Dominiamo nella velocità , tanto al maschile (Paris e Franzoni) quanto al femminile (Pirovano e Goggia, senza dimenticare Brignone). Ma l’Italia dello sci alpino sa di avere un tallone d’Achille enorme nelle discipline tecniche, soprattutto a livello maschile. Perché se in campo femminile Brignone, Bassino (pronta al rientro), Della Mea e le giovani emergenti trascinate da Trocker lasciano ancora carte importanti da giocare negli anni a venire, tra i maschietti c’è bisogno di una scossa forte. Proprio ciò che ha convinto la FISI ad accelerare le pratiche per riportare nella squadra A due figure che tanto hanno dato allo sci maschile italiano.
- Idea FISI: Moellg responsabile, Blardone direttore del gigante
- La crisi corrente e le speranze per il futuro
Idea FISI: Moellg responsabile, Blardone direttore del gigante
Massimiliano Blardone e Manfred Moelgg rappresentano gli ultimi avamposti di un’Italia che vinceva e convinceva nelle discipline tecniche. E negli ultimi anni hanno cominciato a gettare le basi per rendere nuovamente la selezione azzurra competitiva ai massimi livelli. Come? Partendo dalla Coppa Europa, o per meglio dire dalla squadra guidata da Andrea Truddaiu, dove Blardone è stato una delle figure fondanti negli ultimi mesi, con Moelgg pronto ad accompagnarlo nel passaggio alla squadra A.
Perché i rumors ogni giorno che passa si fanno più insistenti: Moelgg dovrebbe ottenere l’incarico di responsabile delle discipline tecniche (quindi gigante e slalom), Blardone quello di direttore tecnico del gigante. Scelte abbastanza naturali: Max è l’ultimo italiano ad aver vinto una gara tra le porte larghe (a Crans Montana, ma era il 2 febbraio 2012…), Moelgg tra i pali stretti nel 2017, a Zagabria.
Da allora, qualche sporadico piazzamento sul podio e null’altro da segnalare, con quasi 200 gare consecutive senza in italiano sul gradino più alto del podio. Da qui la necessità di provare a darci un taglio (in tutti i sensi).
La crisi corrente e le speranze per il futuro
Cosa potrebbero fare due veterani come Blardo e Manny per risollevare le sorti delle discipline tecniche? Chiaro che lo spessore dei due personaggi è di per sé già un investimento importante a livello di immagine e di presenza. Blardone nello staff di Truddaiu ha lavorato bene: in gigante, dove quest’anno solo Vinatzer (fino a metà stagione) ha saputo stare al passo con i migliori, c’è da fare i conti con le difficoltà di De Aliprandini e Della Vite, ma il futuro bussa già alla porta con i vari Simon Talacci, Stefano Pizzato e Leonardo Seppi che nell’arco di un paio d’anni dovrebbero entrare stabilmente nel giro della selezione A.
In slalom forse c’è ancora più materiale: oltre a Vinatzer (da ritrovare) e Tommaso Sala, che potrà riprendere dopo la stagione di rientro post infortunio, c’è un Tommaso Saccardi che merita solo fiducia (non a caso è stato portato anche a Milano-Cortina), mentre Corrado Barbera ed Edoardo Saracco hanno già fatto capire di essere in rampa di lancio. Insomma, serve una scossa, e forse nessuno meglio di Blardone e Moelgg potrebbe favorirla.
