Virgilio Sport

Berrettini salta anche gli US Open: da maggio a settembre ha giocato solo una partita (a Wimbledon)

Continua il calvario di Matteo Berrettini, che dopo aver saltati i tornei estivi sul rosso in Europa e i primi appuntamenti sul cemento alza bandiera bianca anche in ottica NY.

Pubblicato:

Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Il calvario di Matteo Berrettini non ha purtroppo una data di scadenza: dopo aver saltato gli appuntamenti estivi sulla terra europea e i primi due tornei americani sul cemento, inevitabile arriva anche la rinuncia agli US Open, che di fatto pone fine ancor prima di cominciare alla sua estate con la racchetta. E che pone ulteriori interrogativi su quello che potrà raccontare il futuro a breve o media scadenza del tennista romano, falcidiato dagli infortuni.

Una sola partita giocata in 4 mesi: l’esilio (forzato) dal campo

Se fuori dal campo le cose sembrano andare finalmente per il verso giusto, con la relazione ormai di pubblico dominio con Vanessa Bellini, la carriera del romano sembra sempre più appesa a un filo. Tanto che sono in molti quelli che si chiedono se davvero Matteo riuscirà una volta per tutte a mettere alle spalle i problemi di natura fisica che lo tengono ormai sotto scacco da qualche stagione.

Quando a Roma, lo scorso 12 maggio, nel match contro Ruud il fastidio agli addominali è ricomparso, è lì che l’incubo s’è materializzato nuovamente. Quattro mesi più tardi, il quadro è desolatamente triste: Berrettini ha provato a scendere in campo a Wimbledon, uscendo però al primo turno dopo la battaglia durata cinque set contro il polacco Kamil Majchrzak, all’epoca neppure tra i 100 migliori tennisti al mondo (oggi bazzica tra i primi 80 in maniera stabile). È quella l’unica partita disputata negli ultimi 120 giorni, e lo resterà almeno per altri 30.

Il test con Sinner, l’ennesimo rinvio e l’entità del problema

La rinuncia a Flushing Meadows non sorprende nei modi e nella forma, sebbene le speranze di rivederlo in campo erano andate aumentando dopo che un paio di settimane fa Matteo era stato immortalato a Montecarlo assieme a Jannik Sinner, intento ad allenarsi con il numero 1 del mondo. Uno scatto social aveva infiammato i cuori dei tifosi del romano, convinti che a breve “The Hammer” sarebbe potuto tornare a fare quello che più gli piace, cioè giocare nei principali tornei del circuito.

Proposito per ora rimandato a data da destinarsi: gli US Open termineranno il 7 settembre, dopodiché cominceranno i tornei sul cemento asiatico, dove lo scorso anno Berrettini fu impegnato a Tokyo e Shanghai, con un bilancio complessivo di 4 gare disputate e due ko. (sempre eliminato al secondo turno).

Ma dipenderà tutto da quelle che saranno le sue condizioni fisiche: il problema agli addominali obliqui, presentatosi per la prima volta nel 2021, lo perseguita in modo ricorrente, complice anche il tipo di gioco che lo contraddistingue, con la continua ricerca dell’anticipo e la volontà di imporre determinate rotazioni alla pallina. Esperti hanno analizzato come la costante ricerca di Matteo di spostarsi dal rovescio al dritto finisca per sollecitare molto quel muscolo, anche a causa di una forma di scoliosi ereditata da bambino che gli crea inevitabili problemi posturali.

Leggi anche:

Studio Bonardo

ULTIME GALLERY

ULTIME NOTIZIE

SPORTS IN TV
E IN STREAMING

GUIDA TV:
Eventi sportivi in diretta tv oggi

 SPORT TREND

Caricamento contenuti...