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Botta e risposta Zazzaroni-Tommasi, sono scintille

Il presidente dell'Aic replica al direttore del Corriere dello sport

06-04-2020 11:49

Botta e risposta Zazzaroni-Tommasi, sono scintille Fonte: 123RF

Uno lancia la sfida e attacca, l’altro risponde e il primo contro-replica. Non è una partita di tennis ma lo scambio di vedute che si è tenuto tra il direttore del Corriere dello sport Ivan Zazzaroni e il presidente dell’Aic, Damiano Tommasi. Il tema, ovviamente, è la ripresa dei campionati, oltre al ruolo dell’Aic e il taglio degli stipendi con la corsa in avanti della Juve. Con una lettera scritta sul Corriere, Zazzaroni ha attaccato l’Aic definendolo inconcludente e sottolineando come non rappresenti i suoi stessi affiliati.

La lettera di Tommasi

La provocazione è stata raccolta da Tommasi che ha ricordato come l’Aic sia stata la prima a chiedere di fermare il calcio e come nella vicenda Juve nessuno ha scavalcato nessuno (“siamo stati costantemente aggiornati e quando calciatori e club vanno d’accordo non vedo perché l’AIC si debba sentire accantonata.

L’idea di fondo

Il presidente dell’Aic aggiunge che “L’idea che mi sono fatto è che le considerazioni attuali su tagli a stipendi o meno, chiusura anticipata o meno, giocare d’estate o meno, siano, ad oggi, per l’80% con priorità all’emergenza economica e per il 20% all’emergenza sanitaria… La chiusura totale è relativamente facile da condividere, sarà l’apertura graduale che ci farà litigare”.

I tempi della ripresa

Quando si potrà giocare? Tommasi ha paura: “Temo che la vera discussione non riguarderà il contatto fisico o meno, le porte aperte o meno ma sarà su viaggiare o meno e se sì come. A Lecce alcuni casi di positività sono stati riscontrati nel ristorante frequentato dai tifosi atalantini, tutti controllati nel pre-partita. Temo che lo slogan ottimistico del “tornerà tutto come prima!” sarà invece, per il calcio, una triste conclusione.

La contro-replica di Zazzaroni

Il giornalista ha risposto così: “Mi segnali che nella vicenda Juve, Chiellini – membro del vostro direttivo – non vi ha scavalcato poiché eravate costantemente aggiornati sugli sviluppi della trattativa. Non mi risulta che Giorgio l’abbia mai chiarito, non a caso il mondo del calcio e addirittura un vostro consigliere, l’avvocato Salvatore Scarfone, hanno ritenuto che l’iniziativa fosse un’evidente delegittimazione dell’AIC. Ma il punto è un altro: una gran parte dei calciatori non si riconosce nelle tue parole e soprattutto nelle vostre posizioni… perché non convinci i tuoi colleghi a mettere mano al portafoglio per tutelare gli assistiti? mi auguro di non essere stato sgarbato, non me lo perdonerei: la tua educazione e la tua onestà intellettuale sono valori che ho sempre apprezzato.

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