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Catalogna, Ciccone e Piganzoli a rischio: si ritrovano una fila d'auto in senso opposto. Poi vince Vingegaard

Momenti di paura per i tre fuggitivi (anche Soler con Ciccone e Piganzoli), ma con lieto fine. Vingegaard stacca Evenepoel. Ad Harelbeke van der Poel manda messaggi a Pogacar.

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Roberto Barbacci

Roberto Barbacci

Giornalista

Giornalista (pubblicista) sportivo a tutto campo, è il tuttologo di Virgilio Sport. Provate a chiedergli di boxe, di scherma, di volley o di curling: ve ne farà innamorare

Se la sono vista veramente brutta Giulio Ciccone, Davide Piganzoli e Marc Soler: erano in fuga nella tappa regina della Volta a Catalunya quando, svoltando all’interno di una galleria poco prima di approcciare l’ultima salita di giornata, si sono ritrovati a fare i conti con una fila di auto e mezzi di trasporto che percorreva la loro stessa carreggiata, ma in senso contrario. Un’immagine che ha fatto trattenere il fiato a tutti i telespettatori, che per lunghi e interminabili secondi hanno dovuto attendere le immagini dei tre fuggitivi all’uscita della galleria, sperando che non fosse successo nulla.

Reazione immediata e nervi saldi: che pericolo scampato!

La scaltrezza dei tre corridori da un lato, e il tempestivo intervento degli organizzatori con le moto di corsa hanno impedito quella che potenzialmente poteva rivelarsi alla stregua di una tragedia. Ciccone, Piganzoli e Soler sono riusciti a rallentare in tempo e poi a tenersi sulla parte destra della carreggiata, riuscendo a sfilare ad una ad una le auto che sopraggiungevano sulla corsia opposta. Quando sono usciti dalla galleria, le immagini li hanno nuovamente immortalati uno dietro l’altro, intenti a parlottare, forse ringraziando il cielo di averla scampata bella.

Avendo un minuto circa di vantaggio sul gruppo, la direzione gara ha avuto il tempo per mettere in sicurezza il tratto di strada, fermando i veicoli e consentendo il passaggio di tutta la carovana della corsa, senza che venisse in alcun modo condizionata la rimonta ai danni dei tre fuggitivi. Un’azione che si è comunque esaurita sull’ultima salita, quella di Coll de Pal, dove per la cronaca è arrivata una sonante vittoria di Jonas Vingegaard.

Vingegaard domina il primo arrivo in salita, Evenepoel si stacca

Il danese ha ribadito di essere in ottime condizioni in questa primavera: dopo aver dominato gli arrivi in salita alla Parigi-Nizza, in Catalogna ha subito ripreso a vincere non appena la strada è tornata a salire. “Non mi aspettavo di fare così tanto bene, perché stamattina non avevo grosse sensazioni. Poi però la squadra mi ha portato nelle migliori condizioni possibili all’inizio dell’ultima salita, anche perché avendo Piganzoli davanti non c’è stato neppure da faticare troppo per ricucire sui fuggitivi. Quando ai -6 km dall’arrivo sono partito stavo veramente bene e sono un po’ sorpreso dei distacchi che sono maturati”.

Quello su Evenepoel è piuttosto rilevante: il belga ha beccato un minuto e mezzo abbondante, e adesso pensare di riaprire i giochi per la generale è oggettivamente troppo. Al Coll de Pal ha chiuso secondo l’austriaco Felix Gall, staccato di 51 secondi, con Lenny Martinez terzo a un minuto. Lorenzo Fortunato, ottavo a 1”39 da Vingegaard, il migliore tra gli italiani di giornata, con Piganzoli e Ciccone che nel finale sono andati su del loro passo dopo la lunga fuga di giornata. Tom Pidcock si è staccato dopo una caduta, arrivando a mezzora.

Van der Poel cala il tris ad Harelbeke: messaggio a Pogacar

Poco più in su, cioè sulle strada del Belgio, primo assaggio di classiche con l’E3 Saxo Classic, ovvero quello che una volta era chiamato il GP di Harelbeke. Vittoria abbastanza scontata di Mathieu van der Poel, che se n’è andato a poco più di 42 km dall’arrivo, di fatto concedendo un tris che era nell’aria e con modalità simile alle precedenti vittorie (nel 2024 vinse dopo 47 km di fuga, lo scorso anno dopo 38).

Van der Poel è partito quando il gruppo ha affrontato il muro del Patemberg, che è uno dei punti destinati ad animare anche il Giro delle Fiandre, in programma domenica 5 aprile e dove si rinnoverà la sfida già vista a Sanremo con Tadej Pogacar. Poi però nel finale ha finito le energie: a un chilometro dall’arrivo 4 inseguitori l’hanno praticamente raggiunto, ma astutamente il neerlandese ha smesso di pedalare e ha indotto a fare altrettanto i rivali, per poi rilanciare l’azione ai -700 metri e mettendoli tutti nel sacco. Un finale inusuale, vinto di gambe ma anche di testa.

La corsa che tradizionalmente apre le “settimane sante” del ciclismo belga conferma dunque la peculiarità di gara diventata preda di finisseur o affini: prima di van der Poel nei due anni precedenti s’impose Wout Van Aert, mentre l’ultimo successo italiano è datato 2009 con Filippo Pozzato davanti a Tom Boonen.

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