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Serie A, Mondiali e adesso anche Sinner: lo sport è diventato un lusso per pochi intimi. Prezzi dei biglietti impazziti e tifosi in rivolta

Mentre Infantino minimizza il caso, la politica statutinense, le associazioni e i tifosi sono sempre più sul piede di guerra. L'esempio della Kop e la proposta del Milan

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Domenico Esposito

Domenico Esposito

Giornalista

Da vent’anni in campo e sul campo per vivere ogni evento in tutte le sue sfaccettature. Passione smisurata per il calcio e per la sfera di cuoio. Il pallone è una cosa serissima, guai a dirgli di no

Assistere a un evento sportivo, oggi, sta diventando un lusso per pochi. Le polemiche sui prezzi esorbitanti dei biglietti per i Mondiali 2026 offrono lo spunto per analizzare i rincari registrati nel mondo del calcio – a partire dalla Serie A – ma anche nel tennis, con un attenzione particolare sugli Internazionali d’Italia che vedono Jannik Sinner protagonista. Se negli Stati Uniti la politica ha espresso preoccupazione per la linea adottata dalla FIFA, associazioni dei consumatori e tifosi scendono in campo sempre più di frequente. Una speranza, intanto, arriva da Liverpool.

Mondiali 2026, follia FIFA: prezzi dei biglietti triplicati per la finale

La questione dei prezzi alle stelle per assistere alle partite dei Mondiali in programma tra Canada, Messico e Stati Uniti tiene banco ormai da mesi. Ma negli ultimi giorni, dopo che la FIFA ha messo in vendita nuovi biglietti per la finale del 19 luglio al MetLife Stadium (New Jersey-New York), è scattato l’allarme perfino tra i politici americani, che hanno espresso forte preoccupazione.

Sapete quanto costa un tagliando “Categoria 1 Anteriore”? Ben 32.970 dollari, cioè circa 28mila euro. Per fare un confronto, i precedenti biglietti venduti – sempre per la Categoria 1 – si aggiravano intorno agli 11mila dollari. Il paragone con i Mondiali 2022 in Qatar è impietoso: il biglietto più costoso per la finale costava infatti circa 1.600 dollari.

“Siamo profondamente preoccupati dalle segnalazioni secondo cui la FIFA starebbe utilizzando prezzi poco trasparenti, regole mutevoli e pratiche potenzialmente ingannevoli”, hanno denunciato i rappresentanti democratici del New Jersey Frank Pallone e Nellie Pou. Ma Gianni Infantino ha respinto ogni accusa: “Dobbiamo guardare al mercato. Operiamo in un contesto in cui l’intrattenimento è il più sviluppato al mondo, quindi dobbiamo applicare i prezzi di mercato”.

Lo scandalo dei biglietti a 2 milioni e la battuta di Infantino

Negli Stati Uniti è consentita la rivendita dei biglietti e, di recente, sulla piattaforma ufficiale ‘FIFA Marketplace’ sono comparsi tagliandi per la finale al prezzo di 2 milioni di dollari ciascuno. Una cifra folle, che ha inevitabilmente scatenato polemiche. Persino Donald Trump, che ha tutto l’interesse a promuovere la “sua” Coppa del Mondo, ha ammesso che non spenderebbe mai una somma simile.

Invece di chiarire la situazione, Infantino ha liquidato la vicenda con una battuta che ha fatto discutere: “Se qualcuno compra un biglietto da 2 milioni di dollari, gli porterò personalmente un hot dog e una bibita per assicurarmi che viva un’esperienza fantastica”. Nel frattempo, Football Supporters Europe ed Euroconsumers hanno presentato un reclamo formale contro la FIFA presso la Commissione Europea. Secondo le due organizzazioni che si battono a tutela dei tifosi, “l’organo calcistico avrebbe abusato della propria posizione dominante imponendo prezzi eccessivi e condizioni di acquisto opache e inique ai tifosi europei in vista dei Mondiali 2026”.

Il caro biglietti riguarda anche la Serie A: quante proteste

I costi continuano a lievitare anche in Serie A, che non è certo il campionato più spettacolare tra i top 5 del calcio europeo. Per rendersi conto della situazione basta dare uno sguardo ai prezzi degli abbonamenti per la stagione 2025/26. Nonostante l’Inter fosse reduce da un’annata da “zero tituli”, gli abbonamenti base hanno subito rincari compresi tra l’11% e il 21%, alimentando il malcontento dei tifosi. Un esempio? Per un abbonamento al secondo rosso centrale si è passati da 700 a 830 euro. Diversa la situazione del Milan, che ha mantenuto invariati i prezzi rispetto alla stagione 2024/25. Tuttavia, come evidenziato da Calcio e Finanza, rispetto al 2019/20 il club rossonero aveva già aumentato i costi tra il 34% e il 68%, a seconda dei settori dello stadio.

Proprio di recente, i tifosi della Curva Sud milanista si sono resi protagonisti di una eclatante contestazione contro il caro biglietti, attirando grande attenzione. Nel mirino i prezzi per il big match contro la Juventus, con alcuni ticket arrivati addirittura a 479 euro. Ma i sostenitori rossoneri non sono stati gli unici a protestare. Negli ultimi anni, infatti, il tifo organizzato si è fatto portavoce di un malcontento sempre più diffuso nei confronti dell’aumento dei prezzi nel calcio italiano. Anche a Napoli non mancano tensioni per le partite di cartello o di Champions League, quando le Curve Superiori, ovvero i due settori popolari, arrivano a costare fino a 55 e 60 euro. In merito agli abbonamenti, anche l’Atalanta ha registrato rincari compresi tra il 6% e il 10%, mentre la Juventus si è fermata a un aumento del 5%.

La proposta del Milan per il settore ospiti

Per i tifosi che seguono la propria squadra in trasferta, assistere a una partita comporta ormai costi sempre più proibitivi. Ed è proprio per questo motivo che il Milan ha lanciato una proposta interessante: fissare un tetto massimo di 30 euro per i biglietti dei settori ospiti nelle partite organizzate dalla Lega Serie A. La proposta, che dovrà poi essere sottoposta a votazione, è attualmente al vaglio di una commissione ad hoc.

C’è ancora una speranza, grazie ai tifosi del Liverpool

Mentre il numero uno del calcio mondiale preferisce ironizzare sui costi astronomici della rivendita dei biglietti dei Mondiali invece di promuovere iniziative concrete per andare incontro alle esigenze di chi è costretto a scegliere tra lo stadio e la famiglia, perché arrivare a fine mese è sempre più difficile (e non solo in Italia), dall’Inghilterra arriva un esempio di resilienza da prendere a modello. Protagonisti i tifosi del Liverpool che, dopo un lungo braccio di ferro con la società, sono riusciti a congelare il prezzo dei preziosi – ed è davvero il caso di definirli così – tagliandi. La proprietà, il Fenway Sports Group, aveva presentato un piano triennale di aumenti, scatenando però la dura reazione del popolo Reds.

Pensate: in occasione della recente sfida di Premier League contro il Chelsea, la mitica Kop ha rischiato di restare vuota. Chiudete gli occhi e provate a immaginare Anfield senza i tifosi che intonano You’ll Never Walk Alone: impossibile, vero? Eppure c’è stata davvero la possibilità che la squadra di Arne Slot camminasse – per la prima volta – da sola. Alla fine l’hanno spuntata i tifosi: per la stagione 2026/27 è previsto un aumento del 3%, legato all’inflazione, mentre nel 2027/28 i prezzi resteranno invariati.

Sinner in casa costa tanto, troppo: a Roma prezzi alle stelle

Dal calcio al tennis la storia non cambia. Luci puntate sul Foro Italico e sugli Internazionali d’Italia. Nella Città Eterna i prezzi sono eternamente in rialzo. L’anno scorso era intervenuta l’Antitrust per fare chiarezza sull’indicazione dei prezzi dei biglietti in vendita e imporre maggiore trasparenza, mentre il Codacons aveva lanciato l’allarme sulle conseguenze dell’“effetto Sinner”. Complice il ritorno dalla squalifica legata al caso Clostebol, le tariffe dei ticket avevano registrato rincari del 13% rispetto al 2024. E per l’edizione 2026 del Masters 1000 di Roma il trend degli aumenti continua.

I prezzi per la finale del singolare maschile sul Campo Centrale sono impressionanti. Prima di svelare le cifre, però, una breve parentesi: secondo i dati snocciolati dal JP Salary Outlook 2026 dell’Osservatorio JobPricing, l’Italia occupa il 23° posto su 34 Paesi OCSE per salario medio e nel settore pubblico le retribuzioni si aggirano su un netto mensile medio di circa 1.950 euro. E torniamo al punto: una suite per l’ultimo atto del torneo sulla terra rossa del Foro Italico costa ben 2.691 euro. Il biglietto più economico, invece, è quello dei Distinti, che costa ‘appena’ 597 euro. Decisamente non per tutti.

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