Una notizia drammatica sconvolge il mondo del calcio. All’età di 48 anni è morto, questa mattina, Alexander Manninger, ex portiere di Juventus, Udinese, Fiorentina e Bologna. Come riferito dalla Bild, Manninger è rimasto coinvolto in un tragico incidente nella regione di Salisburgo che non gli ha lasciato scampo. La sua auto è stata travolta da un treno: per l’ex calciatore non c’è stato nulla da fare.
- Juventus, è morto Alex Manninger
- Inutile ogni tentativo di rianimare l’ex portiere
- Uno scudetto con la Juventus
- Portiere ‘nomade’, colonna dell’Austria
- Il cordoglio di Juventus e Bologna
- Il ricordo di Gigi Buffon
Juventus, è morto Alex Manninger
In base alle prime ricostruzioni, l’impatto è avvenuto quando le lancette dell’orologio segnavano le 8:20 di questa mattina, giovedì 16 aprile. Lo scontro tra il minivan Volkswagen di Manninger e il treno si è verificato a Nußdorf, in prossimità della fermata di Pabing, in corrispondenza di un passaggio a livello non sorvegliato.
Ad avere la peggio è stato l’ex calciatore, mentre – da quanto si apprende – i circa 25 passeggeri del convoglio e il macchinista sono rimasti illesi.
Inutile ogni tentativo di rianimare l’ex portiere
La Bild fa sapere che sul luogo dell’incidente sono intervenute le squadre di soccorso della Croce Rossa e i vigili del fuoco. Dopo essere riusciti a estrarre Manninger dalle lamiere del suo veicolo distrutto dall’impetto col treno, i medici hanno provato di tutto per rianimarlo, anche tramite l’uso di un defibrillatore.
Ma ogni tentativo è risultato purtroppo inutile. Sono in corso indagini per stabilire l’esatta dinamica degli eventi che hanno causato l’incidente. L’inchiesta aperta dalla Procura esaminerà ogni dettaglio: dai dati elettronici del minivan su cui l’ex portiere viaggiava da solo al corretto funzionamento del segnale rosso del semaforo che annuncia l’imminente passaggio del treno.
Uno scudetto con la Juventus
La morte improvvisa di Manninger per un incidente stradale è arrivata come una doccia gelata. Solo una settimana fa, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, raccontava la sua nuova vita da falegname, ovvero un ritorno al lontano passato e ai tempi in cui non era ancora un calciatore.
Ha militato in diversi club italiani, tra cui Torino, Bologna, Brescia e Siena ma la parentesi più significativa è senza dubbio quella aa Juventus: quattro stagioni in bianconero tra il 2008 e il 2012 prima di trasferirsi in Germania, all’Augusta. Con la ‘Signora’ ha collezionato 27 presenze complessive. In bianconero l’apice dello scudetto vinto nel 2012.
Portiere ‘nomade’, colonna dell’Austria
Nato a Salisburgo nel 1977, ha mosso i primi passi nel settore giovanile della squadra della sua città, prima di intraprendere un lungo viaggio calcistico in giro per l’Europa, con diverse tappe anche in Italia. Dopo l’esordio con il Vorwärts Steyr, ha vissuto una carriera da vero “nomade del calcio”, difendendo i pali di numerosi club europei e conquistando ovunque la stima di tifosi e compagni grazie a professionalità e affidabilità. Con la Nazionale austriaca ha collezionato 33 presenze tra il 1999 e il 2009, confermandosi per un decennio come uno dei punti fermi del gruppo.
Ha vissuto anche una parentesi fantastica all’Arsenal, facendo parte della storica rosa guidata da Arsène Wenger che vinse la Premier League nella stagione 1997-1998, oltre alla FA Cup. In totale, nel corso della sua carriera, ha indossato la maglia di ben 13 club diversi: l’ultimo è stato il Liverpool, con cui, però, non ha mai giocato.
Il cordoglio di Juventus e Bologna
Con un post su Instragram la Juventus ha reso omaggio a Manninger. “Oggi è un giorno molto triste. Abbiamo perso non solo un grande atleta, ma un uomo di rari valori. Alex Manninger sarà ricordato per l’esempio che ha dato, dentro e fuori dal campo. La Juventus esprime le più sentite condoglianze per la scomparsa di Alex Manninger e si stringe alla famiglia in questo momento di dolore”.
Così, invece, il Bologna su X: “Il Bologna FC 1909 esprime il proprio cordoglio per la tragica scomparsa di Alexander Manninger, che aveva vestito la maglia rossoblù nella stagione 2003-04. Alla famiglia vanno le nostre più sentite condoglianze”.
Il ricordo di Gigi Buffon
Ecco il messaggio di Gigi Buffon, ex compagno di squadra ai tempi della Juventus:
“Ogni parola è superflua. Ogni lacrima sarebbe solo l’ennesima per la perdita di un amico e di una persona che ho sempre ammirato. Hai scelto di rimanere indipendente dall’assuefazione del mondo del calcio, andando alla ricerca della tua felicità nelle cose semplici: una vita salutare nei boschi, la pesca, la natura, la famiglia. Questo era il tuo credo.
In un mondo spesso curvo e genuflesso, che rincorre sopraffazione, carrierismo e guadagni facili, tu hai sempre rivendicato la tua libertà, mantenendo una postura eretta, con l’orgoglio di chi sa cosa vuole. Hai avuto la forza di allontanarti da tutto questo e guardarci con quel tuo sorriso sornione, come a dire: “siete tutti matti, non mi avrete mai”. Spero, anzi, sono certo, che da lassù continuerai a guidare i tuoi splendidi bambini e la tua giovane moglie. Riposa in pace. Gigi”.
