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Chi era Matilda Ferrari, la promessa del pattinaggio investita e uccisa da una betoniera a 15 anni: gli inizi, l'operazione e sogno Olimpiadi

La giovanissima vittima del tragico incidente aveva una grande passione per il pattinaggio e coltivava il sogno di poter un giorno gareggiare alle Olimpiadi

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Elisabetta D'Onofrio

Elisabetta D'Onofrio

Giornalista e content creator

Giornalista professionista dal 2007, scrive per curiosità personale e necessità: soprattutto di calcio, di sport e dei suoi protagonisti, concedendosi innocenti evasioni nell'ambito della creazione di format. Un tempo ala destra, oggi si sente a suo agio nel ruolo di libero. Cura una classifica riservata dei migliori 5 calciatori di sempre.

In una giornata che si preannunciava identica alla precedente, con i medesimi orari e rituali di sempre si è fermato il tempo su quella strada attraversata da Matilda Ferrari per raggiungere la fermata dell’autobus che la avrebbe portata a scuola. Una betoniera l’ha investita e la vita, con i suoi obiettivi e le promesse che a 15 anni si sarebbe meritata di veder mantenute, si sono spezzate a pochi metri da casa. In quella mattina del 15 settembre uguale alla precedente, mentre i suoi cari erano intenti a sbrigare le ultime cose prima che le attività di ciascuno incominciassero.

Matilda Ferrari era sull’asfalto, a 15 anni. Era uscita alle 7:15 circa, per andare a scuola il liceo Guetti di Tione di Trento. I tentativi di soccorso sono stati immediati, disperati ma è spirata lì.

La morte di Matilda Ferrari, travolta da una betoniera

Il dolore che attraversano la sua famiglia, i genitori e i suoi fratelli, è devastante e inspiegabile. Con il rispetto che si deve loro, la comunità si è stretta per ricordare una adolescente già nota per via della sua partecipazione alle attività del piccolo centro e per il suo indubbio talento.

Matilda Ferrari era una promessa già splendente del pattinaggio, in una comunità come quella di Giustino a circa un’ora da Trento, legata al Club Artistico Pattinaggio di Pinzolo dove aveva dimostrato talento e dedizione allo sport, alla disciplina che impone ma anche alle immense soddisfazioni che dona. Le erano già stati restituiti riconoscimenti, medaglie, le gare dimostravano le sue qualità e i presupposti per diventare una piccola certezza degli sport invernali.

Suo padre Fabio, in un day after che segna un inizio del presente senza Matilda, ha la forza di affidare a una breve descrizione la personalità della sua ragazza magica: “Era determinata, aveva le idee ben chiare. Sapeva dove sarebbe arrivata, sognava le Olimpiadi.

Il ricordo della società

Sui social, divenuti la Spoon River contemporanea per fissare ricordi e messaggi, oltre la riservatezza degli incontri privati l’immagine solare e fresca di Matilda, evidente anche dalle fotografie che la vedono con i pattini ai piedi, rendono ancora più assurda e ingiustificabile questa tragedia.

Matilda, nel post che le ha dedicato il suo club, è descritta come “una compagna di squadra, un’amica con cui ogni giorno condividevamo allenamenti, sogni, risate e bellissimi momenti sul ghiacci”. “E’ impossibile trovare le parole per descrivere quello che è successo oggi, quello che proviamo tutti noi in questo momento. Eri una pattinatrice fantastica, con una passione e una determinazione incredibile con grandi sogni e ambizioni. Non ti sei mai arresa davanti a un infortunio o una difficoltà, la scorsa stagione dopo un lungo periodo di stop e un intervento al ginocchio sei riuscita a conquistare un magnifico terzo posto alla finale di Coppa Italia dimostrando a tutti la tua forza di volontà. Nell’ultimo anno sei stata anche parte del Team Ice Secret, la nostra squadra di sincronizzato con la quale hai condiviso gioie ed emozioni”.

“Una ragazza dolce, solare e determinata, un esempio da seguire e un punto di riferimento anche per le atlete più piccole, soprattutto per la tua sorellina che ti ha sempre ammirato e sostenuto”, continua il post. “Non riusciamo a immaginare come sarà ora senza di te, non vederti più con noi ogni giorno sul ghiaccio. Pattineremo sempre anche per te, ricordandoti ogni giorno per la tua passione, la tua energia e la tua dedizione per questo bellissimo sport. Ciao Mati, ti vogliamo bene”.

Le parole dell’allenatrice Katerina Knoblochova

Dalle parole rilasciate dalla sua allenatrice, provata per l’immane perdita e la violenza improvvisa della modalità che ha strappato alla sua famiglia Matilda, trapela come questa perdita sia ancora una volta senza alcuna possibilità di comprensione. “Matilda era una pattinatrice di grande grinta, riusciva a trasmettere la sua passione a chi la guardava. Il suo sorriso è per me indimenticabile, purtroppo è volata via troppo presto, perché aveva davvero grande talento”, ha affermato all’Adnkronos Katerina Knoblochova, figura di riferimento a Pinzolo e nella Federazione. Una delle pattinatrici cresciute nel mito di Carolina Kostner, che ha segnato un’era nel pattinaggio e per le generazioni a venire.

Questa ragazza è stata descritta dall’allenatrice come “una grande lavoratrice, determinata e il suo carattere riusciva a farle raggiungere risultati importanti. Era un po’ birichina, una casinista -aggiunge con un sorriso- non potevi non accorgerti di lei”.

“Ci vedevamo tutti i giorni. La scuola finiva alle 13 e poi stavamo insieme tutto il pomeriggio, passava quasi più tempo con noi che con la famiglia. Poi c’erano le trasferte, dai primi di ottobre un weekend si e uno no c’erano le competizioni, nazionali e internazionali”.

L’operazione al ginocchio e il ritorno alle gare

La sua caparbietà le aveva consentito di uscire da un intervento al ginocchio, estremamente delicata in propsettiva per la sua carriera sportiva con una voglia di riscatto enorme e che è stata attestata dal terzo posto la scorsa stagione. Era un talento, una ragazza con una testa già matura e presente.

Aveva avuto “un infortunio al ginocchio dopo essere arrivata terza ai campionati italiani alla fine della scorsa stagione, stando ferma 4 mesi. Era riuscita a recuperare e avevamo montato due nuovi programmi per questa stagione, che si sarebbe aperta a Pinzolo, a casa sua, l’11 e il 12 ottobre”.

Le parole del sindaco

Giustino è un centro abitato piccolissimo, in cui ci si conosce e che ha avvertito questa straziante perdita come un colpo per chiunque, come ha detto il primo cittadino nei suoi interventi. “Tantissime persone mi stanno mandando dei messaggi di vicinanza, la famiglia di Matilda è molto conosciuta in paese”, afferma il sindaco di Giustino, Manuel Cosi.

I genitori della 15enne, papà Fabio e mamma Nada, gestiscono la pasticceria Mezzo Soldo a Pinzolo. La 15enne aveva anche un fratello e tre sorelle: la più piccola frequenta la quinta elementare e, come Matilda, pratica il pattinaggio su ghiaccio. Dopo aver frequentato le elementari e le medie a Giustino, la giovane si era iscritta al liceo di Tione: era al secondo anno.

Come la sorellina più piccola, Matilda aveva indossato i pattini da piccolissima con la passione e la voglia che metteva ancora adesso; lo scorso aprile aveva partecipato alle finali di Bressanone della Coppa Italia Gold, conquistando la medaglia di bronzo.

Il cordoglio del presidente della Provincia

Il presidente della Provincia di Trento, Maurizio Fugatti, si è unito al sindaco per saldare le condoglianze rivolte alla giovane famiglia segnata da questa morte così ingiusta. “Un dolore immenso colpisce la Val Rendena, la tragica scomparsa della giovane Matilda Ferrari, promessa del pattinaggio e ragazza piena di vita, lascia senza parole. A nome mio personale e di tutta la comunità trentina esprimo la più sincera vicinanza e il più profondo cordoglio alla sua famiglia, ai suoi amici e a chi le voleva bene”.

Ora è il tempo per capire esattamente che cosa è accaduto, che cosa è stato e come non si sia potuto evitare che Matilda fosse investita a pochi metri dalla sua casa, ieri, mentre attraversata la strada per arrivare alla fermata dove avrebbe preso il pullamna che la avrebbe portata a scuola. Come ogni giorno.

Chi era Matilda Ferrari, la promessa del pattinaggio investita e uccisa da una betoniera a 15 anni: gli inizi, l'operazione e sogno Olimpiadi Screenshot tratto da Facebook

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