E’ stata una vera maratona quella di ieri in tribunale ma l’inchiesta sulla frode sportiva e sul mondo arbitrale stenta a decollare, almeno stando agli elementi emersi colpiti. Ieri Giorgio Schenone, l’ufficiale arbitrale dell’Inter, è stato interrogato per più di tre ore dal procuratore Ascione ma esce dall’udienza senza accuse e questa è una buona notizia per il club nerazzurro. Durante l’udienza, il procuratore Ascione non ha presentato a Schenone alcuna intercettazione rilevante che lo riguardasse. E’ stato ascoltato come una persona informata dei fatti, non indagata. Schenone ha spiegato di non aver mai fatto pressioni su Rocchi per ottenere designazioni favorevoli.
Cosa succede ora
Dopo Schenone è stata la volta di Dino Tommasi – il neo-designatore di Serie A e B ad interim dopo l’auto sospensione di Rocchi – e di Antonio Zappi, ex presidente dell’Aia squalificato per 13 mesi per le pressioni illecite esercitate la scorsa estate sui vertici degli organi tecnici di Serie C e D. Entrambe le audizioni sono durate più di due ore. Il pm Ascione avrebbe fatto sentire loro intercettazioni e audio, analizzando poi alcuni documenti ma anche loro due sono stati sentiti come persone informate sui fatti: al momento non ci sono infatti altri indagati. Il magistrato ora accelera i tempi, la prossima settimana sono previste altre udienze.
Lo sfogo di Ravezzani
Qualcosa non torna a Fabio Ravezzani. Il direttore di TeleLombardia scrive su X/twitter: “Tra le curve di tifosi qui che urlano alla nuova Calciopoli o all’innocenza per partito preso, confermo quel che ho scritto e detto dal primo giorno: l’inchiesta sui presenti favori arbitrali mi pare debole, incoerente e molto pasticciata. Pronto a cambiare idea, ma ci credo poco”.
I tifosi scatenati sui social
Fioccano le reazioni sul web: “L’inchiesta si trova nella fase delle indagini preliminari, le fonti di prova sono secretate. Cosa oggi ha in mano il PM è un mistero. Parlare di inchiesta e pasticciata la posiziona esattamente nella curva dei tifosi che va citando” e poi: “Il fatto che non siano emerse né intercettazioni né prove non significa che non esistano; l’intera faccenda è dichiarata “riservata”. Probabilmente abbiamo a che fare con un magistrato non sensazionalista, che segue le regole, e io aggiungo un bel “finalmente”…” e anche: “Non dobbiamo far finta che non ci sia niente che non va. Il dottor Ascione, un procuratore eccezionale, non perderebbe tempo se non ci fossero validi motivi. Qualcuno, a mio parere, sta tremando dalla paura, ma alla fine tutto si risolverà tra un drink e una chiacchierata.”
C’è chi scrive: “Non capisco come siamo arrivati all’Inter in Serie B partendo da un’indagine di cui si sa poco o nulla e nessun dirigente è sotto inchiesta. Sperano di lottare la giustizia sportiva con il senso di frustrazione di alcune tifoserie” e poi: “Eh, ma Ascione insiste…ancora…nonostante dopo un anno non ha ancora trovato nulla di rilevante...? Però vuole buttare nella gogna chiunque possa avere qualcosa legato all’Inter…! Ma è normale sta cosa..?” e anche: “Faccio fatica a trovare un’indagine più disastrosa di questa. Gli indizi contro la Stasi, a confronto, erano molto più convincenti”
Il web è scatenato: “Spero sinceramente che per il procuratore ci sia qualcosa di più delle solite chiacchiere. Perché se così fosse, dovrebbe essere licenziato in tronco e persino fargli causa per l’inutile spreco di denaro pubblico” e poi: “In effetti, il buon napoletano Ascione lascia da parte il buon Dela, che spesso, per sua stessa ammissione, ha fatto pressioni su Rocchi… oi vari dirigenti di Juventus e Milan. Mi sembra una vera e propria caccia alle streghe contro l’Inter, quando dirigenti di altre squadre hanno di fatto ottenuto l’improbabile” e infine: “Per i deficienti bianconeri ci deve essere qualcosa contro l’Inter. Altrimenti inizieranno a farsi del male da soli. Circa 20 mila pagine di prove verificate, 36 processi, griglie, SIM svizzere, promozioni, carriere, risultati truccati..”.
