Stefano Fiore per provare a leggere con qualche ora di anticipo la finale playoff tra Bosnia-Italia che vale il pass per il Mondiale 2026. L’attesa è finita: questa sera, alle 20.45, l’Italia del commissario tecnico Gennaro Gattuso si gioca l’accesso alla fase finale del Mondiale 2026, che si disputerà in Canada, Messico e Stati Uniti.
Di contro, ci sarà la Bosnia del CT Sergej Barbarez con al centro dell’attacco una vecchia conoscenza della Serie A come Edin Dzeko. In più, particolare da non sottovalutare, a spingere la selezione di casa ci saranno i quindicimila che assieperanno le tribune dello stadio ‘Bilino Polje’ di Zenica.
Ma per gli azzurri è una occasione irripetibile per tornare a disputare la competizione più importante a livello di Nazionale, dove manchiamo dal lontano 2014 in Brasile. Dopo solo delusioni, con il mancato accesso a quello del 2018, con Gian Piero Ventura alla guida, e del 2022 con Roberto Mancini.
- "Siamo favoriti, ma ci sarà da battagliare"
- "L'esultanza di Dimarco? Reazioni istintive"
- Retegui o Pio? Partita secca, non si fanno calcoli
- "Gattuso grinta e carattere? Rino è tanto altro"
“Siamo favoriti, ma ci sarà da battagliare”
Sulla questione abbiamo interpellato l’ex azzurro Stefano Fiore, vice campione d’Europa nel 2000 con l’Italia di Dino Zoff, che conosce molto bene il nostro condottiero Gattuso.
“Chiunque fosse passato tra Galles e Bosnia, sarebbe stata più o meno la stessa cosa. Forse in Galles sarebbe stato un pochino peggio per via di uno stadio più grande, della pressione dei tifosi e anche il loro modo di giocare avrebbe potuto crearci qualche problema in più. Non che la Bosnia non possa crearcene, anzi. Lo stadio è un catino e il terreno di gioco non mi pare in ottime condizioni. Non sarà semplice, è chiaro che siamo favoriti, ma ci sarà da battagliare”.
“L’esultanza di Dimarco? Reazioni istintive”
Hanno fatto molto discutere alcune immagini catturare dopo la vittoria dell’Italia contro l’Irlanda del Nord dove si vedevano Dimarco, Vicario e altri calciatori esultare dopo la vittoria dei bosniaci ai calci di rigore contro il Galles. E le reazioni dei nostri avversari odierni non state delle più amichevoli, per usare un eufemismo. Fiore, però, getta acqua sul fuoco delle polemiche.
“Sono cose abbastanza normali, i nostri che non è che volessero sottovalutare la Bosnia. Come ha detto lo stesso Dimarco, sono reazioni istintive. Non è schernire l’avversario, nella loro testa magari la trasferta gallese sarebbe stata più complicata, tutto qui. Sono state ingigantite e strumentalizzate”.
Retegui o Pio? Partita secca, non si fanno calcoli
Adesso, però, la palla passa al campo. E alle scelte di formazione, con un Pio Esposito, subito decisivo da subentrato nella partita di giovedì scorso a Bergamo, che scalpita alle spalle di Retegui per un posto da titolare al fianco di Moise Kean.
“Vedendola da fuori, fino alla partita con l’Irlanda del Nord una delle cose più positive della Nazionale di Gattuso è stata la coppia d’attacco Kean-Retegui, hanno fatto benissimo. Probabilmente, su Retegui incide anche il fatto che l’ultima partita del campionato saudita sia stata disputata quindici giorni fa. E Pio ha grande entusiasmo, sta trovando spazio in un top club come l’Inter. Le valutazioni, immagino, non saranno solo tecniche. Accantonare così velocemente Retegui non mi sembra corretto, ma è una partita secca e bisogna fare pochi calcoli. Se Esposito sta meglio, e in questo momento pare sia così, è giusto che giochi lui. La cosa più importante è andare al Mondiale, non credo sia un grosso problema l’eventuale esclusione di Retegui”.
“Gattuso grinta e carattere? Rino è tanto altro”
Infine, a Fiore abbiamo chiesto un primo bilancio dell’era Gattuso in Nazionale. E l’ex Lazio, tra le altre, ha incensato l’attuale CT.
“Dare un giudizio non sarebbe corretto. In maniera errata, si pensa che Rino possa trasmettere solo determinati tipi di atteggiamenti alla squadra. Ma lui è un allenatore in tutto e per tutto, per me molto capace. Se dovessimo andare al Mondiale, avrà tempo per lavorare anche su altri aspetti, per incidere di più. Rino è tanto altro rispetto alla grinta e al carattere che riesce a trasmettere. Fare il selezionatore non è come fare il mister tutti i giorni sul campo e questo viene sempre un po’ sottovalutato da parte di tutti”, ha concluso a Virgilio Sport.
