Angelo Binaghi in versione “sindacalista”. Dopo i giocatori anche il presidente della Federtennis ha deciso di scendere in campo contro gli slam, in un argomento che sta agitando i giocatori agli Internazionali di Roma e in vista di Roland Garros e Wimbledon. Sinner, Sabalenka e Djokovic hanno espresso tutto il malcontento nei confronti degli Slam al punto che continua ad aleggiare l’ombra del boicottaggio.
L’intervento di Binaghi
Il presidente della FITP, Angelo Binaghi, dà tempo sostiene l’idea di far diventare Roma il quinto slam nel calendario del tennis. Un’ipotesi che in questo momento deve essere considerata come altamente improbabile ma di certo questo non ferma le azioni del numero 1 della federazione italiana che dagli Internazionali si schiera dalla parte dei giocatori: “Risulta inaccettabile che l’ATP ci obblighi a destinare ai tennisti una fetta di ricavi più ampia rispetto a quella distribuita dai 4 Major. E’ una situazione indecorosa che alimenta inoltre squilibri agonistici poiché le 4 federazioni che ospitano gli Slam dispongono di capitali immensi da investire nei propri vivai tecnici, risorse precluse a tutti gli altri paesi. E’ uno scandalo che nel tennis non esista un sistema meritocratico che protegga quelli che fanno di più per il tennis. Le rivendicazioni di giocatori e giocatrici sono assolutamente legittime”.
Le richieste dei giocatori
La richiesta agli Slam da parte dei principali giocatori del circuito è arrivata oltre un anno fa. Una delle prime lettere indirizzata ai Major è stata inoltrata nell’aprile del 2025 ma da quel momento sembra non essere successo molto. I giocatori chiedono nei fatti una fetta più grande del montepremi dei 4 tornei, un maggior sostegno finanziario da parte degli Slam per i piani di assistenza pensionistici e assicurativi di WTA e ATP e maggior peso nell’aspetto decisione sulle questioni organizzative.
Le mire di Binaghi e l’ipotesi boicottaggio
Il presidente Binaghi prova a far leva su questa situazione di instabilità per continuare a promuovere l’idea, magari anche con l’appoggio dei giocatori, di Roma come quinto slam. Il progetto a cui sta lavorando il presidente va avanti da tempo ma fino a ora senza grandi passi in avanti. Il piano di ristrutturazione del Foro Italico con la copertura del centrale (i lavori dovrebbero cominciare a breve) sono centrali per il numero 1 della FITP che però prova anche ad agitare le acque in un mondo come quello del tennis profondamente legato alle sue tradizioni, soprattutto quando si parla di slam. E le dichiarazioni di Binaghi vanno proprio in questa direzione, con l’obiettivo di provare a portare una scossa al sistema che possa dare a Roma una chance per diventare il quinto major.
Negli ultimi giorni la parola “boicottaggio” è stata sempre più forte, per la prima volta i tennisti a cominciare da Sinner, Djokovic e Sabalenka ne hanno parlato con sempre maggiore convinzione. Ma le possibilità di uno “sciopero” a Parigi in questo momento rimangono piuttosto basse. I tennisti non hanno mai avuto una forte unione “sindacale” con l’ATP e la WTA che occupano un ruolo ibrido che va dall’organizzazione dei tornei alla tutela dei giocatori, con questo secondo aspetto che a volte può finire in secondo piano. Del resto solo qualche mese fa il sindacato che fa capo a Djokovic (da cui poi ha preso progressivamente le distanze) ha lanciato una causa proprio contro ATP, WTA e ITF. Pensare che tutti i migliori giocatori al mondo decidano di rinunciare alla visibilità, agli introiti e al prestigio di giocare Roland Garros e Wimbledon in questo momento sembra perlomeno improbabile. Ma è anche la prima volta che sembra esserci una grande unità di intenti tra i giocatori.
