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Biathlon, per Giacomel terza vittoria di fila, è leader di Coppa 38 anni dopo Passler. E per le Olimpiadi...

Straordinario Tommaso Giacomel: il biathleta di Primiero colleziona la terza vittoria di fila e indossa il pettorale giallo di leader di coppa. Buone notizie verso i Giochi.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Milano-Cortina chiama, e Tommaso Giacomel è pronto a rispondere. Perché la sua voce da Oberhof arriva forte e chiara: dopo il trionfo nella Sprint arriva anche la vittoria nella Pursuit, nonché il terzo successo consecutivo in Coppa del Mondo (aveva vinto anche l’ultima gara del 2025, la Mass Start di Annecy), cosa mai successa prima nel biathlon italiano. Di più: 38 anni dopo Johann Passler, Giacomel diventa il primo biathleta italiano del nuovo millennio a indossare il pettorale giallo, quello di leader della classifica generale di Coppa. A un mese dai giochi, uno scenario che lo proietta di diritto tra i possibili grandi protagonisti della rassegna a 5 cerchi.

Emozione unica: “Ma ora voglio sfidare Botn in pista…”

L’assenza a Oberhof del norvegese Johann Olav-Botn ha certamente aiutato i propositi di scalata del 25enne di Imer (Valle di Primiero), ma nulla toglie ai meriti acquisiti sul campo. A maggior ragione nel secondo successo in terra tedesca, arrivato in una gara “pazzerella” dove Giacomel ha commesso ben 6 errori al poligono, riuscendo però a sopperire alle ricariche con una straordinaria velocità sugli sci.

“Oberhof la chiamano l’Università del biathlon, e il fatto che abbia commesso 6 errori ne è una dimostrazione lampante”, ha ammesso Tommaso a fine gara, senza riuscire a nascondere del tutto il sorriso. “Le condizioni in realtà non erano così difficili, ma la pista era un po’ più lenta del solito e questo potrebbe aver condizionato gli sforzi di molti atleti. Onestamente non pensavo di poter vincere, tenuto conto dei tanti errori commessi: quando sono uscito dall’ultimo poligono con 8 secondi su Uldal mi sono stupito, poi a quel punto ho cercato solo di controllare e di mantenere la calma”.

Uldal alla fine ha pagato 4 secondi e mezzo, Samuelsson a 9. “A Ruhpolding indosserò il pettorale giallo di leader di Coppa, ma preferirò godermelo sul campo: Botn è il biathleta più forte al mondo, ora è a casa perché malato, ma quando tornerà sarà tutta un’altra storia”.

In chiave olimpica il biathlon italiano può pensare in grande

La storia però la sta facendo soprattutto Giacomel, che ha trovato la sua annata migliore proprio nella stagione in cui il biathlon si è dato appuntamento ad Anterselva per le gare olimpiche. Dove l’Italia avrà grandi chance di medaglia al femminile (Wierer e Vittozzi si stanno preparando adeguatamente) ma anche al maschile, oltre che in una potenziale staffetta mista.

A Oberhof per il trentino è stata una piccola apoteosi: determinante è stato lo zero all’ultimo poligono (aveva commesso due errori in ciascuno dei tre precedenti), che gli ha permesso di ripartire davanti a tutti dopo una gara nella quale l’equilibrio s’era fatto sottilissimo.

Per Giacomel è il quarto successo stagionale: il terzo l’aveva dedicato all’amico Sivert Bakken, scomparso durante le festività di Natale mentre si trovava in un albergo di Passo Lavazé. E il pensiero anche oggi è volato fin lassù.

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