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L'egocentrismo di Mbappé, le maschere di sangue di Fermin Lopez e Ruggeri e la chiamata di Dembelé: i 3 temi top Champions

Quello che rimane della gioranta di Champions che ha deciso le semifinali di questa stagione: chi ha brillato e chi meno, per una competizione che vale l'intera stagione

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

L'egocentrismo di Mbappé, le maschere di sangue di Fermin Lopez e Ruggeri e la chiamata di Dembelé: i 3 temi top Champions

Il male oscuro che affligge il Real Madrid non risiede nelle responsabilità altrui, dell’arbitro Vincic che pure non ha brillato nella sfida contro il Bayern Monaco, ma in una abnegazione completa nei riguardi di Kylian Mbappé monarca assoluto di un regno che pare abbia intrapreso la via della decadenza rispetto ai valori che avevano ispirato il progetto iniziale. Florentino Perez non rimarrà passivo, rispetto a quel che è accaduto mercoledì sera, ma il Real soffre di questa involuzione, dell’essere troppo, troppo a disposizione dell’egotismo della sua punta di diamante. In questa giornata di Champions, oltre alla crisi dei Blancos, rimarranno le immagini dell’impatto di Musso su Fermin Lopez e della maschera di sangue provocata al pari di quel che è stato costretto a subire il nostro Matteo Ruggeri, incredibile protagonista di una partita epica. La chiamata di Dembelé esprime bene la soddisfazione contro il Liverpool che ne incassa due dal PSG.

Champions, l’immagine egoriferita del Real Madrid

Che cosa sarebbe il Real senza Kylian Mbappé è un mistero (non certo buffo) di questa giornata di quarti. Sarebbe arrivato a questo punto, si sarebbe giunti a questo livello di gioco, si piega troppo il gioco e l’estro dei singoli alle necessità di Sua Maestà? I record dell’attaccante francese parlano, dimostrano che su di lui si può sempre contare. Ha realizzato ben 83 goal nelle prime 97 presenze con i Blancos, di cui 39 in tutte le competizioni nella stagione in corso: meglio ha fatto solo Harry Kane del Bayern Monaco. Il Real anche quando le circostanze indurrebbero a rivedere questa posizione, quasi ideologica, continua a giocare in modo Mbappé-centrico con gli effetti evidenti. Visione che si può pagar cara soprattutto quando c’è una semifinale da conquistare e l’arbitraggio potrebbe risultare rivedibile, come si evince dalla nostra moviola. L’egocentrismo non paga sempre, come ieri sera.

Getty Images

Mbappé

Ruggeri e Fermin Lopez, due machere di sangue in una sfida senza limiti

Andrebbero trattati separatamente, eppure Matteo Ruggeri e il fenomeno Fermin Lopez sono accomunati dal senso di sacrificio, tentativo estremo oltre il dolore (e anche l’impatto sul piano medico) che un gesto tecnico e/o atletico possono provocare in campo. Durante Atletico Madrid-Barcellona assistiamo a molta bellezza, come per i gol di Lamine e Lookman (che rimpianto!) ma sono i sacrifici (umani) che colpiscono e rimangono nella storia iconografica di questa sfida che decreta la semifinale per l’Atletico a discapito dei catalani.

Musso impatta in un’uscita indispensabile per evitare il peggio contro il viso di Fermin Lopez, altro piccolo gioiellino del Barcellona: scarpini in faccia, maschera di sangue ma stoicamente il giocatore pare non avvertire il dolore per proseguire. Over the top, davvero.

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Fermin Lopez

Spirito Cholo anche quello che ha animato Ruggeri, il quale ha subito una gomitata sopra il sopracciglio che lo ha lasciato sanguinante ma non certo privo di determinazione. Un turbante per evitare il peggio lo ha accompagnato dopo l’incidente di gioco fino alla fine della partita, poi sei punti di sutura e la celebrazione dei media spagnoli che lo hanno definito e esaltato come inaffondabile.

PSG, tutto merito di Dembelé

Il confronto con Dembelé verrebbe facile, ma si tratta di una fase e di una squadra completamente diversa quindi solo merito e lodi a Dembelé che chiama in campo dopo aver salvato il PSG e guarda oltre. Neanche a dirlo, è il MVP della partita contro il Liverpool. Mattatore assoluto in un finale di partita concitato risulta sempre efficiente, cinico soprattutto in abbinamento al devastante Kvaratskhelia.

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Dembelé

A questo livello di forma e di lucidità, può cambiare il senso di un incontro senza problemi. Quindi Luis Enrique lo sfrutta con la sicurezza che, comunque vada, saprà inserirsi e giocare d’astuzia. telefonata o meno. Merito suo se anche quest’anno il Paris va in semifinale di Champions.

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