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Caos Nazionale: le scelte delle ASL e il caso Inter

Al momento, solo 18 giocatori hanno raggiunto Coverciano. Marotta chiede lo stop.

09-11-2020 08:55

Un caos generale che sta creando una serie di infuocate polemiche. Il tema principale riguarda le ASL che hanno deciso di non permettere ai giocatori di diversi club di rispondere alla chiamata delle rispettive nazionali.

Come comunicato dalla FIGC, al momento sono 18 i giocatori che hanno potuto raggiungere Coverciano e mettersi a disposizione della Nazionale (già orfana del CT Roberto Mancini, attualmente positivo al Covid-19 e, per questo, in isolamento).

Dei 41 giocatori azzurri convocati (proprio per non avere sorprese legate a possibili problematiche Covid-19), solo i seguenti giocatori non sono stati “fermati”: Belotti, Bernardeschi, Calabria, Cragno, Criscito, Di Lorenzo, El Shaarawy, Emerson, Gagliardini, Grifo, Lasagna, Orsolini, Pellegri, Luca Pellegrini, Pessina, Sirigu, Soriano e Tonali.

Al momento, sono sei i club che non hanno potuto lasciar andare i propri tesserati per l’intervento delle rispettive ASL di competenza. Nello specifico, i nazionali di Fiorentina, Genoa, Lazio, Roma, Sassuolo e Inter (in realtà i nazionali nerazzurri sarebbero liberi di andare in nazionale ma solo con mezzi privati).

In attesa di novità, la Nazionale si appresta ad affrontare un trittico di partite (amichevole con l’Estonia e, successivamente, le due gare di Nations League con Polonia e Bosnia) con gli uomini contati.

L’amministratore delegato dell’Inter Beppe Marotta ha richiesto il pronto intervento del Governo per trovare un’uniformità di giudizio e scongiurare il rischio di condizionare il rendimento delle squadre in campionato. “Se dovesse servire un momento di stop, propongo di fermarci tutti per 15 giorni, fissare un regolamento chiaro e uguale per tutti, e poi si riparta”, le sue parole alla Gazzetta dello Sport.

Poter contare sui propri nazionali in questo periodo, in cui ci sono tante partite all’orizzonte, sarebbe un vantaggio enorme rispetto a chi vedrà le proprie rose ridotte all’osso per gli impegni dei propri nazionali.

Una situazione complicata. Sotto accusa l’UEFA e, in particolare, la Nations League, torneo che, alla luce della situazione in cui versa il calcio, avrebbe potuto anche essere sospeso o rinviato. Da capire le prossime scelte delle ASL e l’eventuale presa di posizione del Governo attraverso il ministro Vincenzo Spadafora.

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