E’ il giorno della Liberazione, il 25 aprile, quando un primo dispaccio dell’agenzia Agi torna a scuotere le fondamenta dell’universo calcistico già squassato dal flop Mondiale, da un’annata da dimenticare nelle coppe europee e dagli infiniti dibattiti su come resuscitare un movimento italiano ormai alla frutta. Si legge che il designatore Gianluca Rocchi è indagato per ‘concorso in frode sportiva’ e che gli sarebbe stato notificato un avviso di garanzia. L’inchiesta riguarda il campionato 2024-2025 ed è condotta dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione. Sono passati otto giorni ma cosa ha davvero in mano la Procura?
Le intercettazioni e le testimonianze
In questi giorni si è letto e sentito di tutto ma stringi stringi nel mirino ci sono due punti: le pressioni che il designatore e il suo vice Gervasoni avrebbero fatto in un paio di casi per condizionare il Var a prendere una decisione (Salernitana-Modena in B e Udinese-Parma in A e già lo spessore delle gare ci fa capire che non si tratta di big match o di campionati alterati) e un dialogo tra Rocchi ed altri soggetti non identificati in cui al designatore viene chiesto di non mandare Doveri ad arbitrare l’Inter. Cosa che Rocchi esegue a metà: manda Doveri nella semifinale di coppa Italia col Milan per evitare ai nerazzurri di mandare Doveri nell’eventuale finale (col Bologna e già detto così fa un po’ sorridere tant’è che l’Inter perde nettamente il derby per 3-0 e in finale non ci va) e manda Colombo – che sarebbe gradito a Marotta e compagni – per Bologna-Inter dove la squadra di Inzaghi inciampa, perde partita e anche scudetto dopo un gol nel finale di Orsolini contestatissimo per una rimessa laterale irregolare.
La posizione di Schenone
In mezzo ci sono esposti-denuncia di ex esponenti del mondo arbitrale che parlano malissimo di Rocchi (solo dopo essere usciti o mandati via dall’Aia) e che accusano il designatore di metodi sballati, c’è la posizione di Giorgio Schenone (Rocchi parlando con Gervasoni cita il nome di Giorgio come tra coloro che gli avrebbero detto che Doveri “non lo vogliono vedere più”), il referente arbitrale dell’Inter che pure dovrebbe essere chiamato a testimoniare, come ha fatto Gervasoni (negando ogni addebito) e come non ha fatto Rocchi, esercitando la facoltà di non rispondere.
Appare piuttosto strano che all’improvviso sorga la necessità, mai percepita prima, di parlare con “Giorgio” ben 13 mesi dopo averlo sentito nominare nell’intercettazione tra Rocchi e Gervasoni che risale al marzo del 2025. Stessi dubbi anche sul chiamare pure gli altri dirigenti addetti agli arbitri visto che ci sarebbero intercettazioni telefoniche che riguardano anche altri club. Intercettazioni che, è bene ricordare, sono durate diversi mesi ma poi sono state stoppate dal Gip perchè non portavano da nessuna parte.
Come va a finire l’inchiesta
In soldoni cosa ha in mano ad ora la Procura? Dov’è la pistola fumante? Quale il reato gravissimo? Andando per ordine è sicuramente vietato sostare nella sala di Lissone e dare consigli al Var ma è un reato da matita blu? Specie considerando che è servito ad evitare degli errori su un tema, il Var, oggetto di critiche feroci da anni? E ancora: Doveri ha accettato la ricusazione di un arbitro da parte di un club, evitando di designare Doveri all’Inter ma dov’è lo scandalo? Da sempre le società si lamentano di questo o quell’arbitro pubblicamente e privatamente (possono farlo via mail, non possono chiamare il designatore), sta poi al designatore capire se è giusto o meno accontentare. L’addetto agli arbitri dell’Inter ha “addirittura” parlato personalmente con Rocchi? Non si può fare va bene ma questo legittima tutto questo polverone?
O la Procura adesso mette sul piatto prove pesanti, intercettazioni inequivocabili e testimonianze a prova di bomba o tutto questo scandalo si smonta come la panna e sul tavolo restano solo le briciole di beghe interne al mondo arbitrale, manie di protagonismo e pruriti sbagliati di un’inchiesta nata nella Liberazione e che rischia di finire nella Disperazione.
