbitro Federico La Penna nei confronti di Pierre Kalulu durante il big match di San Siro tra Inter e Juventus. L’espulsione del difensore bianconero, maturata dopo una simulazione del collega nerazzurro non rilevata dal direttore di gara e non sanzionabile dal Var, ha dato il via a polemiche furibonde.
Da quel momento, il 26enne di Casalmaggiore è stato fischiato in ogni stadio d’Italia in cui ha messo piede. Non solo: in molti avevano anche chiesto a Rino Gattuso di escluderlo dalla lista dei convocati per gli spareggi mondiali. Il ct, però, non ha dato peso alle pressioni, anche perché Bastoni è sempre stato un punto fermo della retroguardia azzurra. Ma contro la Bosnia si è materializzato il peggiore degli incubi. Quel cartellino rosso sventolato senza esitazioni dal francese Turpin racchiude nervosismo, frustrazione e la somma delle tensioni che si sono accumulate nel corso di queste tormentate settimane.
Inter, l’addio di Bastoni sembra l’unica soluzione
Dopo la debacle di Zenica e la terza esclusione di fila dai Mondiali, la seconda per Bastoni che era in campo anche contro la Macedonia del Nord nel 2022, il difensore e la moglie Camilla Bresciani sono stati costretti a limitare i commenti sui social. Basta dare uno sguardo al web per rendersi conto dell’aria che tira: il centrale dell’Inter è diventato il bersaglio principale delle critiche dei tifosi. A questo punto la fuga dall’Italia sembra l’unica soluzione per ripartire da zero.
Sulle tracce di Bastoni c’è da tempo il Barcellona, che, secondo indiscrezioni provenienti dalla Spagna, avrebbe già ottenuto il gradimento del calciatore. Va, però, raggiunta l’intesa con Beppe Marotta, a cui ancora non è stata recapitata alcuna offerta ufficiale. Prima della partita da dentro o fuori del Bilino Polje la valutazione del classe 1999 si aggirava sui 70 milioni, ma ora il suo prezzo potrebbe aver subito un netto ridimensionamento.
I tifosi del Barcellona non lo vogliono più
Anche per il quotidiano spagnolo Mundo Deportivo il flop con l’Italia avvicina Bastoni ai blaugrana. Ma c’è un problema: i tifosi catalani non lo vogliono. “Bastoni ha passato tutta la sua carriera a giocare con una linea difensiva molto compatta, spesso con tre difensori centrali. Non funzionerebbe nel Barcellona, meglio Senesi” scrive Rotia.
“Van de Ven e Vuskovic sono più veloci” suggerisce Ruberta. Un altro tifoso commenta così: “Contro la Bosnia è apparso evidente che non sa ripiegare in difesa, cosa che un difensore del Barça deve assolutamente saper fare, perché è quello che dovrà affrontare innumerevoli volte ogni partita. Causerebbe tanti rigori, oltre a ricevere cartellini gialli e rossi. Sarebbe uno dei peggiori, non molto meglio di Araujo. Bastoni non è il profilo giusto per il nostro gioco, nemmeno se arrivasse a parametro zero”.
