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Champions, Juve: Sarri rischia tutto, società pronta a cambiare

I bianconeri hanno chiuso con un solo punto di vantaggio sull'Inter e numeri preoccupanti: ora c'è il Lione, partita da non sbagliare.

Voltare pagina e riattaccare la spina. La Juventus ha mandato in archivio il campionato e scritto un’altra pagina dei libri di storia con il nono scudetto consecutivo, il primo festeggiato a ridosso del mese di agosto e senza tifosi. Adesso, però, c’è un ottavo di Champions League da giocare. Perché la stagione dei bianconeri non è finita. Anzi, per certi versi è appena iniziata, e i numeri di fine stagione preoccupano non poco i vertici societari, pronti a prendere provvedimenti in caso di sconfitta.

Venerdì sera a Torino arriva il Lione, che ha giocato una partita ufficiale negli ultimi cinque mesi: la finale di Coupe de la Ligue persa ai rigori contro il PSG, durata 120 minuti e decisa solo dagli undici metri. Maurizio Sarri, però, non ha tempo di pensare agli avversari. Ha già un taccuino pieno di appunti da rileggere, riordinare, trasmettere alla squadra.

E c’è anche una dirigenza da convincere: se in Champions la corsa si fermerà contro i francesi, sarà molto difficile vedere ancora il tecnico toscano sulla panchina bianconera nel 2020/21.

Il nome che aleggia ormai da mesi è quello di Massimiliano Allegri: il livornese è ormai svincolato e si sta guardando attorno, con diverse squadre di Premier League e il Barcellona che hanno sondato il terreno nelle scorse settimane, ma l’ipotesi clamorosa di un suo ritorno alla Juventus non è mai stata esclusa dagli addetti ai lavori e non sarebbe ostacolata neanche dai tifosi, delusi per il gioco espresso dai bianconeri di Sarri durante l’arco di un campionato vinto sì in anticipo, ma più difficile di quanto previsto.

I bianconeri arrivano alla Champions League con un filotto negativo che non può non destrare un minimo di preoccupazione. Soltanto due vittorie e ben quattro sconfitte nelle ultime otto partite, con 17 reti al passivo.

Risultati deludenti e prestazioni che non convincono, tanto che alla fine la quota punti è stata la più bassa del ciclo: 83, anche uno in meno della Juve di Conte che il ciclo lo ha aperto. Con la peggior differenza reti (+33), la peggior difesa (43 goal subiti), maggior numero di sconfitte in stagione (7) e anche il minor distacco al termine del campionato (+1) dal 2012 ad oggi. Lo Scudetto non ha nascosto i problemi che, in ottica Champions, preoccupano. E i numeri li evidenziano.

Certo i ritmi forsennati non hanno aiutato e gli infortuni, soprattutto in queste ultime due partite, nemmeno. Senza Dybala e De Ligt sembra davvero essere un’altra Juve. Turnover logico per dare riposo ai titolari, ma senza guadagnarci in fiducia. Anche se, come aveva dichiarato lo stesso Sarri, questa settimana era dedicata solo alla festa. Poi testa al Lione. Sperando nel recupero di Dybala e in CR7.

JUVENTUS SCONFITTA DALLA ROMA NELL’ULTIMA GIORNATA – LA GALLERY

OMNISPORT | 02-08-2020 11:01

Champions, Juve: Sarri rischia tutto, società pronta a cambiare Fonte: Getty Images

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