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Boxe, Pacquiao non si nasconde più: "Continuerò a combattere". E se ci scappasse la rivincita con Mayweather jr?...

Manny Pacquiao è tornato a parlare a Dubai e ha ribadito di voler proseguire la propria carriera: "Ho i guantoni pronti, presto saprete grosse cose". E tutti sognano il match con Mayweather jr.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Negli occhi e nella mente ci sono ancora le immagini dei rottami e delle lamiere dell’incidente nel quale è rimasto coinvolto Anthony Joshua, ma il mondo della boxe nel nuovo anno s’è risvegliato con una notizia decisamente migliore. E che notizia: Manny Pacquiao è pronto a tornare a combattere, non soltanto in un episodio singolo come avvenuto la scorsa estate contro Mario Barrios, quanto piuttosto con l’intento di dare ulteriore slancio e continuità alla propria carriera.

L’annuncio a Dubai: “Presto ci saranno grosse novità…”

Incurante dei 47 anni compiuti lo scorso 17 dicembre, il pugile filippino ha ribadito di non voler ancora scendere dal ring. “A gennaio aspettatevi di sapere grandi cose”, ha affermato durante il World Sports Summit di Dubai. “I guantoni sono pronti e ho voglia di dimostrare ancora quanto valgo.

E già il mondo della boxe è andato in fibrillazione: il sogno è quello di vederlo sfidare nientemeno che Floyd Mayweather jr., col quale ha già combattuto (e perso) nel 2015, in quello che diventerebbe giocoforza l’evento clou della stagione 2026, con Netflix che ha già drizzato le antenne.

Praticamente coetanei (balla poco più di un anno di differenza), Pacquiao e Mayweather jr. hanno segnato un’epoca del mondo del pugilato (forse) irripetibile, con il pugile americano che nei giorni scorsi è stato eletto dal prestigioso The Ring “atleta del secolo), forte di uno score in carriera fatto di 50 vittorie in altrettanti match disputati (27 prima del limite). Pacquiao in quella classifica s’è piazzato secondo, davanti a Terence “Bud” Crawford: ecco perché l’idea di rimettere sul ring i due pugili più iconici del secolo corrente è qualcosa che potrebbe davvero sfuggire a qualsiasi regola.

Il ritorno con Barrios e la sensazione di essere ancora forte

Pacquiao in realtà negli ultimi 15 anni ha saputo inventarsi tanti ruoli, anche a seconda del momento e del contesto. Ha disputato alcune partite del massimo campionato professionistico locale di pallacanestro (e nelle Filippine il basket è lo sport nazionale, come il calcio in Italia, tanto per intenderci). Ha pure avuto il tempo di fare il politico, eletto nel senato filippino con 16 milioni di voti a favore, e poi s’è concentrato anche su progetti cinematografici e musicali.

Insomma, un personaggio che esula dal mondo della boxe e che anzi ha finito per diventare molto più di una semplice icona per le masse. Il ritorno sul ring dello scorso luglio, con l’americano Barrios “graziato” dai cartellini dei giudici (un “no contest” molto contestato dagli addetti ai lavori, che in larga misura hanno decretato Pacquiao come il vero vincitore del match), ha fatto capire al mondo intero che Pac-Man è tornato per fare sul serio, non soltanto per allargare i cordoni della borsa.

Chiaro però che adesso il mondo della boxe gli chiede qualcosa che solo pochi mesi fa appariva alla stregua di un sogno irraggiungibile: appunto l’incontro con Mayweather jr.

Il match con Mayweather jr. batté ogni sorta di record

Nel 2015, quando i due si affrontarono all’MGM Grand di Las Vegas, il mondo si affrettò a ribattezzare la sfida nel “match del secolo”: 500 milioni di dollari di borsa (nessun altro incontro di pugilato ha minimamente avvicinato quel record), 2,5 milioni di acquisti in pay-per-wiev, un’audience mai vista prima e un clamore suscitato anche da un incontro che in parte deluse le attese, con Mayweather jr. che cercò di scappare dalle rapide combinazioni di Pacquiao, che perse con verdetto unanime criticando i giudici e poi adducendo un problema alla spalla tenuto “nascosto” alla commissione del Nevada nei giorni precedenti alla sfida come la causa della sua prestazione non così brillante.

Chiaro che riproporre quel match a più di 10 anni di distanza avrebbe più un sapore di nostalgia che non di vero pugilato: l’americano non combatte più dal 2018, mentre Pacquiao s’è tenuto decisamente più allenato e paradossalmente avrebbe molto più da guadagnare da un’eventuale rivincita. Ad ogni modo, Pac-Man ha detto di voler tornare a combattere a tempo pieno, e se anche non sarà Mayweather jr. c’è da credere che un avversario lo troverà.

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