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Bonucci torna a Milano, Gattuso fa un appello

Milan-Juventus sarà anche la sfida degli ex: il difensore, ma anche Allegri e Higuain.

Alla Juventus ha segnato uno dei pochi gol della propria carriera, nel marzo 2011, e peraltro anche decisivo per quello che è attualmente l’ultimo scudetto della storia del Milan. E se già una rete di Rino Gattuso non è proprio la normalità, ancora meno abituale fu la papera di Gigi Buffon, che favorì la realizzazione. Si aggiunga al tutto che sulla panchina dei rossoneri c’era Max Allegri e il quadro è perfetto.

Dopo aver passato indenne la tempesta mediatica seguita al derby perso un mese fa, Gattuso torna ad affrontare una grande del campionato italiano. Anzi, la più grande, ma il tecnico del Milan, sconfitto due volte su due nella scorsa stagione dalla Juventus tra campionato e Coppa Italia, c’arriva con qualche certezza in più: “Dovremo essere bravi a fare la nostra partita, concedendo poco – ha detto 'Ringhio' in conferenza – Se andrebbe bene un pareggio? Con l’Inter mi avete massacrato accusandomi di aver cercare il pareggio. Io non so come si gioca per pareggiare. Magari anche loro ci temeranno un po’ per la voglia che abbiamo dimostrato nelle ultime partite”.

Il riferimento è ovviamente alle vittorie in extremis contro Genoa e Udinese. Pensare a come sarebbe la classifica del Milan senza quei quattro punti è inutile, quasi come concentrarsi sul solo Cristiano Ronaldo (peraltro mai vittorioso a San Siro con il Real Madrid, rigori a parte) per pensare di fermare la Juventus. Qui si innesta il tema della giornata, quello dei grandi ex, Allegri a parte. Da una parte Leonardo Bonucci, dall’altra Gonzalo Higuain: “Non faremo gabbie su Ronaldo, bisognerà prenderlo di reparto. Il problema sarà marcare Bonucci per bloccare la nascita della loro azione”.

A proposito di Bonucci, dopo averlo osannato un anno e mezzo fa, San Siro si prepara a fischiarlo. Gattuso rivela: “Higuain è un emotivo, gli consiglio di giocarsela con tranquillità. Leo è stato un giocatore che ci ha dato tanto sotto tutti i punti di vista, professionale, tecnico, tattico ed umano. Se oggi ho fatto qualche miglioramento, tanti meriti sono anche suoi. Quando sbroccavo, mi è sempre stato vicino. Sono stato il primo a convincerlo a rimanere, ma ci sono figli, vita privata, ci sono situazioni personali che vanno rispettate. Per me è stato un onore allenarlo, spero che domani gli venga riconosciuto tutto questo”.

"Confessioni" anche su Allegri, compagno di Gattuso al Perugia e poi suo allenatore in rossonero: "Max è stato il mio capitano ad inizio carriera e l'ho ritrovato qua. Oggi riesce ad arrabbiarsi un po' di più, quando giocava rideva di più, ho solo bei ricordi con lui. Non è un caso che ci telefoniamo mezz'ora a settimana parlando di calcio e altro, un motivo d'orgoglio per me. Dalle discussioni con lui ho imparato tanto per fare questo mestiere”.

Non poteva mancare un parere schietto sul 'caso Mourinho': "Io ho fatto anche di peggio, figuratevi se ora mi metto a dire cosa può o non può fare Mourinho. Spalletti ha ragione, quando il leone dorme va lasciato dormire. Sentire per 90 minuti che mia madre è così e mia moglie in altro modo, non è il massimo…".

SPORTAL.IT | 10-11-2018 16:35

Bonucci torna a Milano, Gattuso fa un appello Fonte: Getty Images

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