Angelo Binaghi continua la sua battaglia. Il presidente della FITP vuole affermare con certezza che lo sport numero 1 in Italia è il tennis. E ora con il probabile arrivo di Giovanni Malagò alla presidenza della FIGC lo scontro potrebbe farsi ancora più duro visto che i rapporti tra i due non sono mai stati idilliaci.
- “Nessuna rivoluzione”: l’affondo sul calcio italiano
- I rapporti “complicati” con Malagò
- La vittoria di Sinner a Montecarlo
“Nessuna rivoluzione”: l’affondo sul calcio italiano
La mancata qualificazione dell’Italia ai Mondiale, per le terza volta consecutiva ha aperto quella che per molti dovrebbe essere una fase di profondo rinnovamento per il calcio italiano. Sono queste le speranze in vista dell’elezione del prossimo presidente della FIGC che vede Giovanni Malagò come grande favorito nella corsa alla poltrona. Ai microfoni di RadioRai interviene anche il presidente della Federtennis, Angelo Binaghi: “Faccio i miei migliori auguri al calcio italiano. Credo che non ci siano le condizioni per una rivoluzione, quella che auspica l’opinione pubblica e che probabilmente nel tennis è avvenuta 25 anni fa. C’è una grande differenza tra quello che auspica l’opinione pubblica e quello che auspica la base del calcio le società sportive che sono poi il corpo elettorale. Per noi comunque il calcio rappresenta una sfida e uno stimolo a fare meglio. Il calcio è stata la storia dello sport italiano, ora credo che sia un bene per tutti che ci sia un’altra realtà importante”.
I rapporti “complicati” con Malagò
Non c’è dubbio che il lavoro di Angelo Binaghi e del suo team alla guida della Federtennis abbiano prodotti risultati importanti da tanti punti di vista. Il tennis italiano sta vivendo la sua fase di massimo splendore come dimostrano i risultati di Sinner, ma anche i tanti italiani presenti in Top 100 nella classifica maschile senza dimenticare i successi anche di Paolini e delle sue compagne di squadra. Il vulcanico presidente però si è fatto strada anche a suon di scontri e in particolare i rapporti con Giovanni Malagò, ex presidente del Coni, sono stati tutto fuorché idilliaci.
La battaglia tra i due comincia già nel 2018 quando una riforma tolse fondi al Coni per darli alla società Sport e Salute che ora gestisce il finanziamento delle federazioni sportive con Binaghi che definì il comitato olimpico italiano un “carrozzone” burocratico. Scontri che poi sono continuati negli anni successivi quando Binaghi lamenta una mancanza di supporto del Coni per gli Internazionali d’Italia e che sono arrivati quasi a esplodere dopo la vittoria dell’Italia in Coppa Davis con Binaghi che accusò direttamente Malagò di aver criticato Sinner (aveva dato forfait per la fase a gironi di Bologna): “Qualcuno dovrebbe chiedere scusa a Jannik”.
La vittoria di Sinner a Montecarlo
Nel corso dell’intervista non poteva mancare anche un passaggio sulla vittoria di Jannik Sinner a Montecarlo che ha riportato l’azzurro all numero 1 del ranking ATP: “Siamo abituati alle imprese di questo grande campione. Se non avesse avuto quella squalifica ingiusta che grida vendetta, il numero 1 non lo avrebbe mai lasciato perché è il giocatore più forte al mondo. Noto con piacere che ha anche un’ottima adattabilità su quella che sembrava essere la sua superficie meno favorevole, la terra battuta. E’ un’ottima notizia non solo per lui ma anche per noi che lo aspettiamo a Roma a braccia aperte per cercare di sfatare il tabù che va avanti da 50 anni nel singolare maschile e che quest’anno dobbiamo cercare di conquistare”.
