Stop, basta così. Dopo settimane di audizioni e testimonianze, l’inchiesta sugli arbitri della Procura di Milano si ferma. Il pm Ascione ha sospeso i colloqui. Un incontro pomeridiano tra il procuratore di Milano Marcello Viola e il pubblico ministero ha portato a un cambio di scenario. Dopo giorni di audizioni in Procura (ultimo ad essere ascoltato è stato il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni) si tornerà a studiare le carte. Nei prossimi 10-14 giorni non sono attese nuove persone iscritte nel registro degli indagati. Ecco cosa succede adesso.
Entro luglio la chusura delle indagini
Lo stop alle audizioni indica una cosa ben precisa, ovvero che negli ultimi giorni non sono emersi elementi di novità rispetto all’indagine. Le prossime settimane serviranno per capire se si arriverà al rinvio a giudizio di alcuni dei cinque indagati oppure all’archiviazione. L’Inter, in particolare, è sempre meno sotto i riflettori. Nelle intercettazioni non risulta nulla di rilevante Ascione ha ottenuto una proroga fino a novembre ma l’obiettivo sembra essere il voler arrivare a una chiusura delle indagini per fine giugno o inizio luglio. A quel punto, la Procura Figc riceverà gli atti e si aprirà il capitolo della giustizia sportiva. La posizione dell’Inter appare sempre più marginale nella vicenda, vanno acclarate eventuali responsabilità del designatore Rocchi e di Gervasoni ma l’impressione che non ci siano prove forti c’è.
Le due ipotesi
Due sono le strade ipotizzabili: o la Procura ha scelto di tenere nascoste le proprie carte e che lo stop alle audizioni serva per metterli insieme e per arrivare alla conclusione rapida dell’indagine con la valutazione di eventuali profili per i quali chiedere un rinvio a giudizio sono mancati i riscontri e la vicenda è destinata a sgonfiarsi senza lasciare conseguenze ma con tanti dubbi sui danni d’immagine arrecati non solo agli indagati ma a tutto il movimento arbitrale. La Giustizia sportiva intanto aspetta. Il procuratore capo Giuseppe Chiné non ha ancora ricevuto nulla, avrà le carte quando il pm Ascione riterrà di poterle inviare senza alcun rischio di compromettere la propria attività. A quel punto sarà chiaro se e in che modo si possano ravvisare gli estremi per l’apertura di un processo, ricordando che i parametri del Codice di giustizia sportiva sono diversi da quelli penali.
I tifosi si spaccano sui social
Fioccano le reazioni sui social. In tanti sottolineano come sarebbe assurdo e poco credibile che la Procura non abbia nulla in mano: “Ma secondo voi Ascione, che dicono essere un gran magistrato, non ha niente di meglio da fare che formulare un’accusa ben precisa basata sul nulla? ” e poi: “Non vi vedevo così garantisti quando i punti a campionato in corso venivano tolti, ridati, poi tolti, senza che nemmeno uno straccio di procedimento ordinario fosse in corso” e anche: “Ormai da due settimane state trattando un PM della Repubblica Italiana come un incompetente”.
C’è anche l’altra campana: “Tra l’altro non ci sono evidenze di alterazioni: è tutto così semplice, limpido e trasparente. Anzi, ci sono segni chiari di danni all’Inter da parte di tutta una serie di personalità spiccatamente anti-Inter, in politica e in federazione e Uefa e Fifa” e poi: “Quel che diciamo sin dall’inizio: si sta discutendo sul nulla. Letteralmente sul nulla. In compenso il danno di immagine a persone e società è già stato fatto, anche grazie a soggetti che hanno parlato come se fossero già state emesse sentenze definitive” e ancora: “Il PM Ascione da Napoli ha cavalcato una ipotesi di reato che forse reato non è perché il fatto non sussiste. Attendiamo la chiusura indagine”
C’è chi scrive: “Questo teatrino è stato messo su solo per tirare in ballo l’Inter. E il merito è in gran parte di tutti i fenomeni deliranti della Marotta Light” e poi: “Se l’indagine di due anni, costata chissà quanto ai contribuenti, non porta a nulla l’intera procura di Milano andrebbe rasa al suolo – mandato via il procuratore capo, inviati gli ispettori e presi provvedimenti disciplinari, ovviamente credo e spero che non sia così e che Ascione sia serio e presto cali le carte, altrimenti va seppellito”, oppure: “2 settimane di nulla. E non ha neanche ascoltato Rocchi, pur convocato, che si è avvalso della facoltà di non rispondere. Indagini e meravigliosa. Siamo di fronte all’ennesima barzelletta italiana” e ancora: “Mi attengo alla parole della Gip che a Giugno scorso ha negato ad Ascione la prosecuzione delle intercettazioni… ” Filone investigativo ormai spremuto ed essiccato”…Parole inequivocabili”.
