Il codice segreto per dare suggerimenti al Var da dietro un vetro, qualche riunione “carbonara” per identificare l’arbitro più adatto per alcune partite e che non fosse sgradito ai potenti e poi? Le ultime notizie sull’inchiesta che ha squassato il calcio italiano e ha fatto temere una Calciopoli bis vanno verso il ridimensionamento della vicenda. Non ci sarebbero indagati dell’Inter e di altri club. Gli unici, almeno al momento, sono ristretti al mondo arbitrale, a partire da Rocchi e dall’altro dirigente dell’Associazione Italiana Arbitri, Marco Gervasoni. Nel registro ci sono altri nomi non ancora resi noti (si parla di altri arbitri) ma nessun dirigente o calciatore.
- Le tempistiche dell'inchiesta e le partite sotto esame
- La colpa di Rocchi
- La ricusazione degli arbitri
- Le beghe interne all'Aia
Le tempistiche dell’inchiesta e le partite sotto esame
Si sapeva già che l’inchiesta era antecedente la denuncia dell’ex assistente Rocca: può essere fissata a fine 2024, con i 18 mesi di indagine destinati a scadere presto. A quel punto ci sarà il deposito degli atti ed eventuali intercettazioni saranno rese pubbliche. Le partite a oggetto dell’indagine sono al momento cinque: Udinese-Parma, Inter-Verona e Bologna-Inter di Serie A, Inter-Milan di Coppa Italia, Salernitana-Modena di Serie B. Non è escluso che si aggiungano altre gare ma è certo che l’inchiesta non riguardi gare del campionato in corso.
La colpa di Rocchi
Appare quindi chiaro, anche alla luce di quanto stanno facendo emergere ex dipendenti Aia e gole profonde, che il reato ascritto a Rocchi di “concorso in frode sportiva” intanto non preveda la figura di dirigenti di club e poi che sia riconducibile alle pressioni fatte da lui e da Gervasoni nei confronti degli addetti al Var. Le rivelazioni sul “codice morse” con cui il designatore avrebbe condizionato gli addetti alla sala di Lissone sarebbero la “pistola fumante”. Nè Rocchi nè altri potevano stare lì, e questo è sicuramente censurabile e punibile ma per il tifoso la cosa da appurare è se i comportamenti del designatore fossero mirati a favorire questa o quella squadra o semplicemente ad aggiustare il tiro su qualche decisione dubbia di arbitro e Var.
In pratica la colpa di Rocchi e Gervasoni è quella di aver “aiutato” il Var a prendere una decisione corretta o di aver “alterato una partita?”. Per la giustizia sportiva probabilmente cambia poco, perchè comunque non poteva dare suggerimenti, per la credibilità del calcio cambia tutto. Anche il discorso degli arbitri sgraditi o graditi all’Inter potrebbe essere letto con occhiali differenti. Se non è stato Marotta o chi per lui a intimare: “Mandami Colombo” ma semplicemente una valutazione del designatore dopo una ricusazione che è prassi e non da oggi e che vale per tutti i club, la storia cambia.
La ricusazione degli arbitri
Le società hanno la possibilità per iscritto di indicare uno “sgradimento” di questo o quell’arbitro, sta poi al designatore far tesoro di quella “denuncia”. Che ci possa essere stata sudditanza psicologica nell’accontentare l’Inter su Doveri, ad esempio, è possibile ma che chi ha poi arbitrato l’Inter, gradito o meno al club nerazzurro, l’abbia poi favorita è smentito dai fatti. I tifosi vorrebbero essere rassicurati che non ci siano state partite alterate o falsate. Altra cosa è l’errore e di errori ed orrori in campo e nella sala di Lissone se ne son visti forse come mai prima in questi ultimi anni.
Le beghe interne all’Aia
Il sospetto che tutta questa vicenda abbia come base una storia di beghe interne all’Aia e di vendette trasversali è forte. Come finirà? Presto per dirlo, perché siamo appena agli inizi. Domani le designazioni per il campionato verranno fatte da Dino Tommasi, che occuperà ad interim il ruolo di Rocchi che si è autosospeso e che a sua volta dovrebbe essere ascoltato giovedì in Procura, anche se potrebbe avvalersi della facoltà di non rispondere, cosa che però gli precluderebbe di conoscere con esattezza i reati contestati. In attesa di altri elementi che possano chiarire il quadro come credete che finirà?
