Il Southampton è stato escluso dalla finale di Championship, la seconda serie inglese, per spionaggio: un emissario del tecnico Tonda Eckert era stato sorpreso a osservare di nascosto un allenamento del Middlesbrough, avversario superato dai Saints in semifinale. È una punizione esemplare, del tutto inedita, per un vizio che, da Manlio Scopigno a José Mourinho, gli allenatori di calcio non riescono a perdere.
- Southampton escluso dalla finale per spionaggio
- I precedenti dei Saints
- Una punizione esemplare
- L’equivoco di Bosnia-Italia
- I precedenti da Scopigno a Mourinho
Southampton escluso dalla finale per spionaggio
Una sanzione esemplare, probabilmente inedita per il mondo del calcio: la Efl, l’ente che governa i campionati professionistici minori d’Inghilterra, ha escluso il Southampton dalla finale di Championship (la 2a serie inglese) contro l’Hull City perché ha sorpreso uno dei suoi emissari a spiare un allenamento del Middlesbrough prima della semifinale poi vinta dai Saints.
Non solo: il Southampton partirà da -4 nel prossimo campionato di Championship e i tesserati responsabili, a partire dal tecnico Tonda Eckert (nella foto), rischiano sanzioni individuali da parte della Football Association, la federcalcio inglese. I Saints, dal canto loro, hanno annunciato ricorso.
I precedenti dei Saints
Il caso era scoppiato qualche giorno fa, quando sui media d’oltremanica erano finite le immagini di William Salt, analista dei Saints, nascosto tra un cespuglio e un albero mentre riprendeva con lo smartphone l’allenamento del Boro prima della gara di andata della semifinale promozione. Un comportamento che, scrive il Guardian, era diventato un’abitudine per il Southampton: in questa stagione emissari di Eckert erano stati sorpresi agli allenamenti dell’Oxford a dicembre e dell’Ipswich ad aprile.
Una punizione esemplare
La terza trasgressione del regolamento è costata cara al Southampton, d’altra parte l’Efl negli ultimi anni ha introdotto sanzioni molto più severe per i casi di spionaggio agli allenamenti: nel 2019 il Leeds era stato multato di 200mila sterline per aver mandato propri tesserati a osservare di nascosto gli allenamenti del Derby County.
Ma anche allontanandosi dall’Inghilterra, la punizione inflitta ai Saints rappresenta un’inedito assoluto. A livello internazionale, il caso più recente riguarda le Olimpiadi di Parigi 2024, quando il tecnico del Canada femminile Ben Priestman fu squalificato per 12 mesi dalla Fifa in seguito ad un’operazione di spionaggio, eseguita con l’uso di un drone, ai danni della Nuova Zelanda.
L’equivoco di Bosnia-Italia
Recentemente anche l’Italia di Rino Gattuso era stata accusata di spionaggio: prima della finale dei playoff mondiali a Zenica, la Bosnia Erzegovina aveva accusato gli azzurri di aver inviato una spia a seguire i suoi allenamenti. Si scoprì poi che Gattuso non c’entrava nulla: il sospetto 007 era in realtà un militare italiano della missione UE Eufor, di stanza nella base di Butmir. Ma per convincere i bosniaci dovette intervenire addirittura il Ministero della Difesa.
I precedenti da Scopigno a Mourinho
D’altra parte quello di spiare i colleghi sembra essere un vizietto che gli allenatori non riescono proprio a perdere. Un tempo era, se non un’abitudine, una consuetudine piuttosto diffusa: Eugenio Fascetti raccontò di come Manlio Scopigno, suo allenatore al Vicenza, fosse ossessionato dall’idea di essere spiato durante gli allenamenti. Evitare le spie era un pensiero che occupava anche la mente di José Mourinho, che durante il suo primo ritiro con l’Inter a Riscone di Brunico, nel 2008, blindò le sedute della squadra nerazzurra.
Lo stesso Mourinho, in tempi recenti, è stato sia mandante che vittima delle spie. Nell’aprile 2022 lo Special One, allora alla Roma, mandò i suoi emissari a studiare il Bodo Glimt prima del ritorno dei quarti di Conference League, partita vinta per 4-0 dai giallorossi. Nel febbraio 2024, invece, gli addetti alla sicurezza di Trigoria scoprirono Michele Orecchio, emissario dell’allora tecnico del Torino Ivan Juric, che si era appostato tra gli alberi per spiare il lavoro sul campo della squadra di Mou.
