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Binaghi: "Sinner quasi in ospedale in Australia". No a Mattarella e condoglianze Pietrangeli, i retroscena

Il presidente della FederTennis spiega alcuni episodi "discussi" della storia recente di Jannik e rivela il grosso rischio corso dal campione altoatesino un anno fa.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Una difesa appassionata, puntigliosa, meticolosa. E un retroscena clamoroso. Angelo Binaghi, ancora una volta, oltre ai panni di presidente della Federtennis indossa la toga da avvocato di Jannik Sinner, ma lo fa portando alla luce un episodio tenuto finora nascosto. Lo scorso anno, pochi giorni prima di vincere il suo secondo Australian Open, il rosso di San Candido ha rischiato seriamente di finire in ospedale. Si spiegherebbero così, secondo il numero uno della FITP, alcune scelte “controverse” del campione azzurro, primo fra tutti il no – che fa ancora discutere – a Sergio Mattarella per le celebrazioni in Quirinale.

Binaghi difende Sinner su no a Olimpiadi e Coppa Davis

In una lunga e serrata intervista concessa al Corriere della Sera, Binaghi mette una volta di più “i puntini sulle i”, perché questo racconto di Sinner in cui spesso e volentieri fanno capolino ombre e perplessità non gli va più giù. Concetto ribadito, a tinte forti, anche negli ultimi giorni. “Il tennis è uno sport individuale frenetico che ti sbatte ogni settimana da una parte all’altra del mondo. Questo ti porta a fare rinunce, come le Olimpiadi o la Coppa Davis“. Il no più discusso, però, è stato quello a Mattarella. E Binaghi ha una spiegazione anche per questo, una rivelazione per certi versi clamorosa.

Il gran rifiuto a Mattarella: “Jannik ha rischiato l’ospedale”

“Nessuno è perfetto, ma prima della rinuncia a Mattarella io ricordo Sinner che stava per finire in ospedale a Melbourne durante il match con Rune”, la sorprendente rivelazione del deus ex machina della FederTennis. “Non c’è solo un riposo fisico, ma anche la necessità di distrarsi, di incontrare gli amici, di stare in famiglia. Ci vorrebbero 50 ore al giorno”. Il riferimento di Binaghi è alla crisi vissuta da Sinner durante il match contro il danese, poi vinto in quattro set, valevole per gli ottavi di finale del primo Slam del 2025. In quella circostanza Jannik fu soccorso durante un medical timeout.

L’altro episodio imbarazzante: le condoglianze a Pietrangeli

Ha provocato imbarazzo, per la verità, anche il silenzio di Sinner in occasione della morte di Nicola Pietrangeli, con tanto di giallo per le condoglianze che sarebbero state espresse dal campione ai familiari “in forma privata”, ma di cui nessuno ha fornito testimonianza. “Ma c’ero io, da Pietrangeli, a rappresentare il tennis italiano, e quindi anche Sinner, Berrettini e le generazioni che non hanno avuto il tempo per conoscere a fondo Nicola e coglierne appieno i valori”, la replica di Binaghi. In quell’occasione, come si ricorderà, Sinner fu “pizzicato” a Dubai nel locale di Flavio Briatore in compagnia del noto imprenditore, di Laila Hasanovic e di Fernando Alonso.

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