Per comprendere quando ha avuto inizio quella flessione innegabile che ha pregiudicato la stagione che avrebbe dovuto consacrare la sua centralità, nell’Inter e più ancora in Nazionale, va adottato un approccio analitico che ci conduce a ritroso. A principio dell’annus horribilis di Alessandro Bastoni, il quale ha accusato un problema fisico ultimo tassello di una stagione davvero contrassegnata da eventi che, uniti, disegnano una serie di alti e bassi che non convincono, fino in fondo, neanche il Barcellona. Non è una trattativa freezata dal crollo Italia, dal gesto kamikaze che non potrà essere cancellato contro la Bosnia. La questione è la solita.
- Bastoni, prima offerta del Barcellona rifiutata
- La protezione di Marotta
- La distanza tra i club sulla cifra e la volontà del giocatore
Bastoni, prima offerta del Barcellona rifiutata
Bastoni rimane l’obiettivo primario della sessione estiva per la società catalana, intenta nell’attività di scouting per quel posto di centrale che sarà occupato dal difensore nerazzurro con altissima probabilità. Nonostante l’incertezza domini sovrana e la prima offerta avanzata dai catalani sia stata rifiutata dall’Inter, non è cambiata la priorità che è stata data all’operazione che dovrebbe portare il centrale a Barcellona la prossima estate: l’ammontare della prima offerta pare si aggirasse sui 45 milioni.
Cifra ritenuta al di sotto dei 60 milioni che Beppe Marotta avrebbe intenzione di ricavare dalla cessione di uno dei giocatori che si include nel club dei cedibili oltre che dei rinnovi sospesi (non ancora firmati). A creare una certa intermittenza è l’ingaggio che Bastoni vorrebbe percepire, pari a quasi 7 milioni a stagione, che graverebbe sul bilancio della società catalana. Un abnorme punto interrogativo, che non riguarda tra l’altro eventuali prestiti e contropartite.
La protezione di Marotta
La situazione attuale ha del paradossale: il presidente e CEO dell’Inter, Giuseppe Marotta, ha accennato alla situazione complessa che sta attraversando Bastoni pur avendo ricevuto questa domenica un riconoscimento positivo, con un gesto encomiabile da parte del pubblico dopo quanto accaduto. la sua espulsione contro la Bosnia non potrà essere cancellata, come e più l’esclusione per la terza volta consecutiva dell’Italia dai Mondiali. Critiche, insulti e offese non sono mancate soprattutto via social, ma Marotta lo ha ancora una volta difeso. Come sempre, pur davanti all’evidenza che questa non sia stata la migliore stagione possibile per il difensore.
Ai microfoni di DAZN, Marotta ha rimarcato il concetto, tentando di togliere dal mercato il giocatore: “Intanto ritengo che sia una cosa vergognosa il linciaggio cui è sottoposto Bastoni, come se fosse colpevole di chissà cosa. L’eliminazione dell’Italia ha origini ben più lontane. Bastoni non merita questo trattamento, si sbaglia nella vita, invece in Italia sono tutti psicologi ed esperti di calcio, senza considerare con che uomo si abbia a che fare. Ha sbagliato, è umano e normale che un ragazzo possa sbagliare. Leggo che Bastoni dovrebbe abbandonare l’Italia: Bastoni è un patrimonio dell’Inter e dell’Italia. Non ci sono questi estremi e queste condizioni, poi come tutte queste situazioni saranno affrontate più avanti”.
La distanza tra i club sulla cifra e la volontà del giocatore
Tradotto. Bastoni è un capitale importante e non verrà ceduto a prezzo d’occasione, nonostante il flop in Azzurro. Una linea condivisibile e perfettamente coerente con quanto costruito, nell’arco di decenni di lavoro, dallo stesso numero uno di viale della Liberazione che ha sempre studiato, e centrato, strategie adeguate.
In Spagna, secondo il catalano Sport, la questione non è affatto da interpretare come una conclusione delle trattative tra Inter e Barcellona posta la disponibilità del centrale a cambiare casacca. Piuttosto, va ragionato e ponderato il prossimo passo. La difficoltà del giocatore nel ritrovarsi non è cosa di oggi. Forse cambiare contesto gioverebbe anche a lui, a ritrovarsi dopo mesi di ostilità e non solo via social. Le modalità delle quali è rimasto vittima sono da stigmatizzare, senza incertezza. La crisi, però, non va confusa e mescolata con gli effetti incontrollati che ne scaturiscono.
