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L'altra lezione che Bebe Vio ci consegna dopo i 100 m agli Assoluti di atletica paralimpica

Debutto non sorprendente, ma da allora in avanti è stato u crescendo a dimostrazione che la testa a volte conta più del resto

3 min di lettura

Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

L’altra lezione che ci impartisce la determinazione di Bebe Vio, campionessa paralimpica passata dalla scherma all’atletica, è nell’accettare come lo sport sia una possibilità inesauribile di conoscenza, di sé e degli altri. Delle loro reazioni e di come rapportarsi ad esse, soprattutto quando si è state educate alla vittoria dall’aver praticato la scherma a livelli agonistici e paralimpici fino alla conquista delle medaglie più ambite, per un atleta. Bebe Vio ha spiegato le ragioni all’origine della sua decisione di non gareggiare più nello sport, la scherma, che l’ha consegnata alla leggenda. E non ha brillato all’esordio, ma cresce e molto bene visti i tempi.

La resa sui 100 m di Bebe Vio

Passata all’atletica, la campionessa veneta ha esordito sulle piste ai campionati assoluti italiani di atletica paralimpica nei 100 m a Grosseto con risultati modesti, rispetto alla consuetudine. ma la gioia, la gratitudine, non erano diverse. Alcuni giorni prima aveva affermato: “Questa è la mia prima gara ed è anche la prima volta che posso andarci senza pensare al risultato: per una volta non interessa a nessuno come andrà, ed è una sensazione bellissima, anche se arrivassi ultima, andrebbe bene così”. “Usare le gambe è una novità assoluta, ma mi sto divertendo tantissimo”, ha detto Vio, che ha ricevuto a Firenze il premio Fair Play Menarini.

“La cosa più bella, però, è un’altra – ha aggiunto -: sto entrando piano piano nel mondo dell’atletica e il gruppo dei giovani è formato da tanti ragazzi della nostra fondazione. Sono bambini che ho visto crescere. Mi sento un po’ la più anziana, perché loro sono molto più giovani di me, ma sono proprio loro a spiegarmi come funzionano le gare, le protesi da corsa, la partenza”.

L’exploit alla terza gara

Semplicemente scatenata. Alla terza gara sui 100 della carriera, Vio Grandis ha trionfato in 14″12 e firma il record italiano, categoria T62, nel meeting di Lignano. Appena tre giorni prima ai Campionati italiani, l’ex campionessa della scherma aveva chiuso in 14”64.

Bene anche Ambra Sabatini, la campionessa paralimpica e mondiale T63 che stampa un buon 14″55 da primato stagionale.

Il percorso per arrivare alla pista di atletica

Il percorso non è stato così banale, semplice. Anzi, “è che il mio preparatore atletico mi ha seguita nel passaggio dalla scherma all’atletica. Continua naturalmente a lavorare anche nella scherma, ma non potevo immaginare di affrontare questo percorso senza di lui: ci conosciamo benissimo. In più sono riuscita a convincere l’attuale commissario tecnico della velocità a seguirmi. E’ il migliore che ci sia in Italia e poter lavorare con una squadra di professionisti così competenti è il mio più grande punto di forza in questo momento. Anche la Polizia continua a sostenermi, quindi ho tutte le carte in regola per provare a costruire qualcosa di importante”.

Questo a pochi giorni dal risultato magnifico siglato da Vio. La testa può tutto, lo dimostra ancora una volta la campionessa che sorride, adesso.

L'altra lezione che Bebe Vio ci consegna dopo i 100 m agli Assoluti di atletica paralimpica Getty Images

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