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Capoverde può fare la storia: dalla favola Vozinha a Pico Lopes al Mondiale grazie a LinkedIn

Gli Squali Blu si giocano il tutto per tutto questa notte contro l'Arabia Saudita. Una vittoria significherebbe approdare ai sedicesimi di finale del torneo

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Luca Di Loreto

Luca Di Loreto

Giornalista

Giornalista pubblicista, appassionato di sport ma calcio e tennis restano un capitolo ineguagliabile. Ho capito che il calcio è una cosa seria quando ho pianto nel giorno in cui Del Piero ha smesso di giocare. Ho scoperto che dopo Federer e Nadal il tennis ha vita ancora lunga quando un giovanissimo italiano fulvo di 19 anni - era il 2020 - esultava a Sofia per la prima volta in carriera

Un piccolo arcipelago vulcanico al largo delle coste dell’Africa occidentale, nel cuore dell’Oceano Atlantico, è a un passo da un’impresa che avrebbe il sapore della leggenda. Capoverde, appena mezzo milione di abitanti e una tradizione calcistica lontana dai riflettori, questa notte può conquistare i sedicesimi di finale del Mondiale alla sua prima storica partecipazione. Dopo aver sorpreso tutti fermando la Spagna sullo 0-0 e strappando un prezioso 2-2 all’Uruguay, gli Squali Blu si giocano il passaggio del turno contro l’Arabia Saudita con il destino nelle proprie mani. Un percorso straordinario, frutto di un progetto costruito negli anni e impreziosito dalle storie dei suoi protagonisti: dal portiere simbolo quarantenne Vozinha al difensore Roberto “Pico” Lopes, che ha scoperto di essere stato convocato in Nazionale grazie a un messaggio ricevuto su LinkedIn.

Vozinha, il leader che non smette di stupire

La favola di Capoverde ha il volto di Vozinha. A 40 anni il capitano degli Squali Blu è diventato uno dei protagonisti del Mondiale, ma la sua storia è tutt’altro che comune. Dopo la fine dell’ultima esperienza con il club saudita dell’Al-Taraji, il portiere è rimasto senza squadra e si è presentato all’appuntamento più importante da svincolato. Una condizione insolita per un giocatore capace di esaltarsi sul palcoscenico più importante del calcio. Contro la Spagna è stato il grande protagonista dello 0-0 con una serie di interventi decisivi che hanno tenuto in vita il sogno degli africani. Per i tifosi è molto più di un capitano: è il volto di una nazionale che ha saputo crescere passo dopo passo, passando dalle prime soddisfazioni in Coppa d’Africa fino al palcoscenico più importante del calcio mondiale.

Pico Lopes e quel messaggio su LinkedIn che gli ha cambiato la vita

Tra le storie più incredibili della spedizione capoverdiana c’è anche quella di Roberto “Pico” Lopes. Nato a Dublino, con padre originario di Capoverde, il difensore stava portando avanti la propria carriera nei campionati irlandesi quando ricevette un messaggio destinato a cambiargli la vita. Arrivò su LinkedIn, il social dedicato al mondo del lavoro. A scrivergli è stato Rui Águas, allora commissario tecnico della nazionale, che stava cercando calciatori con radici capoverdiane sparsi per il mondo. Lopes, non conoscendo il portoghese, pensò inizialmente a un tentativo di truffa e ignorò quel messaggio, ma solo dopo diversi mesi decise di tradurlo e capì che era una convocazione vera. Da allora non ha più lasciato la nazionale, diventando uno dei pilastri della squadra arrivata fino al Mondiale.

Il sogno costruito dalla diaspora

Proprio Rui Águas è stato uno dei principali artefici della crescita dell’isola felice capoverdiana. L’ex tecnico (l’attuale allenatore è Pedro Leitao Brito per tutti Bubista) intuì che il futuro della Nazionale passava anche dalla ricerca dei tanti calciatori di origine capoverdiana cresciuti in Europa. Un lavoro di scouting e di convincimento che ha permesso di ampliare il bacino di talenti e costruire una squadra competitiva, senza perdere identità e senso di appartenenza. Oggi quella strategia sta dando i suoi frutti e Capoverde, in questo mondiale si sta dimostrando una squadra organizzata, capace di mettere in difficoltà avversari molto più quotati e di presentarsi all’ultima giornata con la concreta possibilità di raggiungere i sedicesimi di finale.

Novanta minuti per entrare nella leggenda

La sfida contro l’Arabia Saudita vale molto più di una semplice qualificazione al tabellone della fase a eliminazione diretta. Per Capoverde significherebbe scrivere una delle pagine più belle della propria storia sportiva e regalare un’impresa destinata a essere ricordata per generazioni. Dalla leadership di Vozinha alla storia quasi surreale di Pico Lopes, convocato grazie a un messaggio su LinkedIn, gli Squali Blu hanno già conquistato il cuore degli appassionati e adesso vogliono completare la favola con un’altra notte da ricordare.

Capoverde può fare la storia: dalla favola Vozinha a Pico Lopes al Mondiale grazie a LinkedIn Getty

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