Il 3 dicembre è la Giornata mondiale delle persone con disabilità, perché una preposizione conta, in un testo come nella vita di individui che imparano a gestire, convivere con una componente di sé da conoscere. Per un giorno, ovvero per il numero che esce in edicola proprio per l’occasione, il quotidiano torinese La Stampa (al centro di un autentico scempio, di recente) affida la direzione a Maria Beatrice Bebe Vio Grandis, campionessa paralimpica, divulgatrice e autentica sostenitrice di un dialogo costruttivo e concreto nella società civile.
- Bebe Vio alla guida per 24 ore de La Stampa
- Chi è Bebe Vio, la meningite e le amputazioni
- Il ruolo da divulgatrice e attivista
- I successi sportivi
- La Bebe Vio Academy
Bebe Vio alla guida per 24 ore de La Stampa
A stretto contatto con la redazione del quotidiano e accompagnata dalla sorella Sole ha guidato il gruppo di lavoro nella stesura di un’edizione speciale, dando spazio ad approfondimenti, commenti e servizi dedicati al tema.
Ha riacceso ancora una volta i riflettori su quel che ci condurrà presto alle Paralimpiadi di Milano Cortina 2026, (sarà protagonista a sua volta) a ciò che dovremo portare nel nostro quotidiano, senza alcun filtro modificando quel paradigma che porta a osservare il potenziale di quanto può essere costruito, fatto. E non più ciò che non si può raggiungere.
Ha firmato un editoriale diretto, di quel sano pragmatismo che da sportiva determinata anima il ribaltamento di un paradigma che sopravvive. Anche lei può scriverlo e contribuire. Lo ha scritto suscitando riflessioni consuete: quanto sia molta la strada fatta, ma che ce ne sia ancora altrettanta. E dovrebbe essere rammentato con maggiore frequenza, in un vissuto quotidiano, in ogni mabiente vissuto o frequentato.
Bebe Vio con il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana
Chi è Bebe Vio, la meningite e le amputazioni
Nata a Venezia nel marzo 1997 e cresciuta a Mogliano Veneto (Treviso), campionessa paralimpica e vincitrice, tra le altre, di due medaglie d’oro nel fioretto individuale ai Giochi di Rio 2016 e Tokyo 2020, Bebe Vio è stata colpita durante l’infanzia da una meningite che ha costretto gli specialisti a amputarle quattro arti.
Dopo un evento così drammatico per sé e la sua famiglia, che poteva avere un epilogo ben più tragico è ripartita grazie al fioretto e allo sport a cui sta dedicando il suo impegno legandolo al tema delle disabilità. Oggi è alla guida provvisoriamente di questo progetto, che convive con altre pregevoli e notevoli iniziative che combina ad attività commerciali e di comunicazione integrata, anche per la sua associazione art4sport .
Il ruolo da divulgatrice e attivista
Bebe Vio Grandis (ha deciso di prendere anche il cognome di sua madre) è la campionessa paralimpica che ha imposto all’informazione mainstream lo sport e come esso possa essere divertimento, agonismo e non solo terapia. La sua comunicazione si è modificata, plasmata più volte in base all’emergenza delle istante provenienti dalla società civile e dei gruppi che rappresenta, in primis dalle associazioni di persone con disabilità e della sua stessa organizzazione. Definirla campionessa è riduttivo, una semplificazione: Bebe è schermitrice, divulgatrice e attivista per i diritti civili.
Specializzata nel fioretto, ha iniziato a tirare di scherma da bambina, e dopo che nel 2008 una meningite fulminante l’ha colpita, e la necrosi agli arti ne ha reso necessaria l’amputazione, ha continuato a gareggiare nella scherma paralimpica nella categoria B una volta recuperate le forze.
I successi sportivi
Così è diventata Bebe Vio. Per la voglia, la determinazione con i momenti di scoramento e difficoltà che sempre ci sono stati e non mancheranno. Campionessa italiana Under-20 nel 2011, nei due anni successivi è stata campionessa italiana assoluta. Campionessa europea nel 2014, 2016 e 2018, e mondiale nel 2015, ai Giochi paralimpici di Rio de Janeiro 2016 ha vinto l’oro individuale e il bronzo a squadre.
Laureata in Comunicazione, si è dedicata oltre che alla scherma alla divulgazione e all’intrattenimento: nel 2017 ha presentato su Rai Due il programma Diversamente amore, ed è dello stesso anno la conduzione su Rai Uno di La vita è una figata.
Nel 2017 ha pubblicato il libro Se sembra impossibile allora si può fare ed è tornata a vincere l’oro ai Mondiali, sia individuale che a squadre. Nel 2018 ha conquistato per la quarta volta la Coppa del mondo individuale, e anche quella a squadre, mentre è del 2019 il suo terzo oro, vinto ai Campionati del mondo di scherma paralimpica di Cheongju.
La Bebe Vio Academy
In partnership con Nike, ha fondato la Bebe Vio Academy, la prima accademia italiana a favore dello sport inclusivo finalizzata a stimolare la pratica sportiva tra i giovani con disabilità fisiche e normodotati, ed è tornata a vincere ai Giochi paralimpici di Tokyo l’oro individuale e l’argento a squadre.
Nel 2023 ai Mondiali di Terni ha vinto l’oro per la quarta volta mentre all’ultima edizione dei Giochi paralimpici di Parigi del 2024 ha conquistato il bronzo individuale e a squadre. Il tutto mentre continuava la sua personale lotta contro i problemi fisici accusati nei mesi precedenti e che, ancora una volta, hanno dimostrato il suo valore. La sua cifra umana.
