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Calori, il tecnico che porge l'altra guancia

"Ringrazio anche chi ha individuato in me la causa di tutti i mali" ha scritto in una lunga lettera.

“Ringrazio Trapani e i trapanesi, le tante persone che mi hanno manifestato stima e rispetto. Anche chi ha individuato in me la “causa di tutti i mali”. Chi si assume responsabilità, chi “ci mette la faccia”, come si usa dire oggi, lo sa quali sono i rischi”. Alessandro Calori, che ha chiuso la sua esperienza con il Trapani, ha scritto una lunga lettera.
“Non mi piace raccontare le favole alla gente – vi si legge ancora -. So che spesso, in questo mondo, ma non solo in questo, è più facile, più comodo, certamente più utile, ma io non l’ho mai fatto, mai lo farò. Piuttosto preferisco stare zitto. Capisco le loro difficoltà a comprendere situazioni non semplici, la loro delusione per essere arrivati a sognare la serie A ed essersi ritrovati appena pochi mesi dopo ultimi in classifica senza alcuna speranza di mantenere la categoria, la loro ambizione a volere subito riprendersela quella categoria. Comprendo anche la difficoltà di accettare una categoria inferiore, rispetto alle quattro stagioni precedenti. Mi auguro solo che alcune posizioni siano state frutto di tutto questo, che è umano e comprensibile, e non di certe prevenzioni e strategie, che spesso si verificano in tutte le realtà, non tanto per me, ma più che altro perché non avrebbe reso alcun aiuto alla loro squadra, anzi. In ogni caso, li ringrazio comunque, anche per avere tenuto fuori i miei ragazzi dalle loro contestazioni. Questa è l’unica cosa che non avrei mai tollerato. Il clima della partita contro il Carpi al Provinciale dell’ultimo campionato di serie B, la prima che ho visto da spettatore, non credo la dimenticherò mai. Con molti di quegli stessi ragazzi abbiamo fatto un girone di ritorno eccezionale, con numeri da promozione diretta”.
“Ho riflettuto a lungo se scrivere queste righe, perché so benissimo che susciterà commenti di svariato genere. Ma l’ho ritenuto doveroso per avere la possibilità di ringraziare coloro che mi sono stati vicini in un percorso complesso, ma per certi aspetti bellissimo. Sono arrivato a Trapani in una situazione sportiva disperata. A fine girone d’andata il Trapani era retrocesso, senza alcuna speranza di poter risalire la china. Mai nessuna squadra nella storia si è salvata chiudendo il girone d’andata a 13 punti e con un impressionante distacco dalla zona salvezza. C’era un ambiente in cui la disperazione aveva dato spazio alla frustrazione. Nessuno avrebbe scommesso un centesimo sulla possibilità di salvezza del Trapani. Abbiamo messo a  disposizione il nostro lavoro, abbiamo fatto parlare di noi, dell’impresa che stavamo facendo tutta l’Italia sportiva. Siamo arrivati vicinissimi a compiere un vero e proprio miracolo sportivo, pagando solo nella parte finale del campionato la stanchezza di una rincorsa incredibile ed una combinazione di risultati delle altre squadre che ci ha penalizzato. La retrocessione assolutamente immeritata per quanto avevamo fatto nel girone di ritorno ed una serie di vicissitudini che hanno colpito la famiglia Morace aveva fatto temere la fine del Trapani Calcio, ma la volontà del Presidente, la sua voglia di non arrendersi hanno portato alla decisione di affrontare una realtà nuova, un campionato di serie C complesso, con una squadra da ricostruire, tranne per qualche elemento, con le difficoltà che immancabilmente vi sarebbero state. Ho voluto ancora una volta affrontare questa sfida, consapevole delle aspettative della gente, ma anche delle difficoltà, cui nel nostro percorso se ne sono aggiunte altre, assolutamente non prevedibili” ha aggiunto Calori.

SPORTAL.IT | 23-07-2018 17:20

Calori, il tecnico che porge l'altra guancia Fonte: 123RF

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