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Pagelle Bayern-Psg 1-1, Luis Enrique in finale di Champions: Dembelé cinico, Marquinhos gigante, Kvara è un tornado

I parigini alzano la voce anche all'Allianz Arena e staccano il pass per la seconda finale di fila: Kompany si arrende, Neuer non basta. La cronaca del match e le pagelle

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Antonio Salomone

Antonio Salomone

Giornalista

Giornalista pubblicista. Lo affascinano, da sempre, le categorie minori e i talenti in erba. Ha fiuto per la notizia e per gli emergenti. Calcio, basket, motori: ci pensa lui

L’Allianz è una vera e propria Arena, ma alla fine a spuntarla è solo il Paris Saint-Germain, che pareggia contro il Bayern e vola in finale di Champions League. I parigini dettano il ritmo, anche se il copione del match è meno impazzito dell’andata, come in una partitura impeccabile, perché “la musica non è nelle note, ma negli spazi tra esse”. Tra geometrie pulite, colpi letali e una difesa impenetrabile, Luis Enrique festeggia e avrà l’opportunità di vincere la coppa per il secondo anno di fila con i francesi e per la terza in carriera dopo quella con il Barcellona nel 2015. I tedeschi lottano, ma sono meno freschi e precisi dell’andata e si arrendono alla qualità e alla freddezza francese. L’eroe della serata è Dembelé che con il suo gol immediato indirizza il match, anche se Kvara è un uragano indomabile e Marquinhos una roccia indistruttibile. Nel finale Kane con la sua rete evita a Kompany la sconfitta, ma alla Puskas Arena giocheranno i parigini.

Bayern-Psg: Kvara vola, fulmine Dembelé

Come prevedibile non c’è neanche il tempo di accomodarsi sul divano o il seggiolino dello stadio, che subito la gara si accende: Fabian Ruiz illumina per Kvaratskhelia, che vola sulla fascia e regala a Dembelé il pallone del vantaggio del Psg dopo tre minuti. Il georgiano entra così nella storia della Champions, facendo almeno un gol o un assist per la settima partita di fila nella fase a eliminazione diretta. Avvio di personalità dei parigini, distratto invece il Bayern Monaco, che si fa imbeccare alle spalle della difesa. I bavaresi non stanno a guardare e reagiscono al 14′: Luis Diaz salta secco Zaire-Emery e con una rasoiata trova l’inserimento di Olise, che sul più bello viene intercettato da Nuno Mendes. Il colombiano è ispirato e fa girare la testa a tutti sulla fascia, orfana dell’infortunato Hakimi.

Al 26′ è tempo dalla Olise-move: l’ala francese si accentra alla Robben e fa partire il sinistro a giro, che per poco supera la traversa. Poco prima della mezz’ora si accendono le proteste del Bayern: prima i tedeschi protestano per il mancato secondo giallo a Nuno Mendes, poi chiedono un rigore per un fallo di mano di Joao Neves, che devia il pallone dopo un rinvio di Vitinha. Proprio il centrocampista portoghese dopo qualche minuto di testa anticipa tutti, ma Neur con un miracolo che gli dice di no. Sul finire del primo tempo entra finalmente in partita anche Musiala: il fantasista tedesco, dopo un tacco di Olise, taglia il campo centralmente e arriva al tiro, ma Safonov si distende bene. L’ultimo squillo dei primi 45 minuti è di Tah, che dagli sviluppi di una punizione stacca più in alto di tutti e per poco non trova l’angolino.

Marquinhos un gigante, Neuer ipnotizza Doué. Kane timbra, ma non basta

Il Bayern prova a scoprirsi per riaprire il match, ma quando perde palla il Psg rischia spesso di andare in porta. Ed è quello che succede al 56′, quando Joao Neves gira su Doué, che punta la difesa e fa partire un bolide centrale, che Neuer respinge. Passa qualche istante e la scena si replica sul versante opposto con Kvara che salta tutti come birilli e poi prova a beffare il portiere con un diagonale mancino, ma il numero 1 bavarese è attento. Il copione è ormai sempre lo stesso, con Neuer che per l’ennesima volta deve metterci una pezza: l’estremo difensore con un bel tuffo nega ancora una volta la gioia del gol a Doué dopo una lunga discesa.

Il francese non ha intenzione di fermarsi e fa partire l’ennesimo tiro, questa volta di sinistro, sfiora il palo. Nel finale il Bayern aumenta il peso offensivo ma non riesce a sfondare, a causa di un grattacielo formato da Marquinhos e Pacho. Proprio sul gong arriva la rete di Kane, che in area si conferma un cecchino quando ha almeno un metro di spazio libero. Di tempo però non ce ne è più e dopo il triplice fischio a festeggiare è Luis Enrique, che andrà a sfidare l’Arsenal alla Puskas Arena.

QUI LE AZIONI SALIENTI

Top e flop Bayern

  • Neuer 6.5 – Non delude le aspettative e anche a oltre 40 anni fa il Neuer. Vola e tieni in equilibrio più volte la partita.
  • Luis Diaz 6.5 – L’Allianz Arena si accende con le sue giocate: prova a spezzare il muro francese, manda diverse volte Zaire Emery al Bar, ma non riesce a fare gol.
  • Olise 6.5 – Come succedeva con Robben, quando fa la finta e la gioca a rientrare è imprendibile. Si può solo osservare. Per fortuna di Safonov i suoi tiri questa sera non vanno all’incrocio.
  • Kane 5.5 – Non basta il gol a rendere sufficiente una partita vissuta sotto l’ombra di Marquinhos.
  • Upamecano 5 – Farsi imbucare alle spalle dopo appena tre minuti e al primo pallone da difendere è come “ubriacarsi” al primo cocktail. E il difensore non ha retto.
  • Musiala 5.5 – Chi l’ha visto? Sulla trequarti non si accende quasi mai e finisce per farsi mangiare dalla morsa del Psg.

Top e flop Psg

  • Kvaratskhelia 7 – La Kartuli è una danza raffinata georgiana: lui in campo la balla e non lo prendono mai. Porta a casa un assist ed entra nella storia, mettendo la sua firma sul gol per sette partite di fila nella fase a eliminazione diretta.
  • Dembelé 7 – Esulta per i pressing vincenti e questa sera anche per il gol vittoria. La copertina se la prende il Pallone d’Oro.
  • Marquinhos 7 – Di statura non è un gigante, ma lui non lo sa e vola in cielo. Limita Kane e vince quasi tutti i duelli aerei. Poi di personalità porta la sua squadra in finale da vero capitano.
  • Fabian Ruiz 6.5 – Torna in campo e si vede subito: con il misurino dà il via al gol che vale il volo verso la Puskas Arena.
  • Zaire-Emery 5.5 – Una piccola nota stonata nella melodia parigina. Non riesce a tenere il ritmo di Luis Diaz, a volte cade, ma ha il pregio di rialzarsi sempre.

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