A tutti i riflettori puntati addosso, Marco Bezzecchi giura di non aver fatto ancora l’abitudine. Ma dovrà farla presto, se questo continuerà a essere lo spartito del mondiale, che dopo due prove lo vede comandare davanti a un nugolo di rivali che ad Austin proveranno subito a rimbalzarlo alle loro spalle. Ma le 4 vittorie consecutive accumulate dal romagnolo (le due di fine stagione 2025 e le due con le quali ha inaugurato il 2026) lasciano presagire che anche in Texas sarà la sua Aprilia la moto da battere. Tanto che in molti credono nella possibilità che nel circuito americano possa arrivare la quinta vittoria filata.
- Tutti contro il Bez? "No, è Marquez l'uomo da battere"
- Il record di Lorenzo: 103 giri consecutivi in testa (Bez a -2)
- Austin richiede tanti sforzi, ma a Bezzecchi piace
Tutti contro il Bez? “No, è Marquez l’uomo da battere”
“So di star bene e di essere in un buon momento, ma ogni fine settimana si riparte da zero”, spiega il Bez nella consueta conferenza stampa del giovedì. Dove tutti sembrano pendere dalle sue labbra. “Mi piace questo tracciato, e mi piacciono anche i fan americani che al solito sono molto caldi e appassionati. Onestamente non so cosa aspettarmi perché di solito qui le cose vanno sempre in maniera diversa rispetto al resto del mondiale, però vediamo cosa dirà la pista e poi faremo le nostre analisi”.
Un circuito dove Marquez ha spesso e volentieri dettato legge, ma dove due anni fa Vinales con l’Aprilia vinse sia la Sprint che la gara domenicale. “Però l’ha fatto con una moto molto diversa da quella che abbiamo oggi. Sicuramente Marquez è l’uomo da battere qui ad Austin: non vorrei sbagliarmi, ma credo che abbia più vittorie lui su questo tracciato che io in tutta la mia carriera in MotoGP… (in realtà Bezzecchi ha vinto 8 gare nella top class, mentre Marquez in Texas ha vinto 7 volte, ma poco cambia). Ce la metteremo tutta per stare davanti, ma credo che Ducati su questa pista possa dire la sua con entrambi i piloti”.
Il record di Lorenzo: 103 giri consecutivi in testa (Bez a -2)
C’è un altro dato che spiega quanto Bezzecchi sia diventato il pilota di riferimento della classe regina: negli ultimi 4 gran premi (tutti vinti) ha comandato il gruppo per 101 tornate consecutive, e gliene mancano due per superare il record stabilito dalla Yamaha di Jorge Lorenzo nel 2015 (103). “Questa cosa la scopro ora, ma è davvero un dato incredibile e bellissimo allo stesso tempo. Ma non corro per i record, corro solo per portare a casa quanti più punti mettermi nelle condizioni migliori per essere veloce week-end dopo week-end. L’obiettivo è essere competitivi, qualunque sia la pista dove andiamo”.
Anche se i valori tra Aprilia e Ducati ancora per molti restano tutti da scoprire, Bezzecchi mostra un cauto ottimismo. “Ancora siamo all’inizio del campionato e non si può dire quale sia la moto migliore tra le due. Posso solo dire che io sto bene dove sto, che la sintonia col box è totale e che mi diverto a guidare. I risultati poi sono una logica conseguenza di queste belle sensazioni.
Io candidato numero uno per la vittoria del mondiale? Ragazzi, mancano ancora 40 gare al netto delle Sprint, direi che è bene andarci un po’ cauti… ripeto, per me adesso conta solo una cosa: essere competitivo, e direi che la strada intrapresa per ora è quella giusta. Riempirmi la testa di altri pensieri non è nell’ordine delle mie priorità”.
Austin richiede tanti sforzi, ma a Bezzecchi piace
Ad Austin Bezzecchi ha come miglior risultato un doppio sesto posto ottenuto nel 2023 e nel 2025. Ma il circuito piace al pilota romagnolo, che sente di poter dire la sua al netto dello sforzo fisico che richiede correre su questa pista. “Perché è lunga, ha 20 curve che richiedono molta forza e brusche frenate che mettono a dura prova il fisico. Non ci sono mai momenti dove poter respirare, e i tanti avvallamenti ti fanno muovere la moto di continuo. Insomma, non ti rilassi mai, e forse è bello anche per questo”.
Sicuramente più bello di quello che i piloti hanno trovato in Brasile la settimana scorsa. “Ma la sicurezza è stata garantita e abbiamo apprezzato gli sforzi. Certo, si può e si deve migliorare sotto molti aspetti, ma alla fine in Brasile le gare sono state regolari e tutti abbiamo corso nelle medesime condizioni”.
