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Calciopoli, l'ex interista Cruz fa infuriare la Juventus

Si riaccende lo scontro tra nerazzurri e bianconeri dopo la scandalo di tredici anni fa.

Calciopoli continua a far discutere 13 anni e mezzo dopo l’esplosione dello scandalo che ha sconvolto il calcio italiano. Tifosi interisti e juventini si scontrano sui social in queste ore dopo le parole dell’ex attaccante dei nerazzurri Julio Cruz, che in un’intervista a Infobae è tornato sulla questione attaccando duramente la Vecchia Signora.

“Da Calciopoli in poi l’Inter ha iniziato a vincere titoli. Prima non poteva perché perdeva partite incredibili. Alcune mi sono sembrate strane, con gli arbitri che intervenivano così tanto. Mi facevano fallo da rigore e mi dicevano che avevo simulato…”, spiega El Jardinero.

L’argentino, che vinse quattro scudetti con i nerazzurri, ricorda un aneddoto di quando giocava al Bologna: “Nel 2003 ci fu una partita contro la Juventus. Stavamo vincendo 2-0 e stavamo gestendo con tranquillità, giocando in modo spettacolare, e alla fine abbiamo pareggiato. Gli ultimi minuti furono qualcosa di incredibile, ci fischiarono tutti i falli contro e diedero 7 minuti di recupero. Finimmo per pareggiare al 95′ minuto”.

“Come fu possibile dare così tanti minuti di recupero? Ogni contatto con gli avversari era un fallo per loro. Uno poteva pensare che potesse capitare, ma poi tutto venne alla luce. Fu qualcosa di molto forte, il calcio italiano è visto in tutto il mondo”, sono le parole che stanno generando polemica sui social.

Cruz ha parlato anche del suo periodo in nerazzurro, e in particolare di Adriano: “Adriano era un ragazzo fantastico. È cresciuto in una favela, con problemi personali. La morte del padre ha fatto scattare un click nella sua testa ma in negativo. Ovviamente tutti abbiamo cercato di aiutarlo. Gli argentini, i portoghesi, come Figo, che parlavano la stessa lingua. Gli abbiamo parlato tutti, ma la mente umana è speciale”.

“Non puoi sapere quello che uno pensa. Parlavamo con lui, ma mezz’ora dopo faceva quello che voleva. È entrato in depressione e non aveva la compagnia giusta intorno a lui e non l’hanno aiutato come avrebbero dovuto. È stato un peccato, perché era un fenomeno”.

SPORTAL.IT | 13-12-2019 10:03

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