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Alcaraz-Shelton scatena l’ira di Bertolucci, il duro attacco allo US Open: “Hanno ucciso il tennis, vergogna”

Il folle orario a cui si è concluso il quarto di finale tra Alcaraz e Shelton ha scatenato la furiosa reazione di Bertolucci, il quale ha attaccato duramente gli US Open ricordando anche gli infortuni di Sinner Draper, Rune e Musetti

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Matteo Morace

Matteo Morace

Live Sport Specialist

La multimedialità quale approccio personale e professionale. Ama raccontare lo sport focalizzando ogni attenzione sul tempo reale: la verità della dirette non sono opinioni ma fatti

Il quarto di finale dello US Open tra Carlos Alcaraz e Ben Shelton non ha deluso le aspettative, regalando agli appassionati una battaglia di oltre quattro ore e decisa al super tie-break. A far discutere è stato però l’orario folle a cui il match è terminato, ovvero oltre le 3:30 del mattino. Una conseguenza della scellerata decisione degli organizzatori di far iniziare la partita nonostante fossero le 23:00 passate. Una scelta duramente attaccata sui social da Paolo Bertolucci, che ha ricordato come i tanti infortuni che hanno colpito i giocatori d’élite del circuito siano dovuti anche a queste scelte degli organizzatori.

Shelton batte Alcaraz e raggiunge Tiafoe in semifinale

Il rientro di Alcaraz allo US Open si ferma ai quarti di finale al termine di una epica battaglia durata cinque set contro Shelton, vincitore al super tie-break. Una vittoria quello dello statunitense, che torna in semifinale a New York dove affronterà il connazionale Frances Tiafoe, arrivata dopo oltre quattro ore di lotta e di ribaltamenti, che hanno portato l’incontro a chiudersi a notte fonda alle 3:30 del mattino.

Bertolucci si scaglia contro lo US Open per il folle orario di Alcaraz-Shelton

Un orario folle per far finire un match di tennis e che potrebbe avere delle ripercussioni su Shelton in vista del prosieguo del torneo. Una decisione scellerata che ha scatenato l’ira di molti appassionati e addetti ai lavori, tra cui Paolo Bertolucci, che si è scagliato contro gli organizzatori dello US Open, i quali, viste anche i precedenti nella prima settimana del torneo, sembrano non interessarsi molto della salute dei giocatori: “Hanno deciso di uccidere il tennis. Oltre 4 ore di partita che termina alle 3.30 di mattina. Poi si disperano per le assenze causa infortuni. Vergogna!!! Chiedere ad un atleta di performare alle 3 di mattina significa perseguire un piano diabolico atto a distruggere il tennis”.

I riferimenti agli infortuni dei tanti top player

Bertolucci ha evidenziato come spesso ai giocatori vengano chiesti enormi sacrifici dal punto di vista fisico (oltre a quelli dovuti agli orari si possono menzionare anche le partite disputate in condizioni climatiche al limite del sopportabile) e di come la loro la salute passi in secondo piano, contribuendo all’aumento di infortunio che nelle ultime stagioni hanno decimato il circuito maggiore. Una condizione di cui gli stessi tornei si lamentano, dimenticando ogni tanto come a essere responsabili di questa situazione siano spesso loro stessi e chi governa il tennis mondiale: “Un anno senza Rune e Draper. Mesi ai box per Alcaraz, Musetti e Sinner. Mi raccomando, continuate così….”.

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