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Bosnia-Italia senza Goal Line Technology e fuorigioco semi automatico: perché? Scoppia il caso, arriva Ceferin

Lo stadio di Zenica non dispone delle tecnologie abitualmente utilizzate in Serie A, che a questi livelli sono (inspiegabilmente) facoltative. In tribuna anche il boss dell'UEFA.

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Rino Dazzo

Rino Dazzo

Giornalista

Se mai ci fosse modo di traslare il glossario del calcio in una nicchia di esperti, lui ne farebbe parte. Non si perde una svista arbitrale né gli umori social del mondo delle curve

Non solo la necessità di giocarsi i Mondiali in trasferta, nonostante l’ampio vantaggio nel ranking, il miglior cammino nella fase eliminatoria e tutto il resto: anche l’insidia di dover vincere su un campo che non dispone delle tecnologie abitualmente utilizzate in Serie A e in tutti i campionati di primo livello. A poche ore dal fischio d’inizio di Bosnia-Italia, attesissimo match spartiacque per il futuro del calcio tricolore, salta fuori che l’ormai famigerato Bilino Polje di Zenica, diventato negli ultimi giorni lo stadio più celebre e temuto d’Italia, non dispone né di Goal Line Tecnhology né di fuorigioco semi automatico.

Bosnia-Italia, a Zenica mancano GLT e SAOT

Un problema in più per gli Azzurri, che a certi “lussi” ormai sono abituati. La GLT, acromino che sta appunto per Goal Line Technology, è quel dispositivo che permette di stabilire con certezza se un pallone ha superato o meno la linea di porta, con un margine d’errore vicinissimo allo zero assoluto. Quando il pallone supera la linea l’orologio sistemato sul polso dell’arbitro vibra, dando contezza al direttore di gara e ai protagonisti in campo dell’avvenuta marcatura. Non solo. Non ci sarà neppure il SAOT, il fuorigioco semi automatico adottato da alcune stagioni a livello internazionale. Bisognerà accontentarsi della tecnologia precedente, il Cross Air 3D.

VAR e Cross Air 3D unici sostegni per Turpin

In caso di situazioni dubbie, l’arbitro francese Turpin e i suoi omologhi in sala Var potranno far affidamento solo sulle immagini tv o comunque su una tecnologia che nei maggiori campionati è considerata ormai superata. Per un pallone rimbalzato sulla linea o per un fuorigioco dubbio, bisognerà arrangiarsi con quello che passa il convento. Nel caso dello stadio di Zenica, “il migliore di Bosnia”, si tratta di molto poco. Chissà cosa ne penserà il boss dell’UEFA, il presidentissimo Aleksander Ceferin, annunciato (pure lui: non bastava Novak Djokovic) sulle tribune del malandato impianto della “Città dell’Acciaio”.

Incredibile: per la FIFA tecnologie non obbligatorie

Ma perché Bosnia-Italia si giocherà in condizioni così arretrate dal punto di vista tecnologico, con tutto o quasi nelle mani di un arbitro sì di enorme esperienza, ma con cui – di fatto – si può parlare poco? Semplice: perché la FIFA di Gianni Infantino non ha imposto l’adozione di questi ritrovati a tutte le federazioni. Ha lasciato a ognuna libertà di stabilirne l’eventuale o meno utilizzo. Certo, GLT e SAOT costano: ma danno garanzie di oggettività. A Bergamo, contro l’Irlanda del Nord, c’era tutto il “normale” corredo tecnologico. A Zenica no e non si capisce perché. A dirla tutta, non si capisce neppure perché sia stato lasciato a un sorteggio e non alla classifica la “scelta” del campo di gioco di una partitissima che assegna un posto ai Mondiali.

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