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Bove, risoluzione contrattuale con la Roma: può tornare a giocare all'estero col defibrillatore sottocutaneo

Dopo il malore del dicembre 2024 e l’impianto del defibrillatore sottocutaneo, Edoardo Bove valuta la ripartenza lontano dalla Serie A. Accordo vicino col club giallorosso.

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Alessio Raicaldo

Alessio Raicaldo

Sport Specialist

Un figlio che si chiama Diego e la tesi di laurea sugli stadi di proprietà in Italia. Il calcio quale filo conduttore irrinunciabile tra passione e professione. Per Virgilio Sport indaga, approfondisce e scandaglia l'universo mondo dello sport per antonomasia

La storia di Edoardo Bove e della Roma potrebbe arrivare a una svolta decisiva. Il centrocampista classe 2002 valuta la risoluzione del contratto con il club giallorosso. Una scelta legata non all’addio al calcio, ma anzi alla possibilità di tornare a giocare. All’estero, infatti, le norme consentirebbero l’attività agonistica con defibrillatore, cosa non possibile invece in Italia.

Il malore e lo stop forzato

Era il primo dicembre 2024 quando il calcio italiano si fermò per Edoardo Bove. Il malore cardiaco accusato durante Fiorentina-Inter cambiò radicalmente il suo percorso. Dopo l’intervento e l’impianto del defibrillatore sottocutaneo, il ritorno in campo si è fermato. In Italia, la presenza del dispositivo impedisce l’idoneità sportiva professionistica. L’unica chance per tornare a calcare un campo di calcio è all’estero, alla stregua di ciò che è accaduto con Eriksen.

La risoluzione con la Roma

La Roma e Bove stanno discutendo la risoluzione del contratto in scadenza nel 2028. Una decisione condivisa, un atto formale ma necessario, pensato per permettere al giocatore di guardare avanti. Il legame con il club resta forte, ma la priorità del centrocampista è rientrare nel calcio giocato. Sciogliere l’accordo aprirebbe le porte a una nuova esperienza fuori dai confini italiani. Da questo punto di vista, c’è la massima collaborazione tra le parti per cui tutto dovrebbe avvenire in tempi rapidi.

L’ipotesi estero e i controlli medici

In campionati come Inghilterra o Germania le regole sono meno restrittive. Un precedente illustre, già citato, è quello di Christian Eriksen, tornato a giocare con il defibrillatore prima con il Brentford, poi con il Manchester United e oggi con il Wolfsburg. Insomma, carriera lunga e competitiva ai massimi livelli per il giocatore danese. La speranza è che possa essere di buon auspicio anche per Bove.

Quest’ultimo ha superato con esito positivo i controlli medici effettuati negli ultimi mesi. Ora il suo obiettivo è chiaro: ripartire all’estero e tornare a sentirsi calciatore. Il suo episodio, intanto, è servito anche all’intero calcio italiano che ha lavorato per evitare fatti del genere in futuro.

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