Deve avere fatto qualcosa a qualcuno, Lorenzo Musetti, altrimenti non si spiega come mai da due anni e 11 mesi esatti non riesca più ad alzare un trofeo. Anche Chengdu l’ha rispedito indietro con perdite: contro il cileno Alejandro Tabilo la beffa è arrivata di soppiatto, battuto da un rivale che ha servito peggio (70% di punti con la prima contro l’82% di Musetti, addirittura 46% con la seconda rispetto al 58% dell’italiano) ma che è stato più lucido quando serviva. E che s’è imposto dopo poco meno di tre ore di battaglia col punteggio di 6-3 2-6 7-6 (5), decretando la quinta sconfitta consecutiva negli ultimi 15 mesi di un Lorenzo che davvero non sa più a che santo votarsi.
- Quanti rimpianti, Muso: quei due match point gridano vendetta
- Tabilo, una resilienza ammirevole: un combattente nato
- La corsa alle Finals è sempre più a portata di mano
Quanti rimpianti, Muso: quei due match point gridano vendetta
Musetti ripenserà chissà quanto a quelle due palle break vestite da match point nel dodicesimo gioco del terzo set, momento che ha finito per indirizzare la contesa sui binari desiderati dal cileno. Che con la prima s’è salvato spesso e volentieri dalle grinfie del rivale, che ha cercato di giocare profondo ma che tante volte s’è visto costretto ad agire di rimessa.
Le risposte di Tabilo hanno mandato in crisi il piano partita di Musetti, che pure ha avuto soprattutto la colpa di non aver capitalizzato al meglio le 9 palle break avute a disposizione, di cui appena due convertite. Il cileno se l’è fatta bastare una nell’ottavo game del primo set, quando Lorenzo ha commesso due errori non forzati e ha sparato in rete il dritto sulla palla break. Non ne ha dovute più salvare alcuna, e incredibilmente anche nel tiebreak del terzo set tutto lasciava presagire che il vento fosse dalla parte dell’italiano, salito sul 4-1 ma poi costretto a ricominciare daccapo sul 4-4.
Alla fine a decidere una contesa equilibratissima, dove davvero la linea di confine non è mai stata tanto sottile, è stato uno scambio prolungato che ha visto prevalere Tabilo dopo uno strettino di Musetti che per poco non ha trovato compimento, esaltando la qualità fisica e le doti atletiche del rivale. Sul match point, con Musetti al servizio, è stato ancora una volta un dritto spedito in rete a condannare Lorenzo al ko.
Tabilo, una resilienza ammirevole: un combattente nato
Come sia potuta finire così è difficile dirlo. Lorenzo ha dominato nella parte centrale del match, tanto che nel secondo set s’è giocato veramente poco e s’è capito in fretta (break nel secondo gioco, e poi ancora nell’ottavo) che si sarebbe andati al terzo e decisivo set. Dove di fatto s’è giocato quasi solamente sul servizio del sudamericano, perché Musetti ha controllato agevolmente i suoi turni di battuta, non riuscendo però a capitalizzare le opportunità avute sulla racchetta.
Vantaggi su vantaggi hanno permesso a Tabilo di salvarsi sempre in corner, poi nel dodicesimo gioco una prima opportunità per conquistare il torneo l’ha salvata con un servizio e dritto in allungo e una seconda per grazia ricevuta, con Musetti che ha sbagliato la direzione del dritto. Inevitabile la piega al tiebreak, con i rimpianti per una fuga che pareva aver messo Lorenzo al riparo da sorprese, ma che invece ha visto ancora una volta il rivale recuperare con caparbietà e andare poi a chiudere alla prima opportunità.
Le lacrime di Tabilo si mischiano così a quelle di Musetti, divisi da due mondi all’opposto: per il cileno questa è la terza finale vinta nell’ultimo anno e mezzo (su 4 disputate), per Lorenzo la quinta persa consecutivamente dopo quelle del 2024 al Queen’s con Tommy Paul, a Umago con Francisco Cerundolo, proprio a Chengdu contro Shang Juncheng e quella dello scorso aprile a Montecarlo contro Alcaraz (condizionata dal problema fisico accusato a inizio secondo set).
La corsa alle Finals è sempre più a portata di mano
La corsa alle Nitto ATP Finals di Torino rimane aperta, con Musetti che ha sprecato l’opportunità per allungare su Auger-Aliassime, quello che nella Race è il più immediato inseguitore, distante 520 punti (Draper sarebbe più vicino, ma ha annunciato di aver già chiuso il 2025 per via di un problema al gomito).
Il ko. ha invece impedito al carrarino di scavalcare Alex de Minaur all’ottavo posto del ranking, con la rincorsa che riprenderà tra pochi giorni a Pechino, dove al debutto Lorenzo sfiderà Mpetshi Perricard, già battuto tre volte nei tre precedenti disputati (l’ultimo poche settimane fa a Flushing Meadows). Ma chissà quanto peserà nella testa il fardello di aver visto quel maledetto digiuno di tornei a un passo dall’essere interrotto, prolungato nel modo più beffardo che esiste…
