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Berti, Cacciamani, Favasuli e gli altri: la meglio gioventù chiamata dall'Under 21 di Baldini

Una nidiata di ragazzi con il fuoco calcistico dentro. La cadetteria si conferma fucina di talenti in erba

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Alessandro Iacobelli

Alessandro Iacobelli

Giornalista

Classe 1994. Giornalista pubblicista dal 2016. Si occupa principalmente di calcio, basket, volley e ciclismo.

Berti, Cacciamani, Favasuli e gli altri: la meglio gioventù chiamata dall'Under 21 di Baldini Getty

“La meglio gioventù” è una iconica pellicola diretta da Marco Tullio Giordana datata 2003. Lo spaccato del calcio italiano attuale si può di certo ricavare dalla conformazione della rosa a disposizione del Commissario Tecnico della Nazionale Under 21 Silvio Baldini per il doppio impegno che vedrà all’opera gli azzurrini contro Macedonia del Nord e Svezia, rispettivamente il 26 marzo al Castellani di Empoli ed il 31 a Boras. Un mix tutto da scoprire, tra volti inediti e profili già noti ai più.

Tutti pazzi per Palmisani

A dominare la scena, a livello numerico, è il Frosinone. Il club ciociaro, secondo attualmente in classifica insieme al Monza, regala all’Under 21 ben quattro giocatori. Il rendimento al di sopra di ogni più rosea aspettativa dei ragazzi di Massimiliano Alvini ha giustamente stimolato lo staff azzurro a concentrare i radar delle chiamate sulle frequenze di Viale Olimpia. Per Lorenzo Palmisani è una piacevole conferma dalle parti di Coverciano. Il portiere nativo di Alatri, già raccontato in un precedente approfondimento, ha scalato le gerarchie di settimana in settimana in maglia canarina conquistando la piena titolarità tra i pali del team della sua terra. Il penalty parato di recente al bomber del Cesena Shpendi è la conferma del momento magico vissuto dal guardiano attenzionato addirittura dalla Juventus. Se al numero 1 classe 2004 soltanto un paio di anni fa avessero detto che un giorno avrebbe indossato i guantoni per la Nazionale italiana sarebbe scoppiato in una incredula risata.

L’oro canarino

La favola azzurra ha accolto in un sogno ad occhi aperti pure il difensore Gabriele Calvani. Una carriera chilometrica, nonostante la freschezza dei suoi 22 anni, per un roccioso centrale transitato per vivai di spicco nel panorama romano come Vivace Grottaferrata, Atletico Morena, Polisportiva Città di Ciampino, Nuova Tor Tre Teste e Urbetevere. Dal cuore della Capitale a Frosinone il passaggio si materializza nel 2019. Il transito in Ciociaria però sarà breve, perché è il Genoa il club più scaltro nell’intravedere potenzialità nelle movenze di Gabriele. Dalla Liguria Calvani immagazzina esperienza e minuti nelle gambe grazie ai prestiti completati alla corte di Pontedera e Brescia. La scorsa estate il neo direttore sportivo frusinate Renzo Castagnini decide di riportare allo Stirpe, anche se a titolo temporaneo, il roccioso stopper alto 1 metro e 90. Prove da standing ovation e grinta da vendere hanno trasportato il giovane immediatamente nel cuore dei tifosi gialloazzurri. Il poker del Frosinone in salsa Nazionale cala gli assi probabilmente più rilevanti in attacco. Da un lato Seidou Fini, dall’altro Antonio Raimondo. Il primo è atterrato all’ombra del Parco Matusa nel mercato di gennaio in prestito dal Genoa. Occorre rimarcare che l’ala classe 2006 ci ha messo un po’ per carburare in cadetteria. All’improvviso il suo talento è sbocciato nel match contro il Bari con un gol d’autore e il successivo assist per Corrado a sigillare il successo. Al centro dell’attacco canarino in questa stagione c’è l’enfant prodige di San Luca. Stiamo parlando appunto di Raimondo. Nato a Ravenna il 18 marzo 2004, è cresciuto tra i vivai del Cesena e del Bologna. Di avventure momentanee Antonio ne ha già vissute tra Ternana, Venezia e Salernitana. Dal principio dell’annata 2025-2026 per lui 31 gettoni e 9 reti tra Serie B e Coppa Italia.

Daffara, Guarino, Moruzzi: il nuovo che avanza

Il dolce stil novo dell’Italia del domani trova in Giovanni Daffara un nome molto gettonato da tempo tra gli addetti ai lavori. Il portiere classe 2004 sta facendo sfracelli in cadetteria tra i pali dell’Avellino, passato nelle mani recentemente del navigato Ballardini dopo l’esonero di Biancolino, con parate spesso provvidenziali e ottimi riflessi. Il ragazzo, però, è originario di Biella ed è maturato nel settore giovanile della Juventus. Le due società, dettaglio interessante, si sono accordate sulla base di un prestito con diritto di riscatto e contro-riscatto. Nel fazzoletto arretrato del campo fari accesi sul pugliese doc Gabriele Guarino. Nato a Molfetta il 14 maggio 2004, coltivato in primis nel Bari e sbocciato poi nella florida accademia empolese. Un vero mastino con il vizio del gol, già 3 centri infatti in campionato, reduce da un paio di parentesi degne della famigerata gavetta tra Modena e Carrarese. Eccoci a Brando Moruzzi. Toscano di Firenze, pure lui classe 2004, ha indossato in tempi non sospetti le casacche di Cattolica Virtus, Robus Siena e Sangiovannese. La Juventus nel 2022 lo ha abbracciato alla Continassa. Il club del patron Corsi lo ha tesserato per una sola annata al Castellani. Fascino da copertina, corsa instancabile lungo la fascia mancina (è un terzino sinistro) e lodevole tecnica di base lo avvicinano ad un certo Antonio Cabrini.

Dagasso style

Del genio abruzzese Dagasso abbiamo già ampiamente riferito. A dire il vero il Commissario Tecnico dell’Under 21 Baldini da tempo conosce le doti di questo centrocampista dal mancino fatato, avendolo dettagliatamente visionato nel periodo in cui guidava il Pescara. Alla corte del Venezia di Stroppa Matteo sta continuando ad ad offrire un rendimento da dieci e lode con gustosa vista verso la promozione diretta in Serie A.

Berti da urlo a Cesena

All’appello della nostra analisi mancano cinque elementi. Partiamo dal tandem della Juve Stabia Cacciamani-Mannini. Il club campano, nonostante le criticità extra campo incontrate soprattutto nella prima metà di questa stagione, sta completando un’annata più che lodevole con un posizionamento costante in zona playoff. Il rampante mister Abate sta valorizzando i talenti futuribili presenti in rosa. Cacciamani è un 18enne marchigiano, nato a Jesi nel 2007, di proprietà del Torino. I granata lo hanno girato in prestito alle vespe di Castellammare e l’ala ex Fano sta ripagando con gli interessi la fiducia accordata con 29 presenze e 2 gol all’attivo in 1964 minuti trascorsi in campo. Da sottolineare pure la verve di Mattia Mannini. Terzino destro classe 2006, originario della ligure Sarzana, può muoversi all’occorrenza pure da laterale sul versante opposto o da centrocampista. Cresciuto nel vivaio dello Spezia, nel 2020 l’occhio lungo di Bruno Conti e company lo hanno portato a Trigoria. Nelle vicinanze di Boccadasse c’è un altro pupillo dei giallorossi molto promettente: Cherubini. Alla Sampdoria Luigi, 22enne esterno tutto pepe con tecnica invidiabile, sta lottando per la salvezza ma a Marassi ne apprezzano la duttilità e la grinta messa ogni weekend sul terreno di gioco. Ovazioni ripetute anche per Favasuli del Catanzaro. I calabresi di mister Aquilani, tranne l’ultima prova opaca sfoderata contro lo Spezia di Cole, stanno viaggiando a ritmi vertiginosi nei piani nobili della classifica. Il terzino sinistro classe 2004 è un prodotto della fertile terra calabrese, cresciuto però nelle coltivazioni di Fiorentina, Ternana e Bari. Il suo cartellino ha raggiunto ad oggi quota 3 milioni di valutazione sul mercato. La stella più luminosa è senza ombra di dubbio Tommaso Berti. Un trequartista coi fiocchi, cesenate doc, nato nel 2004. Bianconeri fino al midollo, gioca proprio nel Cesena ed esalta il pubblico del Manuzzi. Fantasia, versatilità, visione periferica, numeri balistici da urlo. Un menù ricco. “La meglio gioventù” italiana c’è e vuole sfondare nel gotha del calcio.

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