Finale folle nella Premiership scozzese. Poteva essere un spot per il calcio la corsa al titolo degli Hearts che fino all’88esimo hanno resistito mantenendo il primato in classifica. L’outsider del campionato – in pieno stile Leicester di Ranieri – stava per fare il colpaccio e tornare a vincere dopo 66 anni. Ad un passo dal fallimento, il club salvato dai tifosi da una grave crisi economica per alcune ore ha fatto fermare il mondo sportivo nell’attesa di quello che poteva essere un sogno. Ma nei minuti finali è cambiato tutto ed il trionfo del Celtic è stato macchiato da gravi episodi di violenza avvenuti al termine della sfida.
- Cosa è accaduto nel finale di gara
- La rimonta del Celtic decide il campionato
- L’invasione di campo e le aggressioni
- Gli Hearts condannano gli episodi
- Squadra via subito dallo stadio
- Indaga la polizia scozzese
Cosa è accaduto nel finale di gara
Dopo il successo per 3-1 maturato nei minuti di recupero, migliaia di tifosi hanno invaso il terreno di gioco del Celtic Park, dando vita a momenti di caos e tensione. Durante l’invasione alcuni calciatori degli Hearts sono stati aggrediti, con il capitano Lawrence Shankland colpito con pugni e calci mentre cercava di lasciare il campo insieme ai compagni.
La rimonta del Celtic decide il campionato
La partita era decisiva per l’assegnazione del titolo. Gli Hearts, allenati da Derek McInnes, avevano bisogno almeno di un pareggio per interrompere un digiuno lungo 66 anni. Gli ospiti erano partiti nel migliore dei modi grazie al colpo di testa di Shankland su calcio d’angolo. Il Celtic ha però reagito prima dell’intervallo con il rigore trasformato da Arne Engels dopo un fallo di mano ravvisato dal VAR.
Nel finale, il match è completamente cambiato: Daizen Maeda ha firmato il 2-1 dopo una lunga revisione per fuorigioco, mentre Callum Osmand ha chiuso definitivamente i conti al 98’, facendo esplodere la festa sugli spalti.
L’invasione di campo e le aggressioni
Ed è subito dopo il terzo gol che centinaia di sostenitori del Celtic – che già si erano resi noti per la pericolosità dopo gli scontri con i tifosi del Bologna – hanno fatto irruzione sul terreno di gioco. Le celebrazioni si sono rapidamente trasformate in disordini, con alcuni tifosi che hanno preso di mira i giocatori avversari.
Shankland è apparso particolarmente scosso ed è stato accompagnato fuori dal campo dagli steward e dalla polizia. Anche altri membri della squadra ospite sono rimasti coinvolti negli scontri. L’ex nazionale scozzese Pat Nevin ha commentato duramente quanto accaduto ai microfoni della BBC: “Assolutamente disgustoso, vergognoso. Una scena orribile.”
Anche James McFadden, durante la telecronaca di Sky Sports, ha criticato le immagini viste al Celtic Park: “Non è uno spettacolo che si vorrebbe vedere. È una partita di calcio, ci sono due squadre che si sono guadagnate il diritto di affrontarsi in una partita come quella di oggi e il vincitore si porta a casa il trofeo.”
Gli Hearts condannano gli episodi
Nel post partita gli Hearts, dopo la rabbia già enorme di aver visto il titolo svanire all’ultimo, hanno diffuso un duro comunicato ufficiale, denunciando quanto successo allo stadio di Glasgow: “Heart of Midlothian condanna fermamente le vergognose scene avvenute questo pomeriggio al Celtic Park, che hanno ancora una volta gettato discredito sul calcio scozzese”, si legge nella nota del club.
E ancora: “Le notizie di gravi abusi fisici e verbali nei confronti dei nostri giocatori e dello staff, sia in campo che altrove, sono profondamente inquietanti.” La società ha inoltre confermato di essere in contatto con la polizia scozzese per chiarire l’accaduto e individuare i responsabili.
Squadra via subito dallo stadio
A causa del clima considerato ostile e pericoloso, i giocatori degli Hearts hanno lasciato rapidamente il Celtic Park senza fermarsi per le interviste previste nel post-partita. Molti calciatori sono saliti direttamente sul pullman ancora con la divisa da gioco.
Nel comunicato il club ha spiegato: “Data l’atmosfera minacciosa e ostile all’interno dello stadio, tutto il nostro staff non ha avuto altra alternativa che abbandonare immediatamente l’area”. Gli Hearts hanno anche sottolineato come ai propri giocatori sia stata negata la possibilità di salutare i tifosi arrivati a Glasgow per sostenere la squadra nell’ultima giornata di campionato.
Indaga la polizia scozzese
Più tardi anche la polizia scozzese ha confermato l’apertura di un’indagine sui disordini avvenuti sia dentro lo stadio sia nelle strade della città. Secondo le autorità, circa 3.000 persone si sono riversate nell’area di Trongate dopo la partita.
Gli agenti hanno riferito di aver affrontato “violenza e ostilità inaccettabili”, con lancio di bottiglie e altri oggetti contro le forze dell’ordine. Sono già stati effettuati alcuni arresti, mentre le indagini proseguono per identificare altri responsabili coinvolti nei disordini.
