Se sia solo la punta di un iceberg e ci si avvii verso una Calciopoli-2 o se tutto verrà chiarito dopo l’inchiesta che ha portato all’avviso di garanzia per il designatore Rocchi (che sarà ascoltato in Procura il 30 aprile e che si è dimesso così come il supervisore Var Gervasoni) lo scopriremo, anche se è probabile che la vicenda non si risolva in pochi giorni. Troppo pochi ancora gli elementi per farsi un’idea chiara ma è da quegli elementi che si può partire per una prima analisi mentre trapela il forte nervosismo dell’Inter che lamenta di essere tirata in ballo senza motivo.
- Inter allibita ma tranquilla
- Cosa successe in Inter-Verona
- Per Marelli il gol di Frattesi era da annullare
- Cesari bocciò il Var Nasca
- Cosa successe in Bologna-Inter
- Cosa dice il regolamento
- La spiegazione di Marelli
- Cosa successe in Inter-Milan di coppa Italia
- La moviola di Calvarese
- La sentenza di Cesari
Inter allibita ma tranquilla
Nessuna reazione ufficiale del club nerazzurro ma trapela fastidio per quanto sta venendo fuori. La Gazzetta e il Corriere della sera parlano di un Marotta allibito ma tranquillo per una vicenda giudiziaria inattesa che rischia di macchiare lo scudetto. L’Inter si chiede che colpe possa avere se le gare che finora sono venute fuori l’hanno vista in gran parte sconfitta o anche penalizzata dalle decisioni di quegli arbitri che avrebbero dovuto essere “graditi”. Nel mirino degli inquirenti finora sono saltate fuori tre gare con i nerazzurri in campo, ovvero Inter-Verona della stagione 2023-2024 con la gomitata di Bastoni non sanzionata e le due della scorsa stagione in cui il designatore Rocchi avrebbe fatto le sue scelte per tutelarli. Ovvero Bologna-Inter 1-0 del 20 aprile e Inter-Milan 0-3 semifinale di coppa Italia del 23 aprile, dove fu designato lo “sgradito” Doveri per evitare di mandarlo in una finale con l’Inter in campo e nelle gare decisive per lo scudetto di fine stagione.
Cosa successe in Inter-Verona
Veniamo alla prima partita in esame, Inter-Verona dell’8 gennaio 2024 (relativa alla stagione 2023/24, quella della seconda stella dei nerazzurri, finita 2-1). In quell’occasione non fu punita una gomitata di Bastoni su Duda, avvenuta a palla lontana pochi istanti prima del gol decisivo di Davide Frattesi. Detto che ci fu un cambio di arbitro in extremis: era stato designato Piccinini, non nuovo a dirigere le big (quell’anno aveva arbitrato già Milan e Juve) ma il fischietto forlivese dovette dare forfait e fu sostituito da Michael Fabbri, che sbagliò tutto o quasi.
Questi i principali episodi da moviola di quella gara. Nella ripresa annullato un gol di Lautaro Martinez per un fuorigioco millimetrico di Acerbi, autore dell’assist. Successivamente al 74’ Arnautovic nella metà campo gialloblù a contrasto con Magnani: il difensore del Verona strattona l’avversario con l’austriaco che ha la peggio cadendo a terra. Fabbri lascia proseguire osservando l’azione da pochi passi, evidenziando di lasciar proseguire dopo il recupero del Verona. Un recupero da cui parte il contropiede e che porta il team ospite a pareggiare con Henry: timide proteste dell’Inter per un presunto fallo a inizio azione su Arnautovic, check del VAR Nasca ma l’intervento è regolare e la rete del Verona viene convalidata.
Il caso eclatante al 93’: proteste sul gol di Frattesi per una gomitata evidente di Bastoni a Duda in area del Verona. Check del VAR, le immagini evidenziano il contatto ma la rete viene convalidata e Fabbri non viene neanche richiamato al monitor. Per proteste viene espulso Lazovic. Al 100’ rigore per il Verona con il VAR: Darmian colpisce Magnani sul piede, l’arbitro Fabbri viene richiamato all’on field review e assegna il penalty che però Henry sbaglia. C’è anche il brutto gesto di Acerbi e Dimarco che gli esultano in faccia (peggio di Bastoni con Kalulu).
Per Marelli il gol di Frattesi era da annullare
Luca Marelli spiegò a Dazn: “Sull’azione del primo gol di Henry l’Inter chiede un fallo di Magnani su Arnautovic, ma si trattengono entrambi i giocatori. Non c’è nulla da eccepire”. Poi sull’episodio-chiave: “Rete sulla quale si discuterà molto. C’è un fallo di Bastoni su Duda, con il difensore dell’Inter che lo guarda e gli dà una gomitata. Il giocatore dell’Hellas accentua molto ma la cosa non cambia. Questa rete doveva essere annullata per il fallo di Bastoni su Duda. Bastoni non guarda più il pallone, guarda solo l’avversario e gli rifila una gomitata, non particolarmente forte ma c’è fallo. L’APP è la stessa, Bastoni colpisce poi la traversa. Ci sarebbe dovuta essere l’OFR con annullamento della rete e giallo per Bastoni. Rigore Verona? Chi arriva prima ha ragione. È un calcio di rigore codificato».
Cesari bocciò il Var Nasca
Secondo Graziano Cesari l’operato di Nasca, che era al Var, era da bocciare: “Quando Bastoni esce dall’area di rigore si vede chiaramente una gestualità col braccio – le parole dell’ex arbitro a Sportmediaset -. Fabbri non poteva vederlo, il Var doveva intervenire. Il fatto che successivamente sia stata colpita una traversa e dunque sia cominciata una nuova azione non conta: se c’è un grave fallo di gioco, o condotta violenta come in questo caso essendo il pallone lontano, bisogna annullare il gol”.
Cesari ha però più di un dubbio anche sulla rete dell’1-1 firmata da Henry, scaturita da un contrasto Magnani-Arnautovic: “Arnautovic afferra inzialmente la maglia di Magnani, ma quando l’austriaco cade entrambe la mani di Magnani sono sulla sua schiena e in questi casi di solito viene fischiato il fallo. Anche qui, doveva intervenire il Var”.
Corretta invece la chiamata del Var sul rigore per l’Hellas, poi fallito dallo stesso Henry: “Assolutamente corretto fischiare il penalty per il fallo di Darmian su Magnani, finalmente una chiamata giusta da parte del Var, che resta però bocciato totalmente”.
Cosa successe in Bologna-Inter
Veniamo a Bologna-Inter (20 aprile 2025): dirige Andrea Colombo, come ‘arbitro’ gradito alla squadra ospite, l’Inter, impegnata nella lotta alla corsa scudetto, ormai alle battute finali della stagione calcistica” come si legge nelle carte dell’inchiesta pubblicate dall’Agi. La gara in questione è quella terminata col punteggio di 1-0 grazie al gol di Orsolini.
L’arbitraggio del fischietto comasco fu assai contestato e a fine gara non fece neanche a tempo a fischiare la fine di Bologna-Inter Colombo che si ritrovò attorniato da mezza squadra dell’Inter capeggiata da Inzaghi. Proteste vibranti e polemiche per un episodio legato al gol partita di Orsolini. Nel mirino la rimessa laterale da cui è scaturita l’azione che, su una successiva rimessa, ha portato al gol di Orsolini. Inzaghi ha protestato davanti alle telecamere per la posizione irregolare (15 metri più avanti rispetto a dove era effettivamente uscita la palla) di cui hanno beneficiato i felsinei al momento della prima battuta. In campo dalle immagini si nota come lo stesso Inzaghi e i calciatori dell’Inter non hanno protestato sul primo fallo laterale, quello incriminato. Poi la palla esce per una seconda volta e da quella rimessa in gioco nasce il gol dell’1-0 per il Bologna. Solo in un secondo momento i nerazzurri hanno alzato la voce.
Cosa dice il regolamento
L’errore è stato commesso da Colombo e dal IV uomo che, da regolamento, avrebbero dovuto invertire la rimessa da fallo laterale. Lo si legge nel regolamento al punto 3 delle note in calce alla norma numero 15: “Se un calciatore effettua la rimessa in modo irregolare o da una posizione diversa rispetto a quella prescritta, come si comporterà l’arbitro? Assegnerà la rimessa all’altra squadra”.
La spiegazione di Marelli
A fare chiarezza sull’episodio fu il talent di Dazn, Luca Marelli, che spiegò: “Il pallone esce di fronte alla panchina dell’Inter, la rimessa stessa verrà battuta più avanti, con una distanza di 13-14 metri rispetto al punto di uscita. Il guadagno dei metri è eccessivo, mentre sulla seconda è tutto regolare. Il Var non è intervenuto perchè su queste situazioni non può”.
Cosa successe in Inter-Milan di coppa Italia
Un altro capo d’imputazione fa riferimento a un Inter-Milan di Coppa Italia. Rocchi, scrive il pm, “quale designatore in concorso con più persone presso lo stadio San Siro, durante la gara di andata di Coppa Italia (2 aprile 2025), ‘combinava’ o ‘schermava’ la designazione del direttore di gara Daniele Doveri, ponendolo alla direzione della semifinale del torneo (23 aprile 2025) onde assicurare poi all’Inter direzioni di gara diverse dal ‘poco gradito’ Doveri per la eventuale successiva finale di Coppa Italia e per il resto delle partite del campionato di serie A” che erano di “maggiore interesse per la squadra milanese”. Il match terminò col punteggio di 3-0 in favore dei rossoneri guidati da Sergio Conceiçao e che si qualificarono quindi per la finale di Coppa Italia persa a Roma cotro il Bologna.
Questi gli episodi dubbi della gara. Al 40′ manca un giallo a Jimenez che trattiene vistosamente Mikhitaryan in una ripartenza possibile per i nerazzurri. Al 46′ contatto tra Taremi e Reijnders: non c’è irregolarità in area rossonera. Al 50′ proteste sul gol del raddoppio di Jovic ma il tocco con la mano è di Barella e Jovic si libera di De Vrij senza commettere infrazioni. Si lamenta anche Barella, che chiede una spinta di Rafael Leao che non incide. Al 52′ c’è un contatto in area sul braccio di Stefan de Vrij, ma è attaccato al corpo. Primo e unico giallo della gara al 71 ed è per Çalhanoğlu reo di aver commesso una scivolata irregolare su Reijnders. Al 72′ sbracciata evidente di Tomori su Zalewski, l’Inter riparte ma al termine dell’azione manca il giallo per il difensore del Milan. All’82’ entrata in ritardo su Lautaro Martinez da parte di Theo, il fallo c’è ma l’arbitro lascia correre. All’84’ Thiaw perde troppo tempo e fa battere la punizione difensiva a Maignan. Ma il difensore andava ammonito per perdita di tempo. Dopo il recupero Inter-Milan finisce 0-3.
La moviola di Calvarese
In merito al secondo gol rossonero disse la sua il talent di Prime, Giampaolo Calvarese, che sul suo sito spiegò: “Sul calcio d’angolo c’è un contatto tra De Vrij e Jovic, robusto ma ai limiti del regolamento: infatti il serbo si divincola in maniera energica del difensore dell’Inter – che lo stava cinturando in un corpo a corpo reciproco ma non falloso“.
La sentenza di Cesari
Per Graziano Cesari l’arbitraggio di Doveri era stato stratosferico e meritava 10. Spiegò il moviolista di Mediaset su Canale 5: «Si comporta benissimo all’inizio, quando placa le polemiche degli allenatori con degli avvertimenti. Infatti poi la situazione si calma. Inzaghi esce dall’area tecnica, va verso la linea di fondo, Doveri lo guarda come se gli dicesse “Mister, capisco tutto però dammi una mano”. Questo è l’atteggiamento giusto, di un arbitro che ha capito quali sono le difficoltà di una partita. Primo tempo di Doveri super perfetto».
Sul secondo gol rossonero l’ex arbitro genovese dice: «La protesta dell’Inter sul 2-0 al 49′ arriva da parte di Josep Martinez, che sente una trattenuta. Ma la trattenuta la fa Bisseck, successivamente i giocatori del Milan non si scontrano mai col portiere nerazzurro. È quest’ultimo che ha una lettura a mio parere imperfetta, e va a scontrarsi col suo capitano. Di falli da parte dei rossoneri non ce ne sono assolutamente e diventa un gol regolare. Dopo un brevissimo check, Mazzoleni al VAR lo conferma. Il primo giallo della partita arriva al minuto 71′ ai danni di Calhanoglu. Quando un giocatore in ritardo si allunga per cercare di fermare una avversario il cartellino giallo è automatico».
Graziano Cesari infine trova l’unico errore in Inter-Milan: «Sul gol di Reijnders, Doveri per star vicino ai calciatori probabilmente impatta con Correa, oppure non permette a quest’ultimo un intervento corretto. Probabilmente l’arbitro limita il giocatore dell’Inter, ma è un fatto casuale e di dinamica. C’è l’azione che continua e c’è il gol perfettamente regolare».
