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Braida: "In Spagna è un altro mondo"

L'uomo mercato del Barcellona: "Tornare al Milan? Sto bene qui".

07-05-2018 10:55

Braida: "In Spagna è un altro mondo" Fonte: 123RF

Ariedo Braida, uomo mercato del Barcellona, ha parlato a Radio Anch’io Sport su Radio Rai Uno: “Il Clàsico? C’erano 100mila spettatori paganti. Arrivano da tutto il mondo per questa partita, dove si affrontano le due migliori squadre al mondo con i migliori giocatori in circolazione. Uno spettacolo favoloso. E’ un altro mondo, venire allo stadio è un piacere. Consiglio a chi ama il calcio, di andare a vedere il prossimo Clasico. Un arbitraggio che ha fatto arrabbiare il Real Madrid? E’ una partita infuocata, sempre. La competizione è ad altissimi livelli. I giocatori giocano con animosità. Sono cose che finiscono lì sul campo. C’è tutto il mondo che guarda, è vero che c’è stato qualche errore, ma fa parte del calcio e di una partita con intensità incredibile. Adesso però ben venga il VAR”. 

“Tornare al Milan? Qui sto bene, il Milan ce l’ho nel cuore. E’ normale dopo 27 anni. Quando vince il Milan sono felice e se non vince, vivo un po’ da tifoso. Lasciamo che il tempo vada avanti, auguro al Milan le fortune migliori e spero che torni grande, nel posto che gli compete. La società è importante, un marchio tra i più importanti al mondo. Un brand importante che tornerà presto a brillare”. 

“La differenza tra Barcellona e Real rispetto al grande Milan di Sacchi? Quel Milan era una grandissima squadra come il Barça e il Real di oggi. Il Milan per parecchi anni ha dominato con finali e grandi vittorie. Qui abbiamo grandi campioni, come Messi. Mi auguro che ne nasca un altro come lui prima o poi. Ma c’è anche Piqué, Iniesta e tanti altri. Poi c’è il Real Madrid, con grandissimi campioni”. 

“Neymar al Real? Il Barça è forte con o senza Neymar. Sarà sempre una grande squadra perché ce l’ha nel DNA. Non gli manca niente per rimanere a questi livelli. La botta contro la Roma? Nella vita bisogna guardare avanti. Purtroppo sono cose che succedono. Mi ricordo l’anno di La Coruna col Milan. Anche lì fu una partita inspiegabile. E’ il bello del calcio, a volte anche le grandi squadre possono perdere con compagini sulla carta meno forti”.

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