Per qualcuno è una sorta di preannuncio di addio: Federica Brignone che torna sotto i ferri, proprio quando le compagne di squadra salpano alla volta del Sudamerica (tappa obbligata Ushuaia) per preparare la nuova stagione, è un’immagine che ai più suona un po’ sinistra. Perché la decisione della fuoriclasse di La Salle inficerà inevitabilmente sull’annata 2026-27, che a questo punto per lei comincerà ben più tardi rispetto alla data canonica di avvio (ovvero l’ultimo week-end di ottobre sul ghiacciaio del Rettenbach). Ma il in realtà, vista da un’altra ottica, la scelta di operarsi di nuovo è piuttosto mirata a cercare di rimuovere ogni ostacolo presente all’interno della gamba sinistra, quindi allo scopo di tornare a gareggiare.
- L'idea alla base: rimuovere la placca e alleviare il dolore
- L'esito dell'intervento: il menisco non è stato toccato
- Fede, parte il conto alla rovescia: quando può tornare
L’idea alla base: rimuovere la placca e alleviare il dolore
La decisione presa da Federica può essere letta sotto una luce diversa dal passato. Intanto perché è arrivata dopo che nelle scorse settimana è tornata sugli sci, avvertendo però dei fastidi che non erano quelli che avrebbe voluto sentire. Da qui la scelta, concordata con staff tecnico e medico della nazionale, di rimuovere la placca inserita dopo il tremendo infortunio del 3 aprile 2025 sulla Mediolanum dell’Alpe di Lusia e valutare se fare al contempo la pulizia del menisco.
È una situazione totalmente opposta a quella vissuta lo scorso anno, quando Fede spinse forte sull’acceleratore per recuperare la migliore condizione possibile, spronata all’idea di prendere parte ai giochi olimpici di Cortina (all’epoca, l’idea di vincere due medaglie d’oro neppure gli passava per la testa…).
Qui la fretta non ha ragione di esistere: vero è che quest’anno a febbraio ci sono i mondiali a Crans Montana, ma a Brignone adesso interessa soltanto ritrovare la migliore condizione possibile per poter tornare a gareggiare senza troppi pensieri, magari provando ad allungarsi la carriera di uno o due anni. E se capirà che non ne varrà la pena, state pur certi che sarà la prima a fermarsi e annunciare il ritiro.
L’esito dell’intervento: il menisco non è stato toccato
L’operazione alla quale si è sottoposta in giornata Federica pare comunque finalizzata a un recupero più certo e definito. I tempi però, nessuno li conosce: dopo aver letteralmente bruciato le tappe nella passata stagione, riuscendo a rientrare in gara a 9 mesi e mezzo da un incidente che di solito impone uno stop di non meno di un anno (qualcuno ha impiegato pure un anno e mezzo per farlo), è lecito aspettarsi un altro recupero rapido.
L’equipe che è intervenuta sulla gamba di Brignone ha provveduto unicamente a rimuovere rimozione placca e viti al piatto tibiale, senza intervenire sul menisco o altre articolazioni.
A questo punto è possibile che nel giro di un paio di mesi l’atleta possa tornare alla piena attività, sebbene il prof. Andrea Panzeri ha parlato di qualche settimana per ricominciare a lavorare. “L’artroscopia eseguita sul ginocchio ha confermato la situazione che ci aspettavamo. Le sono state tolte la placca e le viti e non si è reso necessario alcun altro genere di intervento. Federica inizierà subito la fisioterapia e nel giro di qualche settimana potrà ricominciare l’attività fisica“.
Fede, parte il conto alla rovescia: quando può tornare
Ipotizzare un tempo definitivo è un po’ azzardato, perché sono tutte ipotesi che lasciano il tempo che trovano, dal momento che ogni corpo reagisce in maniera differente. E molto dipenderà dalle sensazioni che avvertirà l’atleta sarà possibile avere un quadro più definito.
Di sicuro c’è che nella migliore delle ipotesi il ritorno in Coppa del Mondo di Brignone potrà avvenire soltanto a fine novembre nella trasferta nordamericana (tre giganti tra Killington e Mont-Treblant, con la prima discesa in programma a Beaver Creek l’11 dicembre), oppure ancora più probabile a ridosso delle festività natalizie con le gare di St. Moritz.
Non si può neppure escludere l’eventualità che Fede decida di rientrare per le gare italiane in Val di Fassa e a Cortina in programma nella parte centrale di gennaio. Ma tutto dipenderà dall’esito dell’intervento, e soprattutto da quello che sentirà Brignone una volta rimessi sugli sci. Perché l’imperativo è di non sentire più dolore: su quello, Fede ha deciso di non voler più sciare.
