Hanno ribadito quanto previsto dai massimi esperti di padel, e anche da chi segue con attenzione la crescita del movimento. Sul versante maschile trionfo di Arturo Coello e Agustín Tapia al Foro Italico. Dopo due finali consecutive perse a Roma contro Alejandro Galán e Federico Chingotto, i numeri uno del mondo sono tornati a imporsi nel torneo più prestigioso del calendario italiano, piegando i rivali per 7-5 7-6 davanti a oltre 9.000 spettatori. Conferma anche per Gemma Triay e Delfi Brea che si confermano regine di Roma per il secondo anno consecutivo.
La vittoria della coppia Coello/Tapia
La coppia ispano-argentina ha preso in mano il match nel momento decisivo del primo set, cambiando marcia che hanno impresso l’indirizzo della finalissima e consegnato il trofeo al duo che, però, ha avuto un lieve calo quando nel secondo parziale ha riaperto la contesa, ma nel tie-break finale Coello e Tapia hanno ritrovato lucidità e qualità, chiudendo i conti e lasciandosi andare a un’esultanza raramente così intensa.
Un successo pesante non solo per il valore del titolo, ma anche perché interrompe la striscia negativa negli scontri diretti contro Galán e Chingotto, rilanciando la sfida nel padel mondiale.
Successo bis per Triay e Brea
Gemma Triay e Delfi Brea si confermano regine di Roma conquistando per il secondo anno consecutivo il titolo al Foro Italico. Nella finale del BNL Italy Major Premier Padel, la coppia spagnolo-argentina ha superato Andrea Ustero e Ari Sanchez con il punteggio di 6-1 7-5 al termine di una sfida durata un’ora e 37 minuti. Dopo un primo set dominato grazie a una partenza travolgente, Triay e Brea hanno dovuto fronteggiare la reazione delle avversarie nella seconda frazione, risolta però nei momenti decisivi dalla maggiore esperienza delle campionesse. Per Triay, inoltre, il trionfo romano rappresenta la 55ª vittoria della carriera, ma soprattutto consegna a Roma e al movimento un crescente riscontro di pubblico per la Federazione che può centrare una nuova opportunità con uno degli sport più praticati, oggi, da parte degli italiani e che in potenza vanta ancora margini di crescita sull’onda del tennis.
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