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Beccalossi, Enrico Ruggeri rivela l'ultimo straziante abbraccio di ieri sera: a lui aveva dedicato anche una canzone

L'ex leader dei Decibel era amico da oltre 40 anni del fantasista dell'Inter scomparso stanotte: era all'ospedale di Brescia per il saluto d'addio

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Fabrizio Piccolo

Fabrizio Piccolo

Giornalista

Nella sua carriera ha seguito numerose manifestazioni sportive e collaborato con agenzie e testate. Esperienza, competenza, conoscenza e memoria storica. Si occupa prevalentemente di calcio

Beccalossi, Enrico Ruggeri rivela l'ultimo straziante abbraccio di ieri sera: a lui aveva dedicato anche una canzone Ansa

Era in ospedale assieme ai familiari a dargli l’ultimo abbraccio e l’ultimo saluto. Enrico Ruggeri, da 40 anni amico fraterno di Evaristo Beccalossi, è stato vicino all’ex fantasista dell’Inter fino all’ultimo momento alla Poliambulanza di Brescia, dove il Beck era ricoverato da tempo. Il cantante, che aveva dedicato anche un brano al mancino divino, ha voluto ricordare l’amico con un post struggente su Facebook.

Il post di Enrico Riggeri

Scrive Ruggeri: “Due ragazzi che crescendo sono rimasti uno accanto all’altro. Hai portato il sorriso in ogni luogo che hai attraversato, sono fiero di te: del Campione si parlerà per sempre, l’uomo sarà luce per chi ti ha conosciuto. L’abbraccio di ieri sera è stato uno dei momenti più strazianti della mia vita. Arrivederci Fantasista“.

Il rapporto strettissimo tra il cantante e il calciatore

Nei mesi scorsi più volte Ruggeri sui social aveva citato Beccalossi, dopo che la notizia della sua malattia era stata resa pubblica. Aveva postato anche una foto dove sono insieme su un campo di calcio: “Qui eravamo a Savona, da un minuto era cominciato il 2024. Come tante altre volte ero con il mio amico Evaristo, per tutti il Becca: ci conosciamo da 45 anni, ognuno sa tutto dell’altro, abbiamo vissuto insieme successi e rovesci, vittorie e sconfitte, sempre sdrammatizzando. Questa volta però sorridere è stato impossibile: lo avevo invitato in trasmissione per cantare davanti a lui “Il fantasista”. Lo chiamo qualche giorno prima, non risponde al telefono. Il resto lo sapete. Ho rispettato l’invito al silenzio e alla discrezione, vivendo con una terribile angoscia, pensando a lui ogni giorno. Adesso che si vede la luce fuori dal tunnel non vedo l’ora di passare una giornata assieme. Ti aspetto, fratello mio”.

II testo della canzone dedicata a Beccalossi

Oltre a curare la prefazione del libro autobiografico “La mia vita da numero 10”, Ruggeri nel 1997 aveva scritto la canzone “Il fantasista”, dedicata proprio a Beccalossi. Questo il testo: “Gente si stringe ai cancelli per noi, sguardi che arrivano qua.Troppe parole; sentirle non puoi. Vedi un pallone che va Gambe che cercano sempre la tua, gente che succhia la scia. Calcialo piano, la folla lo spinge; ecco, mi nasce un idea! Corre la palla più forte di noi, segui la mia gometria. L’allenamento? Ma fatelo voi! Io ho la mia fantasia. Troppi dolori non fanno per me, io sono nato già re. Ogni giocata è diversa dall’altra; questa è la vita per me. Io sono quello da guardare, quando ho voglia di giocare sono schiavo dell’artista che c’è in me. Datemi il pallone, non parlate, poi correte ad abbracciarmi. Io sono l’ultimo egoista perchè sono un fantasista; faccio quell che vorreste fare voi.

Credo al difficile tocco che ho: è l’esistenza di Dio. E l’impossibile dimostrerò con un segreto che è mio. Finta di corpo, poi scappo già via verso una nuova follia. Spina nel cuore diversa dagli altri; sempre che un cuore ci sia. Io sono quello da vedere, se la voglia di capire è più leggera della noia che c’è in voi. Datemi quest’ora di attenzione, poi correte a festeggiarmi. Io sono l’ultimo egoista, perchè sono un fantasista; dico quello che vorreste dire voi. Speriamo che l’arbitro perda il cronometro e duri di più; non fischi la fine, non fischi la fine mai più, non fischi la fine……Io sono quello da guardare; quando ho voglia di giocare sono schiavo dell’artista che c’è in me. Datemi il pallone, non parlate, poi correte ad abbracciarmi. Io sono l’ultimo egoista perchè sono un fantasista; faccio quello che vorreste fare voi, quello che vorreste fare”.

Il dolore dei tifosi sul web

Sui social tantissime le reazioni in queste ore. C’è il ricordo del virologo Bassetti (“Prima lo attaccavo sull’album delle figurine Panini e ne ammiravo l’estro in campo, poi ne ho conosciuto l’umanità e la simpatia. Se ne va un altro pezzo del calcio italiano. Quel calcio vero e romantico che non c’è più. Fai buon viaggio Becca e insegna i tuoi dribbling agli angeli del paradiso“), c’è il tweet di Riccardo Cucchi (“È morto un pezzo di poesia di un calcio che non c’è più. E che rimpiangiamo in molti. Addio Evaristo”) ma soprattutto il dolore dei tifosi, uniti tutti a prescindere dalle bandiere: “Amico mio, che brutta notizia. Ti ricorderò sempre così, con il tuo sorriso meraviglioso. È stato un piacere chiamarti amico. BeccaloSINHO” e poi: “L’unico calciatore di cui ho mai avuto da bambino il poster appeso in camera. Ho scambiato con te qualche parola anni fa in spiaggia a San Benedetto, disponibile, simpatico. Mi hai visto con il cappellino dell’Inter e hai voluto firmarmelo. Legends never dies” e anche: “Puoi tifare per un altra squadra ma Beccalossi resta un pezzo di storia e un mito di quel calcio romantico che non esiste più” e ancora: “Mi scrisse una dedica sul libro “Scusami se ti ho fatto piangere, ma nella vita siamo campioni!” Oggi ho pianto per la seconda volta…Addio Evaristo Beccalossi. Dribbla tutti i santi e fai goal a Dio….”.

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