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Champions, Ancelotti scuote il Napoli e lascia un indizio sul futuro

"La valigia è sempre pronta" ha dichiarato l'allenatore dei partenopei in conferenza stampa, alla vigilia della decisiva partita contro il Genk.

"La valigia per un allenatore deve essere sempre pronta, non puoi disfarla. Credo che essere messi in discussione per questa situazione è sempre normale". Carlo Ancelotti è consapevole dell'importanza della partita di martedì contro il Genk, il cui risultato sarà decisivo per il passaggio del turno in Champions League, e dopo il deludente pareggio di Udine e non ha nascosto un po' di preoccupazione sia su quello che potrà dire il campo sia sul suo futuro come allenatore del Napoli.

La possibilità dell'esonero, però, non spaventa il tecnico emiliano: "Non ho paura se la società decide di esonerarmi o se dovessi decidere io stesso ad andare via. Se non si verificano determinate condizioni allora è meglio per tutti lasciarsi. In questo momento, però, non sto pensando a tutto questo. Sono preoccupato per la squadra, mi sento coinvolto in questo periodo negativo. So che finirà, non può durare per sempre. Non vorrei mai che i giocatori giocassero per me, sarebbe un motivo perché mi vengano dei dubbi".

Sul rapporto con la dirigenza, Ancelotti ha aggiunto: "Parlo quotidianamente con il presidente, abbiamo fatto una valutazione della gara di Udine. Ora siamo concentrati su questa partita, la vivo come sempre, come una grande opportunità di ottenere un risultato importante come la qualificazione agli ottavi".

"Il presidente deve prendere delle decisioni in queste ore – ha detto poi il tecnico emiliano -, io devo scegliere la formazione e scegliere la strategia giusta. Sono le uniche decisioni da prendere in questo momento. Dopo la partita dovrò fare come sempre delle riflessioni e speriamo siano positive, perché ultimamente dopo le partite non lo sono state".

Sulla differenza di rendimento fra campionato e Champions League: "Si deve valutare quanto di buono fatto in Champions e proprio per questo perché s'è fatto poco bene in campionato – ha dichiarato Ancelotti -. Una qualificazione non cancella ciò che non s'è fatto bene, ma ci può dare stimoli per risolvere i problemi in campionato".

Parlando poi della possibile soluzione della crisi dello spogliatoio partenopeo, Ancelotti ha fatto riferimento al periodo in cui allenava il Milan: "Ho lavorato per anni con uno psicologo al Milan, è una figura importante ma dipende dalla valutazione che ne fanno i giocatori. Se la intendono come un valorizzatore di risorse umane sì, ma se la intendono come psichiatra no".

SPORTAL.IT | 09-12-2019 15:12

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