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Mondiali, Battocletti record e argento con i consigli di papà. Fabbri bronzo con rammarico, la parolaccia in diretta

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Gerry Capasso

Gerry Capasso

Giornalista

Per lui gli sport americani non hanno segreti: basket, football, baseball e la capacità innata di trovare la notizia dove altri non vedono granché

L’Italia chiude la prima giornata di gare ai Mondiali di atletica di Tokyo con 3 medaglie. Ad aprire alla grande era stato l’argento di Antonella Palmisano, poi è arrivato il secondo posto di una clamorosa Nadia Battocletti e a chiudere il bronzo di Leonardo Fabbri nel getto del peso. In mezzo però anche la delusione per l’eliminazione choc di Larissa Iapichino.

Battocletti da record: la lotta all’egemonia africana

Nadia Battocletti si prende i gradi di capitana della nazionale italiana di atletica. La mezzofondista azzurra si presentava ai 10mila metri con il compito di provare a replicare l’argento delle Olimpiadi di Parigi. Se in Francia era stata una sorpresa, a Tokyo l’azzurra arriva come una delle osservate speciale. E la gara lo dimostra. Dopo una partenza lenta, sono le atlete keniane a prendere in mano la corsa e a fare un ritmo folle.

Nadia resta sempre lì, aspetta il suo momento e in particolare il finale che l’ha vista sempre tra le migliori. Il ritmo incessante delle atlete keniane viene spezzato solo per qualche attimo dall’etiope Tsegay che prova l’allungo alla distanza. Ma né Battocletti né Chebet mollano la presa e la gara si decide allo sprint. La keniana ne ha di più ma per Nadia arriva un argento che sa di conferma e soprattutto un record italiano clamoroso con il tempo di 30’38”23 (abbassando di 7 secondi il primato che le apparteneva).

L’emozione di Nadia

La grande emozione di Nadia Battocletti a fine gara, ancora incredula la mezzofondista che conquista una medaglia d’argento che vale tantissimo e che rivela i consigli che papà Giuliano le ha dato prima di scendere in pista: “Fatico a crederci, è dagli Europei di Roma che sto vivendo in un sogno. Sto capendo l’atleta che sono, non è stato un anno semplice però sono ancora incredula della gara che sono riuscita a fare. Sapevano che non potevano portarmi a l’ultimo, papà mi ha detto che mi avrebbero messo a dura prova ma che anche loro avrebbero faticato. Mi sembra di vivere davvero un sogno”.

La delusione di Larissa Iapichino

Fabbri, bronzo con rimpianti e parolaccia

Una medaglia importante per Leonardo Fabbri che conquista il terzo gradino del podio nel lancio del peso. Un bronzo dal sapore dolce e amaro per il toscano che da una parte batte il neozelandese Walsh per la seconda miglior misura, dall’altra però c’è la sensazione che la medaglia d’oro non era impossibile. Anzi l’azzurro chiude di fatto la stagione con la miglior misura mondiale ma nella finale di Tokyo non riesce ad andare oltre un 21,94 di buon livello ma qualche centimetro in più era alla portata del toscano e tifoso della Fiorentina. In mezzo la medaglia d’argento del messicano Muñoz decisamente a sorpresa con un 21,97 che vale anche il primato nazionale del suo paese.

Ai microfoni Rai però Leo rivela parole a sorpresa: “Sono contentissimo, è stata la gara più bella della mia vita in cui mi sono piaciuto di più anche se non sono venuto qua per fare 21,90. Stasera ho fatto tanta fatica, i lanci di riscaldamento erano di 20 metri e ho pensato subito che non sarebbe stata la mia gara ma non volevo lasciare la medaglia agli altri. Il primo lancio è stato bello, ho visto che Crouser ha lanciato sulla riga e ho detto: “E’ lì ca..o”. Il terzo peccato perché era sopra i 22 ma nulla, poi Walsh mi supera. Vado a casa contento, non volevo tornare anche da questo viaggio triste e arrabbiato. Non è la medaglia che volevo ma ho avuto un atteggiamento che non ho mai avuto prima”.

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