Dovrebbe essere la notte di San Lorenzo, ma per il Catania sarà la notte di Valpurga, e non per i vapori sulfurei che in queste ore vengono eruttati dall’Etna.
- Catania, penalizzazione in arrivo
- Tre o cinque punti di penalità
- Nuova ferita per il Catania
- La vittoria in Coppa Italia
- Catania, tifosi infuriati
- Il precedente di due anni fa
- Longo continua a lavorare
- "Liberate il Catania"
- Il comunicato del Catania
- Catania, parla il sindaco
- "Difficile comprendere quanto accaduto"
- Il messaggio di Trantino a Pelligra
Catania, penalizzazione in arrivo
Il Catania non è riuscito a rispettare neppure l’ultima scadenza per la presentazione della fideiussione integrativa da 2,7 milioni di euro necessaria a garantire l’utilizzo di alcuni calciatori, compresi diversi nuovi acquisti. Dopo il termine iniziale del 7 agosto e la successiva mini-proroga fissata al 10 agosto, è arrivata la conferma che il club non è riuscito a completare l’operazione. La conseguenza sarà una penalizzazione da scontare nel prossimo campionato di Lega Pro.
Tre o cinque punti di penalità
Resta da stabilire l’entità esatta della sanzione, che potrebbe essere di tre o cinque punti, in attesa delle determinazioni ufficiali. Il dato certo, però, è che il Catania inizierà la stagione con un handicap in classifica. Una situazione che inevitabilmente pesa sul futuro sportivo della squadra e alimenta la forte contestazione di una piazza che aveva scelto di rinnovare la propria fiducia alla società. La vicenda era già diventata preoccupante venerdì, quando la dirigenza aveva ammesso pubblicamente le difficoltà nel rispettare le tempistiche imposte dalla Lega. Nelle ore successive sono stati fatti diversi tentativi per arrivare alla soluzione. Anche il patron Ross Pelligra avrebbe provato a trasferire fondi dai propri conti esteri, tra Australia e Inghilterra, ma gli ostacoli tecnici e burocratici non sono stati superati in tempo.
Nuova ferita per il Catania
Il risultato è una nuova pesante ferita per il Catania, sia sul piano sportivo sia su quello della credibilità societaria. A pagare il prezzo della situazione sono anche i circa novemila tifosi che hanno sottoscritto l’abbonamento, scegliendo di sostenere il nuovo corso nonostante le difficoltà del passato. Una fiducia che, nelle ultime ore, si è trasformata in delusione e rabbia.
La vittoria in Coppa Italia
A rendere ancora più amara la situazione c’è il fatto che il Catania era riuscito a regalare alla propria gente una soddisfazione importante con la qualificazione ai trentaduesimi di finale di Coppa Italia. I rossazzurri affronteranno il Parma venerdì alle 18, con la partita che sarà trasmessa in diretta televisiva da Mediaset, con la collocazione sul Canale 20. Anche gli appuntamenti societari e sportivi delle ultime settimane sono inevitabilmente passati in secondo piano. Dalla presentazione della nuova maglia nera, indossata a Vicenza, al successivo lancio della prima divisa con gli storici colori rossazzurri, tutto è stato oscurato dalla vicenda della fideiussione.
Catania, tifosi infuriati
Il club ha parlato di un semplice ritardo e ha ribadito che la società non è in vendita e che il campionato potrà essere affrontato regolarmente. Parole che, però, non hanno placato il malcontento della tifoseria. Sui social il sentimento prevalente è quello della sfiducia. «Non c’è più da fidarsi» è uno dei commenti più ricorrenti, mentre nelle ultime ore la delusione ha lasciato spazio a una contestazione sempre più dura.
Il precedente di due anni fa
Il problema è anche legato alla recidività. Per il Catania non si tratta infatti di un episodio isolato: già due estati fa il club era incappato in ritardi che avevano portato a una penalizzazione. Proprio questo precedente potrebbe incidere sulla sanzione che sarà eventualmente comminata. Il rischio è dunque quello di un -3 o di un -5 in classifica, anche se bisognerà attendere gli atti ufficiali per conoscere la decisione definitiva. La società dovrà ora fornire risposte soprattutto sulla gestione finanziaria, sulle scadenze e sui rapporti con gli organismi della Lega. Ma non solo. C’è anche un mercato da completare e il nuovo direttore sportivo Varrà aveva ancora alcune operazioni in entrata da definire. La penalizzazione e le difficoltà emerse sul piano finanziario potrebbero complicare ulteriormente il lavoro della dirigenza.
Longo continua a lavorare
Nel frattempo mister Longo continua a lavorare sul campo con una squadra chiamata a non farsi condizionare dalle vicende societarie. I calciatori dovranno provare a trasformare in risultati la rabbia e la delusione che si respirano intorno al club. Il problema è che, a partire dal 23 agosto o dalla data prevista per l’inizio del campionato, il Catania potrebbe essere costretto a inseguire punti che non avrà perso sul terreno di gioco, ma a causa delle vicende societarie.
“Liberate il Catania”
Il grido «Liberate il Catania», sempre più presente tra i tifosi, fotografa bene il clima che si è creato. La notte di San Lorenzo, a Catania, si è trasformata in una notte di contestazioni e interrogativi. Adesso la società dovrà dimostrare con i fatti di essere in grado di superare la crisi, recuperare credibilità e restituire fiducia a una piazza che, ancora una volta, si sente tradita.
Il comunicato del Catania
“Il Cda del Catania FC ha preso atto del mancato rispetto della scadenza del 10 agosto, spiegando di non essere riuscito a risolvere in tempo le problematiche tecniche e burocratiche già segnalate nei giorni precedenti. La società ha espresso il proprio rammarico per le conseguenze della vicenda e per la delusione provocata ai tifosi e alla città. Proprietà e consiglio di amministrazione hanno assicurato di essere al lavoro senza sosta per risolvere la situazione e hanno dichiarato di voler affrontare le conseguenze «con umiltà, responsabilità e impegno”. Nel comunicato il club ha inoltre ribadito l’obiettivo di proseguire regolarmente la stagione, sottolineando che, nonostante le difficoltà, la squadra continuerà a lavorare sul campo per raggiungere gli obiettivi sportivi prefissati.
Catania, parla il sindaco
“Il mancato deposito della fideiussione entro la scadenza prevista è un fatto serio e preoccupante, che non può essere liquidato come un semplice inconveniente tecnico-burocratico. Anche un’eventuale regolarizzazione tardiva, per quanto auspicabile, non cancellerà l’inadempimento né le conseguenze previste dagli organi federali”. La afferma il sindaco di Catania, Enrico Trantino, sulla posizione della locale squadra di calcio.
“Difficile comprendere quanto accaduto”
“È ancora più difficile – aggiunge il primo cittadino – comprendere quanto accaduto perché appena due anni fa il Catania Fc era stato penalizzato per una violazione analoga. Quel precedente avrebbe dovuto produrre le necessarie correzioni organizzative per evitare che una situazione simile si ripetesse. Abbiamo sempre riconosciuto gli importanti investimenti sostenuti dalla proprietà, così come il valore dell’acquisto di Torre del Grifo e l’impegno per riportare il Catania nel Calcio che conta. Ma agli investimenti deve corrispondere una società solida, efficiente, autonoma e radicata sul territorio. Il presidente e patron Ross Pelligra – osserva Trantino – deve dimostrare pienamente la responsabilità di rappresentare il Calcio a Catania”.
Il messaggio di Trantino a Pelligra
“Alla fiducia ricevuta dalla città, dai tifosi e dalle istituzioni deve corrispondere un’assunzione di responsabilità concreta, capace anche di evitare che le difficoltà organizzative finiscano per mettere in seria difficoltà i suoi più stretti collaboratori, compreso l’amministratore delegato. Non sono in discussione la capacità economica della proprietà né gli sforzi compiuti. Così come – sottolinea il sindaco di Catania – è positivo che la campagna acquisti continui a mostrare l’ambizione di costruire una squadra competitiva. Ma tutto questo rischia di essere vanificato se non viene accompagnato da certezze sul piano societario e gestionale”.
Quasi diecimila tifosi – ricorda Trantino – hanno già rinnovato il proprio abbonamento, confermando un senso di appartenenza straordinario. Chiediamo a Pelligra un’iniziativa chiara e immediata: rafforzare la struttura societaria a Catania, garantendole autonomia operativa ed economica e impedendo che adempimenti fondamentali dipendano ancora da tempi tecnici e burocratici legati alla disponibilità di capitali dall’estero. Non bastano rassicurazioni. Servono fatti e una spiegazione chiara alla città su come si intenda cambiare passo”.
