Sul campo non è uno dei migliori momenti per la Virtus Bologna, ma almeno fuori per Luca Vildoza una buona notizia è arrivata. Con la Procura di Bologna che ha chiesto l’archiviazione del procedimento a carico del giocatore argentino e della moglie Milika Tasic, accusati di lesione in relazione a un episodio di cronaca avvenuto nella serata di mercoledì 15 ottobre lungo i viali di circonvallazione a Bologna, che aveva visto coinvolta anche un’operatrice sanitaria volontaria di un’ambulanza della Croce Rossa.
- Gli avvocati di Vildoza: "C'erano troppi elementi di confusione"
- Cosa è successo la sera del 15 ottobre 2025
- Determinante l'assenza di filmati e i referti medici
Gli avvocati di Vildoza: “C’erano troppi elementi di confusione”
Gli avvocati che hanno assistito la coppia, vale a dire Giulia Maria Bellipario e Mattia Grassani, hanno espresso soddisfazione dopo la richiesta del pubblico ministero di chiudere il caso. “Accogliamo con grande soddisfazione la richiesta di archiviazione formulata dal pm, perché fondata su una lettura rigorosa, equilibrata e completa degli atti. Il provvedimento riconosce con chiarezza ciò che abbiamo sostenuto fin dall’inizio: la vicenda era connotata da elementi di forte confusione, da ricostruzioni non convergenti e da un quadro probatorio del tutto inidoneo a sostenere un’accusa in giudizio. L’iniziativa della Procura restituisce centralità ai fatti, sottraendoli a ogni semplificazione e a ogni rappresentazione distorta”.
Le motivazioni che hanno portato il pm a chiedere l’archiviazione del caso muovono infatti dall’assunto che “c’è incertezza circa l’esatta ricostruzione della dinamica del fatti, tale da rendere impossibile descrivere con precisione le condotte contestate e, ancor più, attribuire loro una sicura rilevanza penale. Gli elementi acquisiti non consentono di formulare una prognosi ragionevole di condanna nei confronti degli indagati, anche perché si è in presenza della non totale sovrapponibilità delle informazioni raccolte e la loro analisi complessiva non consente di estrapolare una lettura unitaria dei fatti”.
Cosa è successo la sera del 15 ottobre 2025
Vildoza e la moglie (all’epoca dei fatti in dolce attesa) erano stati accusati di aver innescato una lite dai toni piuttosto accesi con il personale di un’ambulanza, coinvolgendo in modo particolare un’operatrice volontaria (Tiziana D’Antonio). Quest’ultima aveva sporto denuncia, con il giocatore e la consorte arrestati e poi rilasciati dopo poche ore.
A loro veniva contestato il fatto di aver reagito in malo modo una volta che si sono ritrovati dietro all’ambulanza, intenta a rispondere a un codice giallo e poi ripartita con le sirene e i lampeggianti accesi. Vildoza però avrebbe inseguito il mezzo e i sanitari presenti all’interno, una volta scesi per cercare di spiegare la situazione d’emergenza e capire i motivi di quel comportamento così insolito da parte del giocatore, sarebbero stati prima insultati e poi (nel caso di quanto affermato dall’operatrice D’Antonio) anche aggrediti dall’argentino della Virtus.
Determinante l’assenza di filmati e i referti medici
L’assenza di documenti filmati (se non di un video dove si vede un’ambulanza occludere una carreggiata, proprio mentre sopraggiunge la vettura guidata da Vildoza) e di testimoni ha finito per convincere il pm a chiedere l’archiviazione.
“In assenza di filmati che possano documentare in maniera incontrovertibile i fatti, gli eventi possono essere ricostruiti soltanto attraverso le dichiarazioni dei soggetti presenti, dichiarazioni che non restituiscono un quadro univoco, lineare e privo di contraddizioni”, hanno aggiunto Bellipario e Grassani.
Che hanno poi aggiunto che l’operatrice che ha sporto denuncia “non presentava ecchimosi a livello del collo, non edema né tracce ematiche a livello faringeo, non disfonia, lamenta lieve odinofagia, rilevando quindi che anche i certificati in atti escludono lesioni al collo, né individuano lesioni al cuoio capelluto”. Il personale della Croce Rossa si è detto scioccato per la decisione presa dalla Procura di Bologna, con Tiziana D’Antonio che ha ricevuto tutta la solidarietà dei colleghi.
